Al centro dell’incontro i temi dedicati al territorio montano, con spunti di riflessione e azioni concrete per favorirne lo sviluppo in un’ottica di sistema.
Tra il 2011 e il 2017 la provincia di Bolzano ha registrato un aumento dei residenti pari al 4,6%.

Nel 2018 l’export complessivo dell’Alto Adige ha toccato un nuovo record storico, a quota 4,8 miliardi di euro, 1,6 milįardi di euro in più rispetto al 2008.

La filiera del legno si conferma risorsa preziosa per l’Alto Adige, specializzato nella lavorazione del legno grezzo: l’export di prodotti in legno di Bolzano nel 2018 è stato pari a 145 milioni di euro, 53 milioni di euro in più rispetto al 2008 (+58%)

Intesa Sanpaolo mette a disposizione degli operatori turistici le linee di credito dedicate che tengono conto delle esigenze del settore.

La banca ha stanziato un plafond di 100 milioni per la filiera triveneta del legno colpita dal maltempo ai fini del rimboschimento, di attività rigenerativa dell’ecosistema e di prelievo del legname, per evitarne il degrado.

Si è tenuto ieri, al Pragser Wildsee Hotel di Braies, il secondo degli incontri del ciclo “Lo sviluppo del territorio montano” promossi da Intesa Sanpaolo nei territori montani del Nordest.

L’incontro si è aperto con i saluti di Renzo Simonato, direttore regionale Veneto Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige Intesa Sanpaolo a cui sono seguite le testimonianze imprenditoriali di Felix Niedermayr, Agricultural Center of Competence A. Loacker e Peter Rubner, presidente Gruppo Rubner Holding. Di sinergie tra Banca, imprese e istituzioni hanno discusso Simonato, Alfonso Moser, responsabile segreteria di direzione UNAT – Albergatori Trento e Thomas Walch, presidente Comprensorio Circondariale Val Pusteria/Val Gardena HGV Hoteliers-und Gastwirteverband. Giovanni Foresti, Direzione Studi e Ricerche di Intesa Snapaolo ha presentato un’analisi delle dinamiche della montagna dell’Alto Adige e Marco Nichele, Direzione Regionale Nordest Intesa Sanpaolo, ha parlato del supporto della Banca per le filiere del turismo, del legno e delle nocciole.

La discussione ha stimolato interessanti riflessioni sulle tematiche legate alla montagna con lo scopo di facilitare le sinergie tra i diversi attori e offrire una visione sulle opportunità di sviluppo dei settori del turismo, dell’agroalimentare e dell’ambiente. Particolare attenzione è stata dedicata alle soluzioni per la valorizzazione del territorio attraverso un’adeguata formazione degli operatori e l’evoluzione in chiave digitale e sostenibile delle attività e dei servizi.

Secondo lo studio della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, l’evoluzione demografica negativa che ha interessato i comuni montani del Triveneto non ha toccato le due province di Trento e Bolzano, quasi interamente montane. Tra il 2011 e il 2017 Trento e Bolzano hanno infatti registrato un aumento dei residenti pari rispettivamente al +2,9% e al 4,6%, mentre la montagna veneta ha subito una riduzione del -2,1% e quella del Friuli-Venezia Giulia un calo più forte pari al -6,1%.

Laddove lo spopolamento nei comuni di montagna è stato più accentuato, si è verificato un invecchiamento più significativo della popolazione residente: nel 2017 il peso degli over 65 a Belluno è stato pari al 25,7%, almeno sei punti percentuali in più rispetto a Bolzano, dove questa percentuale si è fermata al 19,2%. Sempre nel Trentino-Alto Adige, contrariamente a quanto osservato nelle zone montane del Friuli-Venezia Giulia, tra il 1971 e il 2001 si è registrato un aumento degli occupati (+39,4% a Bolzano), grazie al traino dei servizi e in particolare del turismo, punto di forza dell’economia regionale. Negli ultimi 10 anni i flussi turistici hanno continuato a crescere nelle due province in termini di presenze, toccando nel 2018 nuovi massimi storici superiori a 33 milioni di presenze a Bolzano. A tale proposito Intesa Sanpaolo mette a disposizione degli operatori delle linee di credito dedicate che tengono conto delle esigenze del settore turistico-alberghiero.

