FRATELLI D’ITALIA – AN TRENTINO * “PROTESTA PROFUGHI A MARCO DI ROVERETO: RASENTATO IL RIDICOLO”

Siamo offesi. Lo siamo prima di tutto come uomini, come italiani presi in giro dalle istituzioni pubbliche in cui ancora crediamo fortemente; siamo offesi e lo siamo come cittadini onesti che pagano regolarmente le tasse, ma che troppo spesso si vedono declassati a scapito di finti profughi che scappano da finte guerre, a cui sinistra e mondo del volontariato sociale abboccano per accaparrarsi voti e denari.

La protesta dei finti profughi di Marco rasenta il ridicolo e chiunque transitasse dalla SS12 la mattina di mercoledì non poteva che prenderne atto; agli altri si lascia la visione di video e foto della protesta “improvvisata”, che di improvvisato porta solo il nome.

Cartelli con slogan scritti in calligrafia femminile in un italiano volutamente errato; transenne già posizionate all’ingresso del centro protezione civile alle 7.00 del mattino, ben prima che le forze dell’ordine arrivassero sul posto; gestualità da parte dei profughi, che ricordano quelle delle proteste dei centri sociali: il segno delle manette, gli slogan urlati contro le telecamere.

Una protesta che sembra troppo simile ad una protesta pilotata, organizzata e prevista da giorni; una manifestazione dove lo stupore degli addetti Cinformi, dei volontari e del loro presidente La Spada di fronte alla stampa, risulta essere un’offesa ancora maggiore.

Cinformi, organo provinciale sovvenzionato con fondi pubblici, e quindi anche con le tasse delle migliaia di trentini onesti e lavoratori, che si presta ad organizzare una manifestazione contro le stesse istituzioni pubbliche dal quale dipende: perché parliamoci chiaro, non può stare in piedi l’idea che una cinquantina di profughi, che non parlano né scrivono bene l’italiano, sappiano organizzare una protesta come quella tenutasi al Centro protezione civile di Marco.

Ma ancora più gravi sono le parole che questi finti profughi hanno pronunciato di fronte alla stampa, e quindi documentate e nuovamente visionabili: parole dure, prive di rispetto, che velatamente minacciano altri scenari e altre proteste ancora più emblematiche e gravi. Parole inquietanti, che pronunciate all’indomani di gravi atti terroristici suonano come fuori luogo e intimidatorie.

Parole che, per fortuna, e ce lo auguriamo vivamente, siano sono solo il frutto di un discorso progettato a tavolino perché non si può dare credito alle parole pronunciate da un “profugo” che si presenta alle telecamere vestito alla moda con un paio di cuffie alle orecchie, gasato forse da qualche video scaricato dal wi-fi gratuito in qualche zona di Rovereto.

Infine, un pensiero per le parole che non ti aspetti di Padre Alex Zanotelli, da sempre vicino al mondo della sinistra trentina, il quale sottolinea condizioni di vita disumane all’interno del centro. La domanda immediata che ci viene da fare è perché la Curia trentina non abbia fino ad oggi mosso un dito nei confronti dell’accoglienza, perché la Chiesa in genere abbia esclusivamente pontificato senza agire nel concreto, limitandosi a ricordare i profughi nelle preghiere della domenica.

Siamo certi che i trentini siano meno stupidi di quanto pensino Cinformi e le associazioni paracomuniste legate al mondo dell’accoglienza. Siamo sicuri che al momento del voto i trentini daranno il benservito a quei partiti che hanno permesso in 20 anni di governo di creare i presupposti per questo sistema che fa acqua da tutte le parti.

Pensiamo al Pd, all’Upt ma soprattutto al Patt, partito che a piacimento dà un colpo a destra ed uno a sinistra. Che per anni ha taciuto di fronte al tema accoglienza e insicurezza delle nostre città ed oggi, a pochi mesi dalle elezioni, parla di esercito e grida allo scandalo delle proteste.

 

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Fratelli d’Italia – An Rovereto