Mettere a punto una nuova generazione di mangimi per i pesci da allevamento, sostituendo i convenzionali ingredienti dei mangimi commerciali con farine proteiche ottenute dai residui di macello avicolo, oppure da crostacei, microalghe e insetti, al fine di rendere l’acquacoltura maggiormente sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, migliorare la qualità del prodotto, ed il benessere animale. E’ quanto si propone il progetto di ricerca AGER- Sushin. Oggi e domani alla Fondazione Edmund Mach si terrà il secondo incontro di progetto a cui interverranno gli operatori del settore.
Domani l’inizio dei lavori è previsto alle ore 9 con il saluto del presidente FEM, Andrea Segrè.

Si discuteranno i primi risultati ottenuti dai primi due anni di indagine. Sono ancora parziali, ma in qualche caso già individuano alcuni aspetti di rilievo, tra cui la buona qualità delle farine prodotte dagli sottoprodotti della macellazione avicola. Si discuterà poi del valore nutritivo sui pesci delle diverse alternative, valutando gli effetti sulla crescita, e sulla salute dei pesci alimentati con i nuovi mangimi. Le nuove proposte includono un insetto (la “mosca soldato”, Hermetia illucens), che aprirebbe la via all’espansione di un settore zootecnico quello entomologico, oggi particolarmente promettente, anche per il basso impatto sull’ambiente che comporta questa produzione. Naturalmente è di interesse conoscere la disponibilità del mercato ad accogliere pesce allevato con le nuove diete; le prime indagini mostrano un particolare interesse dei consumatori giovani per gli aspetti legati alla sostenibilità di questi nuovi mangimi.

L’acquacoltura è il settore zootecnico a più elevato tasso di crescita a livello globale. Con una produzione di oltre 90 milioni di tonnellate, il settore ha superato quello della carne bovina avvicinandosi alle produzioni avicola e suina. E’ soprattutto l’acquacoltura intensiva ad essere destinata a crescere nel prossimo futuro, generando una richiesta di mangimi prevista superare gli 87 Milioni di ton nel 2025, fatto che contribuirà ad aumentare la competizione per le risorse alimentari con altre produzioni animali e con la popolazione umana.

Pertanto, sostenibilità economica ed ecologica dell’Acquacoltura dipenderanno anche dalla capacità di economizzare risorse poco o nulla rinnovabili o fortemente depauperate vieppiù contese con altri settori, utilizzando nei mangimi nuove materie prime o ingredienti, ricchi di nutrienti ma attualmente poco studiati o valorizzati, ricercandoli possibilmente all’esterno della filiera alimentare umana. In questa direzione si inserisce il progetto AGER-Sushin, finanziato da un pool di fondazioni di origine bancaria (il consorzio “AGER”), rivolto appunto allo studio di nuovi ingredienti derivati da insetti e microalghe ed alla valorizzazione di altri alimenti ottenuti da sottoprodotti avicoli e da crostacei da utilizzare nella formulazione di mangimi per le principali specie ittiche allevate in Italia. Esso risponde alla necessità di ridurre la dipendenza del settore dallo sfruttamento di risorse naturali convertite in farine e oli di pesce, assicurando la sostenibilità delle produzioni e la qualità del prodotto ittico per il consumatore.

SUSHIN – SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients. E’ un progetto iniziato nel gennaio 2017 che si concluderà nel 2021 ed è finanziato da un pool di fondazioni di origine bancaria associatesi in AGER2 per promuovere la ricerca scientifica nell’agroalimentare italiano (grant n° 2016-0112). Il progetto vede la partecipazione di 7 partner: oltre alla Fondazione Mach, l’Università di Udine (capofila), quella di Firenze, l’Università Politecnica delle Marche, Ist. Sup. per la Protez. Ambientale (ISPRA), il Centro per la Ricerca in Agricoltura ed Economia Agraria (CREA), l’Ist. Zooprofilattico Sperimentale di Abruzzo e Molise