MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Il cons. Pietro De Godenz ha appena predisposto una interrogazione a risposta scritta intitolata “azioni per un miglioramento delle comunicazioni tra PAT e settore apistico e per un maggiore coinvolgimento degli apicoltori nelle scelte riferite alla tutela ambientale”

Nella stessa, come riportato nel dispositivo, interroga l’assessora provinciale competente per sapere quali azioni intenda mettere in campo – in riferimento non solo al caso specifico sopra riportato ma a livello generale – per quanto riguarda la definizione di un metodo di comunicazione e scambio di informazioni valido tra gli uffici e gli enti della Provincia Autonoma di Trento deputati alla gestione del patrimonio agricolo e ambientale e realtà quali l’Associazione apicoltori trentini (ma non solo) al fine di migliorare l’efficacia di tutto il comparto, fondamentale per la nostra terra;

se intenda convocare a breve rappresentanti dell’Associazione apicoltori del Trentino e di associazioni similari sul territorio provinciale operanti nel settore agricolo e ambientale al fine di avviare ufficialmente un nuovo tavolo di confronto operativo e, ancora, se intenda attivare da subito, considerato l’apporto del settore apistico provinciale – prezioso anche per il ripristino in via di concretizzazione in seguito agli eventi calamitosi dello scorso ottobre – azioni e sovvenzioni specifiche riservate agli apicoltori e ai piccoli produttori di miele.

Si tratta dell’ennesima proposta avanzata in favore deglia apicoltori dal Consigliere De Godenz da sempre attento all’opera degli stessi nella nostra provincia e al prezioso lavoro che l’associazione apicoltori del Trentino porta avanti.

PROPOSTA DI INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Grande attenzione ha destato negli scorsi giorni la notizia della forte preoccupazione, trasmessa a nome di tutti gli apicoltori della nostra provincia dal Presidente dell’Associazione apicoltori trentina Marco Facchinelli, in riferimento alla possibilità diramata tramite avviso dall’unità frutticola e piccoli frutti del Centro di trasferimento tecnologico della Fondazione Edmund Mach di utilizzare la Azadiractina per contenere la diffusione dell’afide cenerognolo nella fase di post fioritura.
Tale avviso, riferito alla produzione biologica dei meli ha messo giustamente in allarme alcuni apicoltori che hanno posizionato le arnie nella zona sud di Trento; questo perché, l’uso di tale prodotto – di fatto un insetticida – potrebbe causare danni irreparabili alle api.

E’ sicuramente doveroso affermare come la Fondazione Mach abbia, attraverso i propri tecnici, ben specificato e in maniera corretta come il trattamento in presenza di fiori nei sottofilari, preveda lo sfalcio dell’erba prima dell’utilizzo dell’aficida e come vada fatto possibilmente al di fuori del volo di api e insetti e quindi al mattino presto o di sera, consigliando anche di effettuare, al termine della fioritura – a completa caduta dei petali – un controllo nei frutteti per verificare la presenza dell’afide cenerognolo. Quanto è mancato rispetto alla consuetudine passata è stata l’accortezza di preavvisare gli apicoltori in modo che avessero la possibilità di spostare in tempo gli alveari, evitando che gli stessi venissero a trovarsi in contatto con qualsivoglia sostanza nociva.

Tecnicamente quindi, nulla vi è da eccepire. Soltanto, hanno specificato gli appassionati di apicoltura interpellati, è mancato il dialogo, quel “quid” informale ma fondamentale per proteggere e tutelare le api e le arnie, basilari per il nostro ecosistema e per gli equilibri ambientali già fortemente provati, come tutti purtroppo sappiamo, dagli eventi dello scorso fine ottobre. Quanto successo, e il prezioso ruolo che il settore apistico provinciale può rivestire nel ripristino di boschi e coltivazioni, merita, inoltre – ritengo giusto ribadirlo – ulteriori approfondimenti e l’attuazione di azioni specifiche in supporto degli appassionati e dei piccoli produttori di miele.

Tornando al caso specifico specifico l’avviso preventivo risulta quantomeno indispensabile poiché le fioriture non avvengono tutte con le stesse tempistiche, alcune (ad esempio quelle riferite alla mele Golden) sono precoci mentre altre richiedono più tempo per concludersi; da qui una situazione non omogenea per la quale è fondamentale conoscere il momento giusto per spostare le arnie, sfasciare e, soltanto dopo, eventualmente procedere con l’utilizzo di prodotti antinfestanti.

Gli apicoltori trentini hanno pertanto deciso di rendere noto quanto successo e hanno informato sia la Fondazione Mach che l’assessorato provinciale competente affinché si possano evitare in futuro nuove spiacevoli situazioni di questo tipo.

La sensazione è che con la giusta dose di buona volontà e buon senso si possa davvero giungere a definire in tempi brevi un sistema utile di informazione e continuo confronto al fine di tutelare appieno tutti gli attori interessati, ricordando come le api e gli oltre 400 apicoltori del Trentino siano indispensabili per la nostra frutticoltura.

Pertanto, tutto ciò premesso si interroga l’assessora competente per sapere

a) quali azioni intenda mettere in campo – in riferimento non solo al caso specifico sopra riportato ma a livello generale – per quanto riguarda la definizione di un metodo di comunicazione e scambio di informazioni valido tra gli uffici e gli enti della Provincia Autonoma di Trento deputati alla gestione del patrimonio agricolo e ambientale e realtà quali l’Associazione apicoltori trentini (ma non solo) al fine di migliorare l’efficacia di tutto il comparto, fondamentale per la nostra terra.

b) se intenda convocare a breve rappresentanti dell’Associazione apicoltori del Trentino e di associazioni similari sul territorio provinciale operanti nel settore agricolo e ambientale al fine di avviare ufficialmente un nuovo tavolo di confronto operativo.

c) se intenda attivare da subito, considerato l’apporto del settore apistico provinciale – prezioso anche per il ripristino in via di concretizzazione in seguito agli eventi calamitosi dello scorso ottobre – azioni e sovvenzioni specifiche riservate agli apicoltori e ai piccoli produttori di miele.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta

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cons. Pietro De Godenz