Crescita marcata per il vino (+16,2%), moderata per la frutta (+2,3%) e gli ortaggi (+1,2%). Crolla la produzione di olio di oliva (-34,7%) e cala quella degli agrumi
(-4,0%). Il peso dell’agricoltura sull’intera economia è al 2,1%; se si include l’industria alimentare si arriva al 3,9%. L’occupazione cresce dello 0,7%.
Nella Ue28 aumenta la produzione (+0,6%) e scende il reddito agricolo (-3,8%). L’Italia si conferma il primo paese europeo per valore aggiunto nel settore e il secondo per valore della produzione.

Buone le performance nei territori del Centro-Nord, perdono Sud e Isole
Le stime provvisorie sul complesso del settore agricolo a livello territoriale hanno indicato, nel 2018, un aumento del volume della produzione in quasi tutte le aree del Paese. Nel Centro, la ripartizione più penalizzata nel 2017, è stato recuperato il calo precedente, con un incremento del 3,2%. Anche nel Nord vi è stato un recupero, con un incremento della produzione del 2,2% nel Nord-est e dell’1,6% nel Nord-ovest. Nel Sud, che nel 2017 è stata l’unica ripartizione a far registrare una crescita, l’andamento è stato opposto, con una diminuzione del 2,4% nel 2018. Per le Isole si è confermata la tendenza negativa con un calo dell’1,7%. In termini di valore aggiunto la performance per ripartizione geografica è riportata in figura 3.

Le regioni che hanno evidenziato risultati maggiormente positivi in termini di volume della produzione e valore aggiunto sono state la provincia autonoma di Trento (+19,1% e +25,9%), il Lazio (+4,3% e +6,7%), l’Umbria (+3,7% e +6,7%), la Toscana (+3,7% e +4,9%) e il Veneto (+2,3% e +4,4%). I risultati più negativi si sono registrati invece per Calabria (-9,4% per il volume della produzione e-12,1% per il valore aggiunto), Molise (-2,6% e -2,3%), Sicilia (-2,6% e -4,2%) e Puglia (-1,0% tanto per il volume della produzione che per il valore aggiunto).
I prezzi, misurati dal deflatore della produzione, sono cresciuti in misura moderata, con un aumento marcato solo nella provincia autonoma di Trento e in quella di Bolzano (incrementi superiori al 9,0%). Diminuzioni dei prezzi alla produzione hanno interessato soprattutto Lazio (-3,1%), Calabria
(-2,6%) e Liguria (-1,6%).

 

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