dalzocchio – lega * Villa Igea – Trento: ” mantenere attivi i controlli di portineria e il reparto di cure palliative “

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

Aumenta il malumore tra il personale medico e i cittadini per le decisioni che gravitano attorno al plesso ospedaliero di Villa Igea a Trento, dependance sanitaria dell’Ospedale S. Chiara dove sono state centralizzate le attività di ricovero diurno, per alcune situazioni che riguardano la struttura che svolge tutti quegli interventi sanitari che non richiedono il ricovero notturno.

 

 

Nonostante ciò, c’è anche un piccolo reparto di 5 letti destinato al ricovero di pazienti sottoposti a cure palliative che necessitano di prolungati tempo di degenza. Un reparto molto utile che la sanità provinciale guidata dall’assessore Dem Luca Zeni vuole spostare all’ospedale di Mezzolombardo. Un provvedimento di cui gli operatori della struttura non conoscono i motivi, visto che il servizio ha fino ad ora funzionato egregiamente.

Probabilmente, la risposta sta nella volontà di tagliare qualche costo della sanità trentina. Ma è davvero così dal momento che risulterebbero affittati dei posti letto in strutture private e a costi elevati, sicuramente più alti di quelli che il pubblico sopporta all’attuale Villa Igea?

Così come per una mera ragione di costi si vorrebbe sopprimere il servizio di portineria e guardiania notturna, con il risultato che la struttura sanitaria di Villa Igea a fine orario di lavoro sarebbe chiusa a doppia mandata e nessuno rimarrebbe a suo presidio. Una decisione incomprensibile, visto che al suo interno sono custodite apparecchiature anche molto costose, sia nelle sale operatorie che nel reparto di fisioterapia, oltre ad una serie di farmaci che potrebbero indurre qualcuno a fare “visite” notturne non autorizzate.

“Visite” che potrebbero interessre anche la cassa ticket e la cassa automatica lì presente. E se dovessero entrare degli intrusi sarebbe obbligatorio poi anche una disinfezione per i molteplici ambulatori e stanze chirurgiche. Con tutti i costi e i disagi del caso per l’interruzione del servizio. Non solo: in termini di assistenza notturna, ai pazienti dimessi da Villa Igea che dovessero avere problemi sanitari post operatori alla notte, ora viene detto di chiamare la portineria che poi chiama il medico di turno. Quando la portineria fosse chiusa come si farà a ovviare a questo problema? Tutti al Santa Chiara?

Non è tutto: adiacente al complesso di Villa Igea c’è la Banca del sangue con i frigoriferi allertati: fino ad ora, in caso di guasto sono i portieri che richiedono l’intervento e che sono in possesso delle chiavi e sempre loro che chiudono la struttura.

Decisioni come quelle che vorrebbe attuare l’assessore Dem vanno in senso contrario a quanto auspicato dai cittadini e al comune buon senso, oltre che alla tutela di un bene pubblico. Sarebbe opportuno un approfondito esame di coscienza e valutare se questi presunti risparmi siano effettivamente tali nell’interesse della salute e dei migliori servizi al paziente.

 

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Mara Dalzocchio

Candidata Lega Elezioni provinciali Trentino 2018