DEGASPERI * ” PUNTO NASCITE CAVALESE CHIUSO NONOSTANTE LE PROMESSE: CHI SI DIMETTE? “

Oggi a Cavalese i vertici della Sanità trentina comunicheranno ai cittadini che il Punto nascite non riaprirà. L’assessore Zeni ne aveva promesso la riapertura prima entro settembre 2017 e poi entro aprile 2018. Come da noi anticipato (allegato pdf), pare che tra le cause ci sia anche il mancato adeguamento della struttura alle previsioni del Protocollo nazionale.

A meno che, in un inatteso sussulto di dignità, i responsabili della Sanità trentina (assessore Zeni e dottor Bordon) non provvedano da soli a levare il disturbo, la vicenda sarà comunque la pietra tombale per la maggioranza che governa il Trentino ancora per qualche mese.

Per chiarire la situazione, abbiamo depositato un’interrogazione.

 

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Cons. Filippo Degasperi

 

 

Trento, 22 marzo 2018

Egregio Signor
Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio Provinciale
SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

Opportune e inderogabili dimissioni del direttore generale dott. Bordon

Sembra che, come lo scrivente aveva precedentemente configurato in precedenti interrogazioni, si sia giunti al triste epilogo di una vicenda dall’esito scontato.
E’ impossibile riaprire il punto nascita di Cavalese.
Quello di Cles è a grave rischio.
Le motivazioni avrebbero dovuto essere ben note da tempo al duo Bordon Zeni.
A Cavalese manca la sala operatoria annessa al blocco parto e la seconda sala parto.
A Cles manca la sala operatoria annessa al blocco parto.
La presenza di queste strutture è vincolante sulla base della legislazione vigente del Ministero della Sanità e la loro necessità è pertanto nota da tempo.
Si sarebbe dovuto procedere alla loro costruzione, richiedeva tempo, durante la quale era improbabile che il Ministero concedesse la deroga. Nulla è stato fatto.
Si è agito in modo scomposto alla ricerca del personale medico pediatrico-neonatologico, anestesiologico, e ginecologico-ostetrico.
Si è usato il contratto libero professionale con l’incarico a pediatri pensionati di cui non si è mai capita la verifica delle loro competenze neonatologiche.
Sui requisiti strutturali nulla è stato fatto. Sorge il dubbio che vi sia stata una carenza progettuale pur di arrivare alle elezioni provinciali. Ora non rimane più tempo.
Il punto nascita di Cavalese non dovrebbe essere aperto e quello di Cles a rischio. Le responsabilità sono chiare ed evidenti. Il direttore generale dott. Bordon dovrebbe dare le proprie dimissioni avendo più volte rassicurato ciò che non poteva.
L’assessore Zeni lo ha coadiuvato in questo comportamento che risulta essere una vera e propria beffa per la comunità;

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. le motivazioni per le quali, pur essendo a conoscenza dei requisiti strutturali vincolanti richiesto dalla deroga ministeriale per i punti nascita con numero di parti inferiore a 500, il dott. Bordon non ha proceduto alla costruzione della sala operatoria annessa alla sala parto presso il punto nascita di Cles e della sala operatoria annessa alla sala parto, nonché di un’altra sala parto presso il punto nascita di Cavalese;
2. che cosa intende fare il direttore generale dott. Bordon di fronte alla mancanza del requisito strutturale (mancanza di sala operatoria annessa al blocco parto) essendo tale punto nascita non solo non rispondente ai requisiti vincolanti strutturali ministeriali ma soprattutto non in gradi di assicurare alle partorienti e ai neonati quella sicurezza che solo il rispetto della normativa vigente in tema di deroga dei punti nascita con numero di parti inferiore ai 500 può assicurare;
3. se non si ritenga opportuno e inderogabile esigere le dimissioni del dott. Bordon.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
Cons. prov. Filippo Degasperi

 

 

 

 

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