Un’altra importante risorsa dell’economia montana è rappresentata dalla filiera del legno: la montagna del Triveneto dispone di una buona dotazione di superficie a foreste e boschi (più del 15% del totale nazionale) e la filiera del legno-arredo costituisce un importante sbocco occupazionale (26.373 addetti nel 2016, di cui 6.829 in Trentino-Alto Adige). In particolare, le due province di Trento e Bolzano sono specializzate nella lavorazione del legno grezzo soprattutto per scopi edilizi e a differenza del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia tra il 2001 e il 2014 hanno incrementato l’utilizzo del legno sia per combustibile (+93% a Bolzano) che per legna da lavoro (+61%). Il buono stato di salute di questa filiera è visibile anche dai dati di commercio estero: l’export di prodotti in legno di Bolzano nel 2018 è stato pari a 145 milioni di euro, 53 milioni di euro in più rispetto al 2008 (+58%). Lo scorso dicembre la Banca ha stanziato un plafond di 100 milioni di euro a supporto della filiera triveneta del legno colpita dal maltempo, ai fini del rimboschimento, di attività rigenerativa dell’ecosistema e di prelievo del legname, per evitarne il degrado. L’obiettivo è affiancare le imprese della filiera sia nella gestione del materiale da raccogliere sia nella successiva opera di rimboschimento.

L’economia della provincia di Bolzano ha mostrato un ottimo andamento anche in altri settori manifatturieri, come ad esempio, la filiera metalmeccanica, l’automotive e l’elettrotecnica. Non a caso nel 2018 l’export complessivo dell’Alto Adige ha toccato un nuovo record storico, a quota 4,8 miliardi di euro, 1,6 miliardi di euro in più rispetto al 2008. La propensione all’export è così salita al 24%.

Più fattori contribuiscono a rendere alta l’attrattività del Trentino-Alto Adige in termini residenziali, dalla buona offerta di servizi di base (mobilità, istruzione, spazi ospedalieri, connessione digitale), all’esistenza di una forte coesione sociale e di un’attenzione condivisa alla cura dell’ambiente, al buono stato di salute del mercato del lavoro e all’alta probabilità di trovare impiego in loco. Non a caso il tasso di disoccupazione giovanile si ferma al 10,2%, meno di un terzo rispetto alla media nazionale. Al contempo il tasso di occupazione tra gli over 54 si attesta al 64%, oltre 10 punti percentuali in più rispetto al dato complessivo italiano. A Bolzano inoltre è bassa la disuguaglianza tra i redditi disponibili e sono relativamente poche le persone che vivono al di sotto della soglia di povertà. Più in generale si può dire che in Trentino-Alto Adige sia premiante la presenza di un modello sociale ad alto benessere soggettivo.

Si tratta di risultati importanti che rappresentano una buona base di partenza per affrontare le sfide che il tessuto economico locale si troverà ad affrontare in futuro. In particolare, andrà sfruttato il potenziale offerto dall’innovazione tecnologica in chiave 4.0, facendo leva soprattutto sul capitale umano. Andranno pertanto adeguatamente valorizzate e trattenute le competenze e i talenti, evitando di perdere come in passato giovani laureati che si trasferiscono all’estero alla ricerca di opportunità di lavoro (nella provincia di Bolzano il numero di giovani laureati che si trasferiscono all’estero per lavoro supera quello degli entranti).

“Abbiamo organizzato un ciclo di incontri aperti al pubblico per promuovere un confronto sui temi dedicati al territorio montano, offrendo spunti di riflessione e azioni concrete per favorirne lo sviluppo in un’ottica di sistema, consapevoli dell’importanza di fare squadra. – ha dichiarato Renzo Simonato, Direttore Regionale – Come banca del territorio, ci sentiamo responsabili anche della valorizzazione del patrimonio naturale dell’Alto Adige, con grande attenzione agli aspetti legati alla sostenibilità e all’economia circolare; pertanto mettiamo a disposizione specifici prodotti finanziari per rilanciarne l’attività economica e sociale, come il credito dedicato alla filiera del legno, del turismo e dell’agroalimentare. Da questo punto di vista gli accordi con le associazioni di categoria sono fondamentali per valorizzare le straordinarie potenzialità di questi territori.”

La tappa di Braies è stata la seconda del ciclo di incontri sulla montagna iniziato a Cavalese a maggio; il prossimo appuntamento sarà a Tolmezzo (UD) il 27 giugno.