FIOM – CGIL DEL TRENTINO * ” ACCORDO CON LA PROVINCIA PER LA TUTELA DEI CALDAISTI DELL’APSS SUI CAMBI APPALTO “

Accordo Fiom-Provincia per la tutela dei caldaisti dell’Apss sui cambi appalto. Un precedente importante nella tutela dei lavoratori impiegati negli appalti dei servizi.

Nella seduta dello scorso 29 marzo la Giunta provinciale ha ratificato con delibera l’accordo siglato il 19 marzo tra, da un lato, la Fiom-Cgil del Trentino e le Rsu delle aziende coinvolte e, dall’altro, l’Assessore provinciale alla Salute e Politiche Sociali Luca Zeni e il Direttore Generale dell’Apss Paolo Bordon.

La questione interessa direttamente i lavoratori – circa 80, tra caldaisti e manutentori – attualmente impiegati nell’appalto per la gestione degli impianti idraulici e termici di tutti gli ospedali trentini, attualmente gestito dall’Associazione Temporanea d’Impresa formata da Siram Spa, Edison Facility Solutions Spa (ex PVB Solutions) e Cristoforetti Servizi Energia Spa.

L’accordo dello scorso 19 marzo prende spunto dai principi sanciti dalla legge provinciale trentina sugli appalti, la n. 2 del 2016, che stabilisce, al comma 4 dell’articolo 32, la facoltà per gli enti appaltanti di prevedere negli atti di gara l’obbligo da parte delle aziende aggiudicatarie di garantire la continuità dei rapporti di lavoro del personale impiegato dall’azienda uscente.

Cosicché, il testo dell’accordo prevede l’impegno da parte dell’Apss ad adottare, in occasione di eventuali nuovi appalti o affidamenti, “tutte le misure necessarie per assicurare che il soggetto aggiudicatario dell’appalto sia tenuto a garantire l’assorbimento dell’intera manodopera e la continuità dei rapporti di lavoro in essere al momento del subentro”.

L’accordo prevede inoltre che tali tutele siano assicurate “a prescindere dalla modalità di affidamento dell’appalto al nuovo gestore e anche in caso di modifica dell’assetto e composizione dell’attuale appalto”.

L’accordo, infine, specifica nel dettaglio cosa s’intenda per continuità dei rapporti di lavoro: il mantenimento dei livelli retributivi, l’applicazione di un contratto collettivo non inferiore a quello di riferimento individuato dalla Giunta provinciale, il mantenimento della struttura della retribuzione e il mantenimento dell’anzianità di servizio maturata, anche ai fini dell’applicazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

“Con questo accordo e con la sua ratifica da parte della Giunta provinciale – sostiene Manuela Terragnolo, segretaria generale della Fiom-Cgil del Trentino – si è creato un precedente positivo sulla strada della tutela dei lavoratori impiegati negli appalti dei servizi. Un settore dove sinora la quasi assoluta mancanza di regole ha finito spesso per generare una concorrenza sleale tra le imprese, fondata esclusivamente sulla speculazione sul costo del lavoro e favorendo spesso proprio le aziende peggiori.

La necessità di giungere a questo accordo – prosegue Terragnolo – deriva dal fatto che la legislazione provinciale è ancora ampiamente lacunosa: nessuna tutela per i lavoratori è prevista in caso di affidamento dell’appalto senza gara (ad esempio se ci si rivolge a Consip) e, in ogni caso, anche con le gare, si lascia ancora aperta la possibilità per il subentrante sia di non riassumere l’intero personale, sia di abbassare retribuzioni e diritti, col risultato che proprio i lavoratori la cui professionalità è indispensabile per il buon funzionamento dei servizi pubblici si trovano in una situazione di permanente precarietà.

Grazie alla sensibilità dell’assessore Zeni e del Direttore Bordon, e grazie alla maturità dell’intera Giunta provinciale, la Provincia con questo accordo ha segnato un precedente importante, allineando il Trentino al resto d’Europa, dove queste tutele sono persino ovvie.

Auspichiamo ora – conclude la segretaria della Fiom – che le tutele assicurate ai caldaisti degli ospedali trentini diventino un diritto di tutti, anche attraverso una revisione della normativa provinciale sugli appalti, perché tutelare i lavoratori in occasione dei cambi appalto, evitando loro di ricontrattare ogni volta da zero le loro condizioni, rischiando di perdere il posto di lavoro ad ogni tornata, non significa aggravare i conti dell’ente pubblico, ma al contrario, a conti fatti, tanto più in un sistema autonomistico, significa assicurare qualità del servizio, ricadute positive sul territorio e persino un significativo risparmio per i contribuenti”.