MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Interrogazione. Premesso che: martedì 21 agosto 2018, alle ore 10, nella Sala Rosa della Regione, in piazza Dante a Trento, era stato presentato l’opuscolo bilingue italiano-tedesco “Fa differenza dire la differenza di genere?” / “Macht es einen Unterschied die Geschlechtsunterschiede zu nennen?”, curato dalla professoressa Giovanna Covi;

l’opuscolo, dall’elegante e accattivante formato verticale, graficamente colorato e perfetto per gli scopi divulgativi che si proponeva, descriveva in modo chiaro, efficace e preciso i meccanismi del pregiudizio di genere nell’uso del linguaggio e le semplici alternative a portata di voce per ristabilire il rispetto e la parità di genere; citiamo per esempio dal capitoletto “Le parole cambiano”: “C’è chi afferma che suonano male parole quali ‘ministra’, ‘avvocata’, ‘architetta’, ‘ingegnera’, ‘assessora’, ‘sindaca’, ‘inviata’, ‘poliziotta’ o ‘soldata’: eppure suonano proprio come le incontestate ‘maestra’, ‘pregiudicata’, ‘interdetta’, ‘infermiera’, ‘pastora’, ‘monaca’, ‘drogata’, ‘bigotta’ o ‘immigrata’ ”;

il dépliant avrebbe dovuto e potuto rappresentare uno “strumento di divulgazione importante” per sensibilizzare ogni cittadina e ogni cittadino sulle ragioni storiche e culturali che rendono importante l’utilizzo consapevole di un linguaggio ricco e rispettoso delle differenze di genere, che non solo garantisce e promuove le pari opportunità, ma è anche un atto di autonomia e libertà, “per dirsi” e non per “lasciarsi dire”;

la stesura del fascicolo ha richiesto la collaborazione di studiose e studiosi del tema: il loro compenso, unitamente alle spese di stampa, ha costituito un investimento economico a carico del Consiglio regionale, al quale non è stato dato seguito. La brochure, pensata per una larga distribuzione, non è infatti mai stata diffusa tra la popolazione;

non solo per l’importanza sociale e culturale del tema trattato ma anche per rispetto del denaro pubblico investito non si comprende quindi perché la diffusione di una pubblicazione ufficiale del Consiglio della Regione Autonoma Trentino Alto Adige / Südtirol sia stata bloccata;

si interroga quindi il Presidente del Consiglio regionale per sapere:

1. quali siano le ragioni della mancata diffusione dell’opuscolo, visti anche i soldi pubblici spesi per un’iniziativa di alto valore culturale e sociale;

2. se non ritenga di doversi impegnare in prima persona e il prima possibile al fine di garantire la distribuzione del fascicolo alla popolazione della Regione, magari accompagnandola con momenti di riflessione pubblica, aperti ed imparziali, sull’importanza della lingua come strumento per diffondere comportamenti e atteggiamenti rispettosi delle diversità di genere.

 

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Paolo Ghezzi
CONSIGLIERE REGIONALE FUTURA 2018