LIBERI E UGUALI – TRENTINO * LETTERA DI ANTONELLA VALER SULL’ACCOGLIENZA: ” SERVE UNA POLITICA CHE SI PONGA COME OBIETTIVO QUELLO DI UN TETTO PER TUTTI “

Lettera. Senza dimora: nessuno in strada. Le cronache di questi giorni, anche per merito delle iniziative legate alla settimana dell’accoglienza, rivelano alla città salotto di Trento i suoi fantasmi: le centinaia di persone, che agli angoli più improbabili (e pericolosi, come gli anfratti sotto il ponte al parco del Muse) del normale scorrere del flusso di cittadini e turisti, allestiscono le loro “dimore”.

Non è certo un fenomeno nuovo, da anni le notizie sui rifugi dei disperati, dello sgombero di ruderi industriali o edifici in disuso, di senza dimora che, “bivaccando” in luoghi pubblici – perché i corpi per forza di cose occupano uno spazio e se pur sono “invisibili” di notte non possiamo pretendere che lo diventino anche di giorno – contribuiscono ad alimentare l’allarme sociale su degrado e insicurezza. E’ semmai un fenomeno che si arricchisce di nuovi disperati sull’onda delle dinamiche migratorie, non tanto dei flussi che sono in calo, ma delle scelte di chiusura, respingimento e dissuasione.

I nuovi fantasmi, in questo caso, sono infatti gli aspiranti ad una richiesta di asilo che non riescono a fare per scelte della Questura e della politica, che intende così “dissuadere” nuovi arrivi, restando così al di fuori del programma di accoglienza. Provengono in gran parte da Pakistan e Bangladesh, arrivati via terra dai Balcani e respinti dalla Germania, persone in sospensione, aggrappate alla speranza di avere almeno un immediato futuro fatto di un letto e una doccia.

E’ un tema scomodo che la campagna elettorale sta eludendo, concentrata in gran parte sui temi molto più spendibili della “sicurezza”. Crediamo però che una forza politica che abbia una visione complessiva, che si ponga come obiettivo la possibilità di una vita dignitosa per tutti, non possa permettersi di eludere problemi come questi. Non fosse altro che per rispondere in modo concreto alla percezione diffusa di insicurezza: lasciare che centinaia di persone arrivate integre, con capacità e volontà di attivarsi per avere prospettive di vita migliore, vengano minate nella salute fisica e psichica dalla durezza della vita in strada non contribuisce alla sicurezza di nessuno, anzi. Come non ha senso alimentare la guerra tra senza dimora autoctoni e nuovi arrivati.

Serve una politica che si ponga come obiettivo quello di un tetto per tutti, inteso come luogo dove preservare salute, dignità e quando ci sono affetti; con soluzioni e risposte a più livelli a seconda delle situazioni e delle capacità economiche, relazionali e di autonomia delle persone; che coinvolga i servizi e le associazioni di volontariato che in questi ultimi anni hanno fatto crescere in qualità e quantità un offerta di posti letto che rimane tuttavia insufficiente (anzi si prospetta per quest’anno in calo).

Dalla possibilità di accesso agli alloggi popolari, agli ostelli a basso costo, alle esperienze di co-housing e di affidamento e autogestione di strutture pubbliche in disuso, fino alle strutture di emergenza: crediamo che ci sia la possibilità di puntare all’obiettivo nessuno in strada.

Sappiamo che spesso la volontà politica è frenata dal timore di creare attrazione di nuovi disperati, ma con questo approccio oltre ad essere eticamente discutibile porta a occultare e incancrenire le situazioni esistenti, a discapito, anche, della stessa percezione sociale di degrado e insicurezza.

 

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Lorenza Erlicher candidata Consigliera
Antonella Valer candidata Presidente