DUE BAMBINI UCCISI DAL PADRE SUICIDA A TRENTO: IL MOVENTE PARE LO SFRATTO

A cura di redazione Opinione

Gabriele Sorrentino, indebitato, ieri mattina (tra le 8 e le 10, l’orario verrà stabilito dall’autopsia) uccide nel soggiorno della sua casa di Trento i  figli di 4 e 2 anni e mezzo e poi sale sopra la città per gettarsi in un dirupo. La moglie, uscita da casa alle 7, aveva con lui un appuntamento dal notaio per firmare il rogito d’acquisto dell’abitazione; immobile che si rivelerà causa del dramma (troppo costosa: 1.2 milioni di euro). La donna era all’insaputa sia dei conti in rosso del marito che delle mensilità di affitto non pagate.

 

A destra in basso la recinzione scavalcata dal padre suicida e -sotto- il precipizio

(foto Opinione)

 

A sinistra in alto il quartiere delle Albere, a Trento, visto dalla ringhiera dell’ex hotel Panorama da dove si è lanciato l’uomo

(foto Opinione)

 

 

 

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LA CRONACA

07.00
La mamma dei bambini, Sara Failla, esce di casa poco dopo le sette per andare a lavorare. Si accorda con il marito Gabriele per incontrarsi attorno a mezzogiorno nello studio del notaio per il riscatto dell’attico nel quale vivono.

 

08.00
Al mattino il padre prepara la colazione ai figli, Alberto 4 anni e Marco 2 anni e mezzo, poi li veste. Avrebbero dovuto andare all’asilo in una splendida mattinata di sole.
Invece li uccide a martellate in soggiorno. Secondo gli inquirenti prima avrebbe fatto adagiare sul pavimento il piccolino (probabilmente con la scusa di un gioco) poi lo avrebbe colpito e nascosto alla vista del fratello più grande, utilizzando una coperta in pile. Di seguito ha ucciso anche l’altra creatura con la stessa atroce modalità.

 

10.06
Con la sua auto, una Volvo Xc 900, viene ripreso dalle telecamere della Polizia Municipale transitare pochi minuti dopo le 10 da via Sanseverino. Si scoprirà solo dopo, con il sospetto crescente che avrebbe cercato un luogo per morire, che l’uomo sarebbe salito nella frazione di Sardagna, sopra Trento, raggiungibile in auto in dieci minuti (e anche in funivia) per togliersi la vita. Il luogo è stato indiduato grazie alle celle telefoniche.

 

12.30
Viene individuata l’auto del Sorrentino, parcheggiata nel piazzale dell’arrivo della funivia Trento-Sardagna. Il Suv, quasi nuovo del valore di quasi 70 mila euro, viene trovato aperto: dentro la Polizia di Stato ritroverà le chiavi e il cellulare.

 

14.05

L’elicottero dei Vigili del Fuoco alle 14.05 vola sopra l’abitato di Sardagna, esattamente in corrispondenza dell’ex Hotel Panorama, a venti metri dalla stazione di arrivo della funivia. Pochi minuti dopo il padre suicida viene individuato dai soccorritori in volo, nel dirupo, da dove è precipitato dopo una caduta di circa 200 metri. Si capirà in seguito che Gabriele a due metri da dove ha parcheggiato l’auto, si è ucciso scavalcando la ringhiera e gettandosi nel vuoto sopra la città di Trento.

Alle 14.30 circa il magistrato Pasquale Profiti concede il nulla osta per la rimozione della salma, che verrà recuperata da personale di soccorso ai piedi del dirupo. Poi verrà alzato con il verricello dell’elicottero per il suo ultimo volo, sollevato dalle rocce, i rovi, e la sterpaglia dove ha schiantato il suo corpo.

 

 

 

Il parcheggio dell’ex hotel Panorama e – in fondo- la recinzione da dove Sorrentino si è lanciato nel vuoto

(foto Opinione)

 

 

 

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CHI ERA IL PADRE

Gabriele Sorrentino, 43 anni, romano. Ex carabiniere elicotterista fino a due anni fa, poi consulente finanziario. Prima era stato militare in provincia di Trento nell’Arma a Riva del Garda (al Radiomobile, poi al Nucleo investigativo), poi -dopo avere vinto un concorso- pilota di elicotteri dei Carabinieri presso il Reparto aereo di Laives (Bz). Era figlio di un pilota dell’Alitalia.

