LAV TRENTINO * COMITATO FAUNISTICO: ” RIGETTATA LA PROPOSTA DI LIMITARE DI UN’ORA LA DURATA DELLA GIORNATA VENATORIA “

Non è servita a nulla la morte nello scorso settembre di Michele Penasa in val Rendena, scambiato da un cacciatore per un cervo e ucciso all’imbrunire in una conclamata situazione di scarsa visibilità.

Nell’approvazione delle prescrizioni tecniche per l’esercizio della caccia 2018-2019 il Comitato Faunistico rigetta senza appello la proposta di limitare di un’ora la durata della giornata venatoria, anticipandone di mezz’ora la chiusura, al fine di tutelare la sicurezza di tutti i cittadini.

La Provincia di Trento, così solerte nel giustiziare in nome della sicurezza la mamma orso KJ2, che tra l’altro non aveva mai ucciso nessuno, cambia totalmente le sue priorità quando di mezzo ci sono gli interessi dei cacciatori. “Siamo estremamente preoccupati dalla deriva a cui stiamo assistendo” dichiara Simone Stefani, Responsabile della sede trentina della Lav, “Presidente di Provincia e Assessore sono prontissimi a far giustiziare orsi che non hanno mai ucciso nessuno ma non prendono in considerazione alcuna precauzione dettata dal minimo buonsenso, quando si tratta di intaccare gli interessi del mondo venatorio”.

“E’ ormai chiaro a tutti come il Comitato Faunistico sia un’organo completamente da ripensare. La sua stessa composizione antidemocratica (portatori d’interesse del mondo venatorio in netta maggioranza) ci fa capire come esso sia più un passatempo dei cacciatori che un tavolo di regia che possa in qualche modo tutelare vite, umane e animali”.

A pochi mesi dalla decisione di posticipare la chiusura della stagione di caccia da capanno dal 15 al 31 gennaio, a poche settimane dalla decisione di rendere più agevole non solo un’inutile ma controproducente gestione venatoria dei cinghiali, ecco servito l’ennesimo regalo al mondo venatorio, abituato ormai a rifiutare con arroganza e irresponsabilità ogni ulteriore paramentro e regola che possa contribuire a rafforzare la sicurezza dei cittadini, anche quando si tratta di limitare la propria crudele azione di soli 60 minuti al giorno.