MASSIMO CORRADINI (M5S) * SANITÀ TRENTINO: ” LA PROTONTERAPIA PUÒ ESSERE UN’OPPORTUNITÀ UNIVERSITARIA “

La cura delle neoplasie con i Protoni è una metodica di radioterapia scientificamente validata. Solo una decina di Centri al mondo la somministrano. Questa tecnica consente di colpire miratamente alcuni tumori con minor effetti secondari, rispetto alle terapie irradianti tradizionali.

Dal 2014 a Trento è operativo un Centro di Protonterapia, che si è affiancato a quello di Pavia e ad altri pochi in Europa.

La realizzazione locale è avvenuta, per tempi e costi, in rispetto della programmazione ed anche dell’operatività, con un team professionale ineccepibile. Per volere di Lorenzo Dellai, si dice: ma il progetto langue.

All’Ospedale San Lorenzo di Borgo, nel 1953, venne installato il primo apparecchio per la Cobaltoterapia, la cosiddetta “Bomba al Cobalto”, anch’esso per la cura dei tumori. Con l’egida politica di Alcide Degasperi, si dice: fu un centro di eccellenza, primo in Europa ed un successo per la scienza.

Ma con la Protonterapia è andata diversamente. Infatti, a differenza di quel che fu in Valsugana, non ci sono stati e non ci sono tuttora i pazienti in numero sufficiente per giustificarne una razionale gestione economica, sulla scorta di dati scientifici locali. Si parla di 12 milioni di euro annui, che si aggiungono ai circa 150 milioni spesi per la sua realizzazione, a fronte del trattamento di qualche centinaia di Utenti: numeri che non consentono l’elaborazione di dati rilevanti ai fini scientifici, lontani dai 700 programmati.

La gestione è affidata all’’Azienda Sanitaria che non si è rilevata idonea allo scopo. Nemmeno l’inserimento nei Lea – Livelli Essenziali di Assistenza, con spese a carico del Sistema Sanitario Nazionale, ne ha decretato il decollo. Tant’è che la politica nostrana ne ha affidato la promozione a Trentino Sviluppo spa (ex Tecnofin), esperimento prevedibilmente fallimentare, poiché la Sanità non è un prodotto assimilabile alla promozione della mela trentina o dei caroselli sciistici.

Il Movimento 5 Stelle trentino individua come principale criticità del “fallimento Protonterapia”, il modello gestionale e promozionale, affidato dalla politica nostrana ad Azienda Sanitaria e a Trentino Sviluppo, Enti più attenti a soddisfare i propri “burosaurici” staff amministrativi piuttosto che attuare un management sanitario efficace, moderno e scientificamente adeguato, attrattivo per l’Utenza.

Nella prossima legislatura il M5S non si sottrarrà dal rivalutare le opportunità di rilancio di politiche di promozione del Centro di Protonterapia, che assorbe importanti risorse del Bilancio Sanità, senza ritorni in termini di salute pubblica e di sperimentazione clinico-scientifica.

Siamo convinti che il percorso da intraprendere urgentemente sia quello di sottrarre a questi Enti sopracitati la gestione/promozione, per sperimentarne una più autonoma, anche universitaria con le facoltà di Medicina italiane, così trasformando la Protonterapia del Trentino in un Centro di Ricerca clinica di respiro internazionale.

Potrebbe essere il riavvio di riflessioni per la realizzazione della Facoltà di Medicina in Trentino, anche alla luce dell’attuale carenza di Medici per gli Ospedali periferici.

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Massimo Corradini
Candidato Movimento 5 Stelle Elezioni Provinciali 21 ottobre 2018