 

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LA MADRE

Tra le dieci e mezzogiorno, Sara Failla, la moglie di Gabriele ha cercato di contattare il marito, ma senza successo. Avrebbero dovuto vedersi, alle 12.00, nello studio del notaio per firmare il rogito, ma lui non si è mai presentato. Sara, insospettita, chiama mamma e suocero. I familiari si presentano poco dopo le 12 sotto casa e tutti e tre, citofonano, ma senza ottenere risposta. Salgono e vedono la tragedia. E vengono allertati i soccorsi; alle 12.17 arriva la chiamata al 118 di Trentino Emergenza.

Sara Failla è una informatrice del farmaco, altoatesina di origine, cresciuta a Roma. Laureata in Veterinaria a Teramo ha lavorato come rappresentante per il Trentino Alto Adige di medicinali Sigma Tau per animali.

 

 

Lo screenshot del sito di Trentino Emergenza 118, area giornalisti, con l’ora e il motivo della chiamata alla Centrale operativa

Si legge: «Dinamica: “aggressione”»

 

 

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IL MOVENTE

Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che a spingere l’uomo ad ammazzare i figli e a togliersi la vita vi siano stati gravi problemi finanziari. Dovuti a difficoltà economiche (si ipotizzano investimenti di trading andati a finire male).

 

 

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LA CASA

L’abitazione è in un lussuoso stabile, in via Costituzione 17, nel quartiere delle Albere progettato da Renzo Piano. Il costo dell’attico nel quale la famiglia Sorrentino-Failla viveva da circa due anni in affitto è valutato 1 milione e 200 mila euro.

La società che possiede l’immobile è la Castello Sgr, partecipata per il 36,12% delle quote da Isa Spa, la finanziaria dell’Arcidiocesi di Trento, realtà che si occupa anche di immobiliare e che ha sede proprio nel quartiere delle Albere.

Con il rogito Sorrentino avrebbe dovuto riscattare la proprietà, con la formula del “buy to rent”, defalcando dall’importo finale le quote mensili già pagate. Ma pare che molte mensilità precendenti non sarebbero state pagate e che tale situazione debitoria avrebbe portato allo sfratto.

Dall’abitazione dove ieri si è consumato il dramma, alzando gli occhi, si vede il dirupo di Sardagna.

 

La sede di Isa Spa, la finanziaria dell’Arcidiocesi di Trento, a pochi metri dal luogo del dramma famigliare

(foto da sito www.isa.tn.it)

 

 

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LA FIGLIA SUPERSTITE

La terza figlia della coppia si trovava al momento del duplice infanticidio all’estero, in gita scolastica con la scuola. Nel pomeriggio la ragazza, 15enne, è stata chiamata dalla mamma che -senza giri di parole- le ha detto: «Papà ha ucciso i tuoi fratellini».

Alle 21 di ieri sera la giovane è atterrata in aereo a Linate, accompagnata nel doloroso viaggio di ritorno da un docente che si trovava con la classe vicino a Madrid per il viaggio di istruzione scolastico. Ad attendere la ragazza, in aeroporto, una psicologa e alcuni poliziotti in borghese.

 

 

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IL CONTESTO SOCIALE

È stato comunque confermato che il padre infanticida aveva i conti in rosso e serie difficoltà economiche. Ma nonostante tutto i vicini hanno descritto più volte ai giornalisti la coppia come affiatata e come modello di famiglia felice.

 

 

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LE INDAGINI

In Procura della Repubblica a Trento, nella conferenza stampa delle 17, i magistrati hanno sottolineato più volte come non vi fossero stati minimamente segni di avvisaglia o premonitori dello squilibrio mentale dell’ex carabiniere.

A seguire le indagini è il sostituto procuratore Pasquale Profiti. Ad occuparsi dei rilievi è stata la Polizia scientifica, giunta da Padova. Dall’abitazione gli agenti hanno sequestrato il computer che Sorrentino utilizzava per la sua attività di consulente finanziario.

 

 

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IL VESCOVO

Con una nota stampa l’Arcivescovo di Trento, monsignore Lauro Tisi, è intervenuto in serata per esprimere «consolazione per coloro che, improvvisamente, sono lacerati dall’assenza di volti e sguardi indimenticabili».

Tisi ha poi ricordato come «una simile tragedia familiare, con il suo indicibile carico di dolore, tolga il respiro. Troppi interrogativi senza risposta si addensano in ciascuno di noi e fanno piombare in un silenzio incredulo l’intera comunità trentina». Il prelato -infine- ha chiesto «a Dio l’abbraccio, per sempre tenero e paterno, alle piccole vite spezzate».