MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Non aiutiamoli a casa loro”: l’accanimento contro la solidarietà internazionale rende davvero i Trentini più ricchi? Premesso che: con le delibere del 21 dicembre 2018 la Giunta provinciale ha sospeso la presentazione delle domande per progetti di cooperazione internazionale e educazione alla cittadinanza globale, nonché alcuni progetti in avanzato stato di approvazione in Brasile, in Africa sub-sahariana e in Trentino, sollevando molta preoccupazione fra gli organismi trentini della cooperazione internazionale;

il 27 febbraio 2019 il Coordinamento Farete, che riunisce 67 organizzazioni trentine attive nella cooperazione internazionale, ha pubblicato l’appello “È ora di sbloccare la cooperazione internazionale”, in cui ricorda tra l’altro che i progetti trentini “cambiano la vita a più di 600.000 persone nel mondo e che quasi 50.000 trentini hanno partecipato a eventi di sensibilizzazione e conoscenza”;

il tema della cooperazione internazionale è un settore strategico per il Trentino, che riserva una quota non inferiore allo 0,25% del bilancio ai progetti di solidarietà

internazionale: un’azione che ha reso la nostra Provincia un esempio a livello nazionale nell’ambito degli aiuti umanitari;

il servizio attività internazionali è stato inserito dalla Giunta con la delibera n. 83 del 2019 nella lista delle strutture esposte a maggior rischio di corruzione: pertanto, la sezione III del piano per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza 2019-2021 prevede che siano apprestate le misure necessarie al fine di impedire all’interessato il contatto confidenziale, telefonico e l’accesso fisico ai locali del servizio, il quale dovrà comunicare l’indirizzo di posta elettronica certificata al quale inoltrare le richieste di informazioni.

Inoltre, ad ogni incontro che si svolga tra funzionari del servizio e interessati dovrà essere presente almeno un ulteriore dipendente dell’amministrazione; il contenuto di tale incontro dovrà essere sinteticamente verbalizzato e sottoscritto;

la Giunta provinciale venerdì 19 aprile 2019 ha dato il via libera alla riforma dei criteri di finanziamento pubblico alle associazioni che si occupano della cooperazione allo sviluppo, fissando il principio della pari compartecipazione privata al finanziamento pubblico delle iniziative avanzate dalle stesse;

le proteste contro le misure intraprese dalla Giunta sono espressione di quella parte dei trentini che non volta le spalle alle persone in difficoltà ma le accoglie e le aiuta anche da lontano, per la quale i tagli alle risorse previste per la cooperazione internazionale rappresentano un impoverimento come esseri umani attenti al principio costituzionale della solidarietà;

SI INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PER SAPERE:

1. a quale sorte andranno incontro i progetti in avanzato stato di approvazione bloccati dalla Giunta provinciale con le delibere del 21 dicembre 2018;

2. come intende ovviare alle distorsioni che saranno causate dalla competizione tra associazioni che saranno costrette a concorrere tra loro per accaparrarsi il sostegno economico di privati, al fine di sopravvivere e portare a termine i loro progetti;

3. in particolare, come intenda tutelare le associazioni di piccole dimensioni, meno conosciute e dotate di minore capacità di raccolta presso soggetti privati, ma non per questo meno meritevoli di sostegno per la qualità dei loro progetti;

4. se ritenga che misure come quelle approvate venerdì 19 aprile non rappresentino un ulteriore, ennesimo ostacolo alla cooperazione internazionale, dopo l’inserimento del servizio attività internazionali nella lista delle strutture esposte a maggior rischio di corruzione;

5. se ritenga che le ragioni, anche politiche, di un simile accanimento nei confronti del settore della cooperazione internazionale vadano rese note e giustificate, anche tramite la pubblicazione del numero dei casi di corruzione che abbiano coinvolto il settore della cooperazione internazionale in Trentino;

6. fermo restando l’obiettivo di migliorare l’efficienza degli aiuti e dai rapporti tra ente pubblico e associazioni operanti nel settore, in base a quale teoria si possa definire “efficiente, utile” (così come sono state riportate le sue parole dagli organi di stampa) un investimento “sostenibile” solo quando alla partecipazione pubblica si aggiunga in pari misura quella privata;

7. se abbia quindi intenzione di applicare tale ragionamento anche ad altri settori strategici per l’economia provinciale, invitando i richiedenti di ogni tipologia di contributo erogato in Trentino a trovare un finanziatore privato disposto a versare lo stesso ammontare di quanto concesso dalla Provincia;

8. se ritenga che il progetto annunciato di ridimensionare la cifra dello 0,25% del bilancio provinciale stanziato per la cooperazione internazionale, unitamente agli altri tagli e altri ostacoli già messi in atto e alle previsioni per il futuro, renderà i trentini davvero più ricchi;

9. se ritenga tale decisione sia coerente con la linea politica leghista di aiutare le persone straniere “a casa loro”, che prevederebbe investimenti concreti e ingenti per lo sviluppo dell’economia dei Paesi poveri;

10. come ritenga conciliabile la visione cattolica sbandierata dalla Giunta con decisioni così drastiche, che mettono in enorme difficoltà le persone (di ogni orientamento politico) e le associazioni che da anni si spendono per aiutare le popolazioni a sopravvivere “a casa loro”, le quali tra l’altro sono sostenute da molti trentini di ogni orientamento politico che ne condividono i princìpi e che si spendono, spesso silenziosamente, per il bene degli altri.

 

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PAOLO GHEZZI
consigliere provinciale FUTURA 2018
LUCIA COPPOLA
consigliera provinciale FUTURA 2018