MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Alle difficoltà legate alla carenza di personale nelle strutture sanitarie, si sommano quelle legate ai lavori gravosi in molte aziende metalmeccaniche del trentino. Per il terzo anno consecutivo al via campagna “SOS CALORE”, attiva da oggi la mail calore@fim.tn.it per segnalare le situazioni di emergenza.

È in arrivo un brusco cambio di rotta climatico con ondate di caldo che interesseranno gran parte del nord Italia e allerta in molte città tra cui anche la nostra provincia di Trento dove sono attese temperature prossime ai 40°. Le temperature relativamente temperate di questo inizio estate, dopo le abbondanti nevicate primaverili, non modificano lo scenario di un clima sempre più “tropicale” e soggetto a eventi climatici e metereologici estremi con le relative conseguenza sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro più esposti al rischio calore e che chiamano anche il sindacato ad una maggiore attenzione e vigilanza dei nuovi rischi connessi.

Per questo da tre anni la FIM CISL del Trentino organizza una diffusa campagna informativa, di sensibilizzazione e partecipazione dei propri delegati nella fabbriche metalmeccaniche trentine per mettere in campo tutti gli interventi possibili utili a monitorare le condizioni di lavoro e a garantire condizioni di benessere lavorativo accettabili. Anche quest’anno verrà quindi distribuito nelle fabbriche il vademecum “Il caldo può far male ed è pericoloso. Cosa fare?”, aggiornato con le informazioni essenziali e utili consigli pratici per prevenire e gestire i più frequenti problemi legati al rischio di esposizione ad alte temperature durante il lavoro ed in particolare al rischio di colpo di calore.

Paolo Cagol, segretario FIM TRENTINO e responsabile del progetto: “negli scorsi due anni la campagna ha raggiunto risultati importanti, portando all’attenzione un problema storicamente trascurato da aziende e lavoratori e consentendo di mettere in campo azioni che nel tempo hanno contribuito in molto casi a risolvere o almeno alleviare i disagi ed i rischi connessi ai picchi di caldo nelle fabbriche trentine.

Purtroppo in molti casi la presenza di strutture inadeguate e le oggettive difficoltà di climatizzazione diffusa hanno costretto ad interventi conservativi, anche a causa di una carenza normativa che non definisce chiaramente quali siano le condizioni climatiche “accettabili” sul posto di lavoro. Anche dove non è ancora stato possibile concordare interventi strutturali e definitivi, lavorando su organizzazione e orari del lavoro, pause, distribuzione di liquidi, alimentazione, vestiario, monitoraggio di temperatura e umidità nelle postazioni, sorveglianza medica e un generale lavoro di presa di coscienza e sensibilizzazione di imprese e lavoratori è stato comunque possibile migliorare sensibilmente le condizioni di lavoro minimizzando i rischi cui sono esposti i lavoratori. L’impegno prosegue anche quest’anno per la stagione estiva che si annuncia con ondate di calore tra le più intense degli ultimi anni”.

Sarà inoltre condotta a partire dai prossimi giorni la terza indagine “Condizioni di lavoro nelle fabbriche metalmeccaniche trentine” con la distribuzione di questionari di rilevazione delle condizioni di lavoro estive, degli eventuali disturbi riscontrati e degli interventi di miglioramento del microclima intrapresi dalle aziende. È invece già attiva da oggi la mail dedicata per segnalare le situazioni di emergenza: calore@fim.tn.it