DORFMANN * AGRICOLTURA: “CON LA NUOVA PAC CONTADINI PIÙ PROTETTI CONTRO GRANDINE E GELO”

Strasburgo – Il Parlamento europeo ha approvato ieri a larga maggioranza la riforma di medio termine della politica agricola comune (Pac) 2014-2020. Si tratta di una vera e propria revisione della riforma del 2013, fortemente voluta dal Parlamento, che è andato ben oltre le proposte di modifica avanzate dalla Commissione europea.

Le novità principali della riforma di medio termine, nota anche come Regolamento Omnibus, che modifica i quattro regolamenti di base della Pac sono: semplificazione, maggiore potere contrattuale agli agricoltori, sostegno ai giovani agricoltori e migliori strumenti per la gestione del rischio.

Per quanto riguarda le misure volte a stabilizzare il reddito degli agricoltori, la nuova riforma introduce strumenti più adatti a fronteggiare possibili crisi, come l’aumento degli indennizzi per l’assicurazione delle colture, degli animali e delle piante, e fondi comuni di proprietà degli agricoltori.

La Commissione europea potrà inoltre reagire più rapidamente alle crisi, con misure eccezionali di sostegno per gli agricoltori.

“Le novità introdotte dalla riforma che abbiamo votato ieri sono un’ottima notizia per i nostri agricoltori. Il sistema andava rivisto, grandine e gelo lo hanno dimostrato quest’anno una volta di più”, ha dichiarato l’eurodeputato sudtirolese Herbert Dorfmann, membro della commissione agricoltura del Parlamento europeo.

Le nuove regole entreranno in vigore a partire dal 1 gennaio 2018. “Con il nuovo anno, i nostri contadini saranno più protetti contro i danni causati da volatilità del mercato, cattive condizioni meteorologiche, parassiti delle piante o malattie animali. – continua Dorfmann –.

Da un lato, abbiamo abbassato la soglia del danno per ottenere il rimborso: la soglia relativa al calo della produzione applicabile per le assicurazioni scende, infatti, dal 30 al 20 per cento. Dall’altro, abbiamo aumentato il contributo pubblico, con la percentuale massima del sostegno pubblico dal 65 al 70 per cento”.

Inoltre, dall’anno prossimo gli stati membri potranno aiutare gli agricoltori con uno strumento di stabilizzazione del reddito specifico per settore, purché il calo dei loro introiti sia superiore al 20 per cento.

Infine, c’è la questione dei fondi mutualistici, strumento particolarmente interessante perché in grado di tutelare anche da quei rischi tradizionalmente non coperti dalle assicurazioni. “Con le nuove regole viene meno il divieto di contributi di fondi pubblici al capitale iniziale, che finora ha ostacolato il funzionamento di questi strumenti.

Anche questa è una novità particolarmente interessante per le nostre aree di montagna.

Un fondo mutualistico potrebbe essere in futuro un nuovo strumento per tutelare gli agricoltori dai danni causati dalla siccità, che purtroppo, anche a causa del cambiamento climatico, sono sempre più frequenti negli ultimi anni”, conclude Dorfmann.