FP CGIL TRENTINO * NOMINA DIRETTA RESPONSABILE D’UFFICIO DISTRETTO CENTRO SUD-ALTO GARDA E LEDRO : “ERAVAMO CONTRO LA NASCITA DI QUESTE FIGURE DI CUI OGGI SI VEDONO I FRUTTI”

Alla fine è arrivata anche la nomina diretta: al Distretto centro sud – Alto Garda e Ledro è stato dato l’incarico di “responsabile del servizio economato” a un assistente amministrativo (un “C” per chi conosce i contratti della sanità) senza nemmeno una selezione interna.

La questione è quella delle nuove figure di “responsabile d’ufficio” o “responsabile di incarico speciale” in sanità, nate a giugno e approvate da diverse sigle sindacali ma non da Fp Cgil.

Spiegano Gianna Colle e Giampaolo Mastrogiuseppe: «Ci siamo sempre battuti perché si creassero le condizioni per l’omogeneizzazione tra il personale tecnico, amministrativo e operaio dell’Apss e della Provincia.

Così, per le nuove figure avevamo ribadito che dovevano essere costituite all’interno del contratto della dirigenza e, comunque, avrebbero dovuto perlomeno passare attraverso il percorso della riqualificazione».

Il caso della nomina nell’Alto Garda, è quello che suscita più perplessità, visto che non c’è stata nemmeno una selezione interna a differenza, ad esempio, di quanto avvenuto nello stesso momento a Tione.

Ma anche nel caso delle selezioni: «Il percorso nasce viziato: avevamo chiesto di dare modo a tutti di partecipare con pari opportunità, partendo innanzitutto dalla riqualificazione interna e da criteri selettivi che dessero le stesse possibilità a tutti i “D” e “Ds”.

Invece, l’accordo di giugno ha previsto una griglia che riserva 6 punti su 30 a chi, al primo giugno 2017, era in possesso dell’incarico di “Posizione organizzativa”.

Erano 55 le persone con tale qualifica e sono nati altrettanti uffici, poi aumentati a 59. Da mesi riceviamo segnalazioni di sconforto e delusione per come si sono svolte le selezioni e ora si arriva addirittura a una nomina diretta».

Tra le altre cose, a giugno Cgil non firmò perché si destinavano 1.200.000 euro: sottratti al comparto a beneficio di pochissimi.

«Ci chiediamo quando verranno veramente valorizzati i lavoratori dell’Apss e quando avranno tutti le stesse opportunità. Questo non sta avvenendo e i fatti lo stanno dimostrando».