LEGAMBIENTE * TRENO VERDE: PRESENTATO A BORDO DEL CONVOGLIO IL RAPPORTO COMUNI RINNOVABILI DEL TRENTINO-ALTO ADIGE

Oggi in Trentino Alto Adige la potenza efficiente netta degli impianti a fonti rinnovabili installati in si attesta a 3.759 MW rappresentando il 95% della potenza netta disponibile nella regione.

È l’unica regione ad avere un numero significativo di Comuni 100% rinnovabili che riescono a soddisfare del tutto il fabbisogno energetico elettrico e termico del territorio: è la dimostrazione che un futuro 100% rinnovabile è possibile.

È il solare fotovoltaico la tecnologia più diffusa – tutti i comuni della regione ne possiedono almeno uno – in termini di produzione è però l’idroelettrico a fornire il maggior contributo di energia elettrica con il 91,8% del totale prodotto da fonti rinnovabili, seguita dall’energia solare con il 4,5% e bioenergie (3,7%), mentre l’eolico si attesta solo allo 0,1%.

Ecco in breve quanto emerge dall’edizione regionale del rapporto Comuni Rinnovabili di Legambiente, realizzato grazie al contributo di Enel Greenpower e presentato questa mattina a Trento in occasione dell’arrivo in città del Treno Verde, il convoglio ambientalista di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, realizzato con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, che sta viaggiando lungo i binari d’Italia per chiedere all’Europa e all’Italia maggiori impegni nel Pacchetto Energia e Clima 2030 e traghettare così il nostro Paese verso la totale decarbonizzazione del proprio sistema energetico.

Alla presentazione del rapporto hanno partecipato Katiuscia Eroe, Responsabile Energia Legambiente, Franco Stivali, Struttura Innovazione, Direzione Centrale Innovazione e Sistemi informativi Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Giovanni Corbetta, Direttore Generale Ecopneus, Andrea Giachetti, Presidente Circolo Legambiente Trento, Alessandro Andreatta, Sindaco del Comune di Trento, Fabio Berlanda, dirigente dell’Agenzia per le risorse idriche e l’energia della Provincia, Silvio Grisotto, Presidente del Parco Naturale Regionale Paveneggio Pale di S. Martino.

«Il Trentino-Alto Adige è uno dei territori che da trent’anni si muovono nella direzione delle fonti rinnovabili, un’eccellenza che mostra come queste tecnologie siano in grado non solo di portare vantaggi ambientali ed economici ai cittadini, ma anche di entrare nel bilancio energetico di aziende e territori modificando profondamente il sistema energetico del nostro Paese.

Per raggiungere gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili al 2030 e di decarbonizzazione al 2050 è necessario fare scelte coraggiose e lungimiranti – dichiara Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente – promuovendo un ruolo attivo di famiglie e imprese, togliendo le barriere all’autoproduzione proprio come avviene in questi territori».

Tornando ai dati del rapporto, la maggior potenza da fonti rinnovabili installata nella regione è presente nella provincia di Provincia Autonoma di Bolzano con 1.967,1 MW complessivi, mentre la Provincia Autonoma di Trento ha una capacità installata da fonti rinnovabili di 1.791,9 MW. In termini di produzione di energia è sempre la Provincia Autonoma di Bolzano (6.121,7 GWh/anno) a fornire il maggior contributo da fonti rinnovabili, con idroelettrico a giocare il ruolo da protagonista con 5.535,5 Gwh/anno.

«Le rinnovabili in Trentino-Alto Adige sono una realtà consolidata da molti anni, ma è necessario muoversi ulteriormente sulla produzione di calore da fonti rinnovabili per riuscire a soddisfare i consumi delle famiglie – dichiara Andrea Giachetti, Presidente del circolo Legambiente Trento – per ridurre le emissioni e affrontare i cambiamenti climatici l’altro nodo cruciale su cui è necessario intervenire è la mobilità: serve sviluppare ulteriormente forme di trasporto collettivo e incentivare una mobilità sostenibile, promuovendo il passaggio dal trasporto di persone e merci su gomma a quello su ferro».

Escludendo il grande idroelettrico, secondo i dati del rapporto sono 163 i comuni del Trentino-Alto Adige che grazie alle fonti rinnovabili producono più energia elettrica di quella consumata dalle famiglie. Marebbe (BZ), Stelvio (BZ) e Naz-Scaves (BZ) sono i primi tre comuni che possiamo definire 100% rinnovabili elettrici e che, senza entrare nel merito della qualità degli impianti, meglio rispondono, sempre teoricamente, al fabbisogno elettrico dei territori non solo dal punto di vista quantitativo ma anche di mix di impianti.

