POLIZIA DI STATO

- VIDEO ISTITUZIONALE -

Aeroporto Catullo tra Anac e ridimensionamento: quali conseguenze per il Trentino?

Con delibera n. 89 del 1 marzo 2018 l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha ritenuto non conforme alle previsioni del codice dei contratti e del diritto comunitario la cessione delle quote di proprietà del Comune di Villafranca nel capitale sociale della società Aeroporto Catullo Spa.

La vicenda, risalente a quattro anni fa, ha avuto e ha tuttora forte risonanza in particolare in Veneto grazie al lavoro di inchiesta e denuncia di Onlit e di organi di informazione quali Verona News.

Con 1 milione di euro circa Enrico Marchi (allora ad e oggi presidente di Save Aeroporto di Venezia) acquisisce il 2% del Catullo con la possibilità di partecipare al successivo aumento di capitale necessario per riossigenare la società pesantemente indebitata.

Con 24 milioni (pari al 40% delle azioni) diviene in breve il vero proprietario dell’aeroporto di Verona e (di conseguenza) di quello di Brescia per di più senza assumersi responsabilità per la gestione precedente che rimane a carico degli enti pubblici.

Secondo il Fatto Quotidiano “un affare formidabile”: nessuna gara pubblica, una concessione quarantennale in un’area tra le più fiorenti a livello europeo e soprattutto un prezzo di saldo.

Il Catullo viene valutato 57 milioni quando per l’aeroporto di Lubiana (inferiore per traffico) sono serviti una gara tra 20 concorrenti e 117 milioni! Trieste (un quinto rispetto al Catullo) ha una base d’asta di 70 milioni…

Ma soprattutto, “con in mano la carta del monopolio di fatto sul traffico aereo del Nordest italiano Marchi ha potuto valorizzare al massimo Save Venezia”.

Ed è qui che il socio Trentino dovrebbe cominciare a preoccuparsi dato che lo scopo della partecipazione nel Catullo è quello di orientare “gli obiettivi e le strategie in rapporto all’interesse del territorio”. Invece tutto pare rimanere sottotraccia.

Secondo una lettura dei fatti che, salvo chiarimenti puntuali, è difficile non condividere l’acquisizione del Catullo da parte di Save ha avuto come conseguenza l’eliminazione dei concorrenti di Venezia e Treviso.

Si è scritto di “lento ridimensionamento” messo in atto da Save mentre i dati attestano che Verona è il “fanalino di coda per crescita nel panorama del Nord Italia”.
Valgano a titolo di esempio la perdita di tre hub come Parigi, Francoforte e Monaco conseguenza dello spostamento dei voli di linea Air France e della riduzione dei voli Lufthansa e Air Dolomiti.

Perdite importanti in termini di traffico internazionale (fermo dal 2014 a un terzo del totale) teoricamente compensato dalla crescita di passeggeri low cost.

Bergamo, Milano, Bologna, Treviso e Venezia crescono mediamente del 8-9% nel periodo 2015-2017 soprattutto nella quota internazionale (fondamentale per il turismo trentino) mentre Verona resta al palo.

Il Catullo cresce tra il 2015 e il 2017 del 3,4% annuo grazie ai passeggeri low cost in particolare sulle tratte interne, dato inferiore anche alla media nazionale (+5,2%).

Sul fronte degli investimenti la nebbia è fitta dato che le cronache denunciano che non vengono fatti nemmeno quelli previsti nel contratto di programma mentre il piano industriale (incentrato sul cd. “progetto Romeo”) non porterebbe significativi sviluppi e avrebbe come conseguenza inevitabile il definitivo depotenziamento del compendio.

Considerata la rilevanza che l’aeroporto Catullo riveste per il sistema trentino,
considerati anche i richiami del presidente dell’Associazione Albergatori che nella recente assemblea a Molveno ha sottolineato la necessità di un sistema di trasporto moderno, all’altezza dei paesi del Nord Europa che assicuri accessi rapidi al territorio.

 

*

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere
1. le verifiche effettuate e le iniziative che intende adottare la Provincia circa la delibera di Anac richiamata in premessa;
2. la posizione della Provincia e le iniziative che intende adottare relativamente alla situazione dell’aeroporto Catullo con particolare riferimento ai dati di traffico riportati in premessa;
3. gli obiettivi del vigente piano industriale dell’aeroporto Catullo e le conseguenze ipotizzabili per il sistema trentino;
4. gli investimenti effettuati dall’ingresso del socio Save, negli aeroporti Catullo e Montichiari al netto dei versamenti relativi all’acquisto di quote sociali;
5. quali vettori (esclusi low cost e charter) fanno oggi base a Verona e con quali contratti di incentivazione;
6. quali investimenti sono previsti per il 2018;
7. i nuovi voli programmati per la stagione estiva 2018 e il confronto con il 2017;
8. il dettaglio del volume passeggeri per ciascun anno dall’ingresso del socio Save con indicazione di quelli riferibili alla compagnia Ryanair.

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Filippo Degasperi