CGIL-FP TRENTINO AA * RINNOVO CONTRATTO REGIONE-CCIAA: “DALLA GIUNTA REGIONALE PROPOSTE DIVISIVE E PRIVE DI PROSPETTIVA”

Rinnovo contratto Regione – Camere di Commercio. Dalla giunta regionale proposte divisive e prive di prospettiva. «La giunta regionale si ostina in una proposta – per il rinnovo del contratto regionale e delle camere di commercio – di corto respiro, foriera di conflitto tra i dipendenti vecchi e nuovi e, soprattutto, non all’altezza della sfida politica e amministrativa sulla delega della giustizia, così pervicacemente conseguita».

Così i segretari della Funzione pubblica Cgil di Trento e Bolzano, Luigi Diaspro e Cristina Masera.

I temi di maggiore criticità sono il sistema delle valutazioni (e dunque delle progressioni) e la modifica di alcuni istituti contrattuali.

Il tavolo di contrattazione, malgrado alcuni passi avanti in oltre sei mesi di confronto, registra un blocco su alcuni punti – che l’amministrazione regionale giudica inderogabili – che introducono una logica di contrapposizione e pretendono modifiche all’attuale impianto contrattuale che, tra le altre cose, impattano sui lavoratori a seconda della loro collocazione nel comparto (regionali, camerali, giudiziari).

La discussione si protrae da tempo e rischia di concludersi non solo dopo le contrattazioni negli altri enti locali, ma addirittura successivamente ai rinnovi nazionali, e ciò a fronte di un modestissimo aumento delle retribuzioni (3%) che appare inferiore persino a quello previsto a livello nazionale (85 euro medi pro capite).

«Sin dall’inizio – spiega Diaspro – la Fp Cgil ha proposto un accordo stralcio che intervenisse unicamente sulle risorse accantonate nei fondi contrattuali negli anni di blocco e su pochi aspetti normativi, prevedendo una fase successiva per una trattazione seria e ponderata dell’intero quadro contrattuale, in una prospettiva di effettiva e non frettolosa riorganizzazione del sistema che rimetta al centro i servizi, con presa in carico delle conseguenze di un blocco salariale e professionale che ha profondamente segnato i dipendenti, in un quadro di età media molto elevata, capace di affrontare la complessità e le specificità dei servizi e del personale giudiziario in entrata.

Una linea del tutto coerente con l’idea di una più forte struttura operativa regionale tesa ad affrontare e gestire attività comuni alle due province autonome, con efficienza e motivazione».

Ma la Regione insiste con un richiesta ultimativa con almeno due criticità. Primo, intervenire sui punteggi minimi della valutazione per l’accesso alle progressioni anziché rivedere e implementare l’intero sistema della valutazione, che preveda la performance collettiva e il risultato della dirigenza, oltre a obiettivi individuali chiari e verificabili sulla base di criteri concordati, per la maggiore oggettività e imparzialità.

Secondo, la modifica/revoca di alcuni istituti contrattuali che riguardano anche il personale giudiziario, per i quali muterebbe il quadro di riferimento in corso d’opera, malgrado si sia sempre sostenuta la neutralità di quelle norme che oggi si vogliono cancellare nel confronto sulla delega della giustizia.

Spiega Masera: «I lavoratori, nelle assemblee, hanno dichiarato la propria indisponibilità a un accordo penalizzante sia per gli attuali dipendenti, sia per le future generazioni. Incomprensibili, per loro, le proposte di modifica che rappresentano un segnale politicamente molto grave che contraddice tutte le chiacchiere sul rafforzamento e la valorizzazione della Regione, soprattutto in funzione degli elevati carichi di lavoro e della sfida sul sistema giustizia».

Diaspro conclude: «Consideriamo tutto questo inaccettabile e chiediamo a Kompatscher, Rossi e tutta la giunta regionale di chiudere urgentemente un accordo snello e rispettoso del personale coinvolto che, insieme a tutti i dipendenti pubblici, ha scontato e sconta tuttora penalizzazioni economiche e sociali a causa del blocco di oltre otto anni di contratti e carriere e di una diffamazione mediatica che non accenna a diminuire.

Al punto in cui siamo, ognuno si assumerà le proprie responsabilità, per una vertenza irragionevolmente ancora aperta nel panorama complessivo dei rinnovi dei contratti pubblici del territorio regionale».