Coppola (futura) – interrogazione * Apicoltura: « evitiamo i danni derivanti dalla mancata comunicazione »

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Apicoltura: evitiamo i danni derivanti dalla mancata comunicazione. La Provincia autonoma di Trento tutela con apposita Legge provinciale l’apicoltura e ne riconosce la funzione nella protezione e nella conservazione dell’ambiente naturale e della biodiversità e nel miglioramento della produzione agroforestale.

Le api, insetti pacifici e laboriosi, sono molto importanti per la produzione del miele ma sono soprattutto vitali per l’ecosistema poiché sono responsabili di un sesto di tutte le infiorescenze del pianeta.

È grazie a questi fantastici insetti se abbiamo l’impollinazione di molti tipi di piante, per diffondere nell’ambiente i semi di queste ultime. L’impollinazione, infatti, consiste nel trasporto del polline dalla parte maschile del fiore a quella femminile: ciò avviene perché l’ape si nutre di nettare, la sostanza zuccherina presente nei fiori, usata proprio dalle piante per richiamare gli insetti. L’ape, nutrendosi, si cosparge di polline, consentendo la riproduzione.
La vita delle api negli ultimi anni è stata messa a dura prova sia dalle condizioni climatiche, sia da casi di avvelenamento provocato da alcuni prodotti agricoli di sintesi chimica utilizzati nei campi.

Monitorare la salute e l’abbondanza del numero di api è importante anche perché questi due fattori sono degli indicatori fondamentali per la salute dell’ambiente intero. In particolare, ciò che le danneggia potