DELSA SINDACATO AUTONOMO: FEDERAZIONE FGU: ” SCIOLTO L’ACCORDO, TUTELEREMO DIRETTAMENTE INFANZIA, ATA E PROFESSIONALI “

Delsa Sindacato autonomo scioglie l’accordo con la federazione Fgu. Tuteleremo direttamente Infanzia, Ata e Professionali.

Nel novembre del 2015 Delsa Sindacato Autonomo, ad un solo anno dalla sua fondazione, aveva stipulato un accordo con la Federazione Fgu Gilda; un accordo che aveva evidentemente uno scopo principalmente strategico di garantirsi la rappresentatività. Delsa aveva già i numeri per la rappresentatività, ma, per assicurarsi la presenza al tavolo della rappresentanza sindacale in Trentino, stipula accordo con la Fgu.

In questo triennio Delsa ha dimostrato una capacità di incidenza e di operatività indiscutibile nell’ambito della tutela del personale docente, attivando strategie e azioni difensive uniche per modalità e temi trattati.

Si è caratterizzata per in particolare per avere contrastato efficacemente attraverso manifestazioni incisive, una comunicazione chiara, diretta, priva di linguaggi ambigui, ma soprattutto per aver portato le proprie tesi nelle sedi giudiziarie abbattendo quel muro di gomma che gli strumenti dell’autonomia hanno da sempre fatto intorno al potere politico-amministrativo. Un colosso che sembrava imbattibile.

Oggi a distanza di 3 anni dall’accordo federale e di 4 dalla sua fondazione Mauro Pericolo imprime una accelerazione all’azione dell’organizzazione che rappresenta tracciando un breve resoconto.

“Siamo stati limitati tantissimo da questo accordo sia in sede di trattative al tavolo sindacale sia in termini di possibilità di essere presenti nelle scuole. Gli stessi alleati spesso hanno fatto ostruzionismo nei nostri confronti, cercando accordi e contatti più con l’amministrazione e con i sindacati avversari che non con noi.

Pertanto questo accordo non sarà rinnovato per il prossimo triennio. La nostra organizzazione è in grado di stare da sola al tavolo sindacale e, fondando una propria federazione, aspira a riunire altre organizzazioni che non hanno avuto spazio in questi anni perché offuscati da un meccanismo che tutela solo le organizzazioni storiche. Queste continuano a godere ingiustificatamente di un impianto normativo sul calcolo della rappresentatività che garantisce le loro posizioni nel sistema a danno di altre nuove forme di associazionismo e soprattutto a danno delle categorie che dovrebbero rappresentare. Un privilegio obsoleto ed antistorico, in un momento come l’attuale in cui i cittadini stanno rivoltando i vecchi equilibri di potere. Cambieremo questo sistema per garantire una reale rappresentanza dei dipendenti pubblici, in modo particolare in Trentino che da troppo tempo vede un appiattimento sulle politiche nazionali anziché trovare una linea comune con Bolzano.

Pertanto correremo da soli verso la rappresentatività del prossimo triennio, forti soprattutto di aver dimostrato una tenacia e una capacità tecnica assolutamente unica nel trattare le questioni più importanti per il personale scolastico; temi che tante organizzazioni hanno trascurato sostenendo invece gli illeciti e l’abuso di potere dell’amministrazione.

Abbiamo tanto ancora da fare soprattutto riteniamo che sia importante affrontare in maniera diversa, partendo dal profilo politico, la questione della stabilizzazione di migliaia di precari storici. La questione della stabilizzazione oggi sta vivendo una deriva gravissima verso soluzioni pasticciate ed umilianti per il personale precario. Il giudice del lavoro di Trento sta liquidando 10-12-15 a volte 20 e più anni di servizio con somme ridicole rispetto al danno subito dai ricorrenti, ignorando completamente il concetto di “conversione del rapporto a tempo indeterminato”. Tutto questo è qualcosa che mortifica in maniera indecorosa la dignità dei dipendenti (e qualcuno addirittura le considera delle vittorie).

Intendiamo riformulare l’attività politico-sindacale in questa materia attaccando la cosiddetta “Buona Scuola Trentina”, che anziché sanare il contrasto con le direttive europee lo amplifica ancora di più, attribuendo poteri straordinari ai dirigenti con chiamate dirette per massimo tre anni. Altro che autonomia trentina , questa è una pagliacciata di stampo renziano. Siamo disposti a portare la Provincia autonoma di Trento davanti ai giudici europei per gravissime violazioni delle normative comunitarie.

Libera dall’accordo precedente, Delsa potrà occuparsi direttamente anche delle tutele sulla Scuola dell’infanzia, del Personale Ata e delle Scuole Professionali; un campo che non abbiamo potuto trattare adeguatamente, avendolo delegato alla organizzazione con la quale eravamo federati, la attività al tavolo sindacale conoscevamo solo dagli infausti risultati comunicati al personale.

Partiremo dalla Scuola dell’infanzia il cui personale versa in una situazione di gravissimo reiterato abuso dei contratti a termine . Registriamo diversi casi tra i nostri iscritti di oltre 20 anni di servizio in qualità di precario nella scuola dell’infanzia sino a casi di 32-33 anni ( vicini al pensionamento) ; qualcosa che supera la decenza umana, soprattutto in considerazione del potere autonomistico e finanziario che l’amministrazione ha avuto in questi decenni, che avrebbe consentito una bel diversa gestione del sistema scolastico.

Inoltre ricorderemo alla provincia che il personale dell’infanzia in possesso del diploma ante 2002 è idoneo e sufficiente per l’immissione in ruolo per la stessa legge provinciale istitutrice del servizio infanzia: non con l’infanzia dovessimo ripetere la vicenda giudiziaria dei diplomati magistrali della scuola primaria!”