LUPI VAL DI FASSA (TN): CIVETTINI, IMBONIMENTO POLITICO SENZA SOLUZIONI CONCRETE

(Fonte: Claudio Civettini) – Val di Fassa e presenza dei lupi. Imbonimento politico senza soluzioni concrete. L’Assessore provinciale all’agricoltura e al turismo, coniugando delle iperbole senza pari, ha saputo spiegare la storia dei lupi e della loro presenza, dicendo nei fatti che gli allevatori con le loro gregge e mandrie, devono rinchiudersi con reti elettriche e cani addestrati, perché la colpa degli attacchi dei lupi, nei fatti sono i loro capi di bestiame.

Una preoccupazione – quella degli allevatori della valle di Fassa -, che è ben uscita nella seconda parte della serata, ma che in realtà, non ha trovato risposte concrete

Risposte, che, nel rispetto della presenza del lupo, non hanno fatto il conto con l’economia agricola di valle e dall’antropizzazione territoriale, che, per motivi di ordine turistico, oggi è un fatto irreversibile, cui bisogna tenerne conto.

Ma al di là delle “profezie” dell’assessore, le preoccupazioni sono fondatissime e, nonostante le chiacchiere fatte, la realtà è quella che gli allevatori colgono tutti i giorni, nell’impossibilità di recintare i pascoli che si intrecciano con strade di attraversamento per escursionisti e al servizio dei luoghi di ristoro.

E ha ben d’onde Ferruccio Chenetti, per anni veterinario in Fassa, nel sottolineare come la presenza dei lupi può avere riflessi negativi sugli allevamenti in quota la cui libertà viene limitata così come Alfredo Weiss, quando indica i rischi di mutamenti sostanziosi anche del paesaggio Patrimonio Unesco, nel caso in cui il bestiame sugli alpeggi, dovesse abbandonare i pascoli per l’insostenibilità della sicurezza degli animali messi a rischi dalla presenza del lupo.

Una serata per la quale vanno ringraziati gli organizzatori ma dove sarebbe stato bello avere anche un contradditorio argomentato, dando per scontato che i tecnici provinciali intervenuti, non potevano far altro che difendere il loro sacrosanto lavoro, ma che, in questo caso, le risposte devono venire dalla politica che non può essere utilizzata per cloroformizzare il problema, facendo passare quasi per borderline, quegli allevatori che, delle valli Duron e Fedaia, ne fanno il loro pane, come succede nella tradizione locale.

A meno che, nelle mire dell’assessore, ci sia una coniugazione di turismo e agricoltura, prevedendo l’invasione di greggi e mandrie nel fondovalle che scorrazzino sicure tra Campitello, Canazei, Alba e Penia lasciando ai lupi, campo libero nelle valli desertificate nei pascoli.

 

 

 

 

Foto: archivio Pat