MAFFIOLETTI * GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE: “STOP ALLA CATASTROFE UMANA”

La celebrazione della giornata internazionale della violenza sulle donne riporta alla ribalta, da parte di molti osservatori ma soprattutto delle forze politiche presenti sulla scena, un tema classico mai superato neanche con la pseudo-emancipazione femminile ma soprattutto mai così pesantemente registrato come oggi.

Un fenomeno che lo stesso capo della polizia italiana, tramite un comunicato stampa, bolla come “crimine contro l’umanità” e che ci trova in maniera unanime e all’unisono concordi nel definire tale.

I dati diffusi e commentati oggi a livello locale dall’Assessore provinciale Sara Ferrari -oltre 700 –  (cifre sicuramente sottostimate rispetto alla loro reale entità) non ci differenziano dal resto del Paese dove le donne sono sempre più anello debole di una società afflitta da enormi problemi di ordine sociale ed economico.

Si invoca da parte dell’Assessore una battaglia trasversale nelle sedi deputate alla politica e noi sicuramente come collettivo azzurro donne non ci tireremo indietro, lo abbiamo sempre fatto in passato e lo faremo anche per il prossimo futuro.

Certamente lo faremo rispondendo alla nostra appartenenza politica e culturale che ci pone su piani diametralmente opposti anche ideologicamente spesso al loro modo di intraprendere lotte ed iniziative che sono spesso solo annunci e proclami!

Una violenza sempre più sfaccettata quella odierna, non solo fisica, ma più frequentemente  manifesta nella sua  forma più sprezzante e subdola, quella della violenza psicologica o dello stalking per cui il reato, penalmente perseguibile, è più difficilmente connaturabile.

Non basta celebrare come una liturgia quella che a tutti gli effetti è una piaga sociale, noi di Azzurro donne siamo convinte che servano vere politiche di presa in carico di coloro che risultano essere vittime di violenza e una piano vero di informazione culturale.

È necessario poi un progetto sociale autentico che passi necessariamente attraverso tutta una collaudata rete di servizi territoriali  anche in risposta alle esigenze di custodia dei minori per le donne lavoratrici.

C’è bisogno ancora di un servizio sociale che sia di supporto reale alle molteplici caducità a cui le donne vittime di violenza sono poi lasciate sole spesso a portare avanti i loro pesanti carichi familiari.

Non possiamo infatti ogni anno trovarci a scrivere sulla questione della violenza di genere parole che, qualora non siano seguite da fatti concreti, risultano vuote e persino irrisorie verso la “catastrofe umana” che la questione riveste.

Cogliamo la centralità dell’argomento oggi per dire anche che mai come adesso, la nostra sicurezza e la nostra libertà insieme alle altre conquiste sociali di cui godiamo status, sono messe a dura prova anche dalla forte presenza della componente islamica che reclama spazi e avanza pretese spesso a danno del nostro patrimonio culturale e costituzionale.

Minaccia che proviene da quella matrice di  fanatismo islamico forte purtroppo, che vuole la donna sottomessa all’uomo fino a limitarne la propria identità femminile in ogni sua forma ed espressione.

Ma proprio su  questo punto cruciale del dibattito politico forse l’esponente del Pd e più in generale coloro che appartengono agli ambienti della sinistra radical chic, non crediamo sarebbero in grado di operare in maniera trasversale e congiunta, per emancipare anche quelle donne islamiche che vivono, qui sul nostro suolo italiano-trentino e soggiacciono spesso  a regimi di pseudo-schiavitù per volere dei loro stessi uomini.

 

*

Gabriella Maffioletti

Coordinatrice regionale Azzurro donne di Forza Italia