FUGATTI – INTERROGAZIONE * PROFUGHI ROVERETO: “SI FERMI L’ONDATA MIGRATORIA FUORI CONTROLLO E SI DIANO LE STESSE ATTENZIONI AI TRENTINI IN DIFFICOLTÀ”

Nelle prime ore del mattino del 3 gennaio 2018, più di un centinaio di profughi presenti presso il campo di Marco ha dato vita ad una protesta impedendo a chiunque di poter entrare nell’area. La “rivolta” sarebbe nata per dare voce ad alcuni loro bisogni che da tempo, secondo i presunti richiedenti asilo, non troverebbero risposte. Le richieste, poste all’attenzione di La Spada (coordinatore di Cinformi), sarebbero le seguenti:

  • individuazione di appartamenti e/o strutture dove poter alloggiare (attualmente i 234 profughi vivono in contanier contenenti 14 letti ognuno a castello);
  • più acqua calda per poter far fronte all’igiene personale;
  • letti più comodi;
  • più qualità del cibo;
  • iniziare la scuola in orario diverso visto che la mattina fa freddo;
  • presenza di un luogo di preghiera;
  • ridare il pocket money a chi è stato tolto;
  • accelerazione nella procedura di valutazione della domanda di asilo;
  • maggior presidio sanitario.

Ebbene. Dopo i progetti di accoglienza avviati anche in Trentino, a spese dei contribuenti, che vanno dal vitto all’alloggio, dalla ricerca di posti di lavoro all’istruzione, dalle cure sanitarie alle tessere per l’acquisto di generi alimentari e non, queste persone avrebbero ancora il coraggio di pretendere mentre trentini e italiani rimangono inascoltati dalle Istituzioni e vengono esclusi (a causa di criteri alquanto discutibili) dalla possibilità di accedere ad aiuti economici e non.

Una situazione vergognosa e non più sopportabile. Ci sono persone trentine e italiane che vivono in appartamenti Itea in pessime condizioni o che da anni attendono in graduatoria l’assegnazione di un alloggio pubblico; vi sono famiglie trentine e italiane sfrattate che vivono grazie all’aiuto di parenti e amici (nei casi più fortunati) e che si mettono in fila per un pasto caldo o per un pacco viveri; vi sono trentini e italiani che non hanno il denaro sufficiente per l’acquisto di farmaci o per sottoporsi ad una visita medica.

Vi sono trentini e italiani che un letto comodo non possono avercelo e vi è chi, dopo anni di lavoro e sacrifici, fruga nei cassonetti alla ricerca di cibo per sé e per i propri familiari. A tutte queste persone, purtroppo, le stesse attenzioni non vengono riservate nonostante gli appelli all’amministrazione provinciale e/o locale e agli assistenti sociali.

Il continuo flusso migratorio che sta interessando il nostro continente, ed in particolar modo l’Italia, non può più essere sottovalutato dallo Stato e dall’Unione Europea.

Non vi sono strutture sufficienti per ospitare un così grande numero di persone e allo stesso tempo non è pensabile invogliare tramite denaro o obbligare Sindaci, Governatori e privati ad individuare appartamenti per l’accoglienza dei profughi mentre migliaia di italiani vivono in condizioni di povertà.

In Provincia di Trento, da quanto si apprende dalla stampa, servirebbero 100 appartamenti…100!

E così si rinnova l’invito ai privati di mettere a disposizione le loro proprietà senza curarsi poi delle conseguenze che questa emergenza porterà e sta portando con sé: disordini sociali, proteste, malcontento, rabbia dei cittadini italiani. Inoltre se alcuni volontari parlano di “legittime richieste” in occasione della protesta a Marco, altri avrebbero evidenziato ben altri aspetti legati all’accoglienza e al comportamenti di diversi profughi.

Lo stesso Assessore Zeni (Pd) non pare aver particolarmente apprezzato questa protesta, affermando che non esiste un diritto al comfort, ma la necessità di rimboccarsi le maniche per una maggior vita autonoma.

 

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Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

  1. Qual è l’età dei 234 profughi maschi presenti nel campo di Marco, la provenienza e la durata di permanenza a Rovereto;
  2. Ad oggi quanti profughi sono ospitati in Trentino, quante domande sono state esaminate e quanti i dinieghi da parte della Commissione;
  3. Quante donne e bambini, sul totale dei profughi, sono presenti in Trentino e dove sono alloggiati;
  4. Dove si trovano i 10 alloggi che pare siano stati messi a disposizione dai privati per accogliere circa cinquanta profughi;
  5. Quanto denaro ad oggi ha erogato la Provincia ai privati per la messa a disposizione degli alloggi;
  6. Quanto la Provincia ha speso fino ad oggi per il progetto di accoglienza (suddivisione delle voci di spesa);
  7. Quanti profughi sono scomparsi dai centri di accoglienza e dalle strutture messe loro a disposizione;
  8. Quali investimenti la Provincia farà per il campo di Marco;
  9. A quanti profughi è stato tolto il pocket money a Rovereto e in generale;
  10. Quali richieste la Provincia ha deciso di soddisfare in seguito al colloquio avvenuto negli scorsi giorni tra La Spada e i profughi;
  11. Quanto personale Cinformi ha assunto dall’inizio del progetto di accoglienza ad oggi e quali le risorse messe a sua disposizione.

 

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

Maurizio Fugatti

Lega Nord Trentino