Entrando nel merito delle singole fonti, sono 54 i comuni del Trentino-Alto Adige che grazie al solare fotovoltaico producono più energia elettrica di quella consumata dalle famiglie residenti. Numeri importanti che si accompagnano ai 22 comuni in cui gli impianti solari fotovoltaici, sarebbero in grado, se l’energia fosse autoprodotta, di coprire tra l’80 e il 99% dei consumi elettrici domestici, e ai 65 il cui contributo varierebbe tra il 50% e il 79%.

Ci sono poi i 268 Comuni del solare termico, di cui 228 sono piccoli comuni. Sono inoltre 8 i Comuni che in Trentino Alto Adige presentano impianti eolici, per una potenza complessiva di 364 kW. Sono invece 7 i Comuni che ospitano sul proprio territorio impianti mini eolici, per una potenza complessiva pari a 25,3 MW.

Sono poi 65 i comuni dell‘idrolettrico – secondo risultato nazionale, dopo il Piemonte che arriva a più del doppio – che riescono a soddisfare il fabbisogno di quasi 2.700.000 famiglie. Sono poi 19 i Comuni dove sono presenti impianti geotermici a bassa entalpia o pompe di calore capaci di soddisfare tutti o parte dei fabbisogni termici di case, scuole, centri commerciali.

Ci sono anche 186 i Comuni che possiedono sul proprio territorio un impianto a bioenergie per una potenza complessiva di 149 MW elettrici e 109 MW termici. Sono, infine, 174 i Comuni che ospitano impianti a biomassa solida per una potenza complessiva di 67,4 MW elettrici e 102,7 MW termici.

A bordo del Treno Verde nella tappa in Trentino-Alto Adige, Legambiente ha premiato “I RinnovABILI”, ovvero le realtà che hanno scommesso su nuovi modelli energetici attraverso rinnovabili, efficienza, facendo a meno di petrolio, gas e carbone. Il caso trentino è di per sé un’eccellenza, è uno dei territori 100% rinnovabili che da trent’anni si muovono nella direzione delle fonti rinnovabili, sviluppando cooperative per la gestione dell’energia e mostrando cosa significa generazione energetica distribuita e smart grid.

C’è il Comune di Dobbiaco che ha realizzato 1.590 kW di impianti fotovoltaici e 1.279 kW di mini-idroelettrico e la cui produzione elettrica supera ampiamente il fabbisogno elettrico delle famiglie: la rete di teleriscaldamento, gestita dalla cooperativa FTI, supera di di molto il fabbisogno termico dei cittadini residenti, grazie agli impianti a biomassa e a biogas, permettendo di ridurre del 30% di risparmio rispetto alla fonti tradizionali.

Presente poi E-Werk Prad che gestisce il sistema energetico del piccolo Comune di Prato allo Stelvio, assoluta eccellenza italiana e internazionale che grazie a un mix perfetto di fonti rinnovabili, elettriche e termiche – 4 centrali di teleriscaldamento da biomassa, 210 impianti solari termici, 5 impianti mini idroelettrici e 141 impianti fotovoltaici – è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico: e anche qui il sistema è gestito da una cooperativa.

Premiato poi il Comune di Trento che, grazie alla diffusione di impianti a fonte rinnovabili, ha raggiunto una sempre più consolidata autosufficienza energetica, equivalente a oltre 39mila famiglie: nella frazione di Martignano c’è la realtà virtuosa di un asilo nido per 45 bambini che copre il suo intero fabbisogno energetico grazie un sistema fotovoltaico di 81,5 kW, un impianto solare termico di 27,9 mq ed un impianto geotermico superficiale di 50 metri di lunghezza, per un totale di oltre 25mila kWh/anno.

Tra i premiati anche il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino che, sin dagli anni 2000, si è impegnato nella diffusione e promozione delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, realizzando interventi sulle proprie strutture come La Siega di Valzanca e Villa Welsperg, sede, del parco, che è stato oggetto di un complesso lavoro di riconversione energetica.

Presente, infine, Bio Energia Trentino che effettua oggi il trattamento di circa 50.000 tonnellate di rifiuti umidi e verdi provenienti dalla raccolta differenziata del Trentino che sfiora l’80%, realizzando 13.000 tonnellate di compost di grande qualità che viene utilizzato completamente nella filiera corta agricola della valle dell’Adige.

Tra le esperienze salite a bordo del Treno Verde questa mattina – e selezionate dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane – c’è la start-up Route220 che ha creato la app evway con lo scopo di fornire un servizio innovativo mappando tutte le stazioni di ricarica e le loro caratteristiche in Italia e in Europa.

Il Treno Verde, inoltre, in ciascuna delle sue tappe, in occasione della proclamazione da parte dei Ministeri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dei Beni culturali e del turismo del 2018 Anno nazionale del cibo italiano, ospita a bordo degustazioni di cibi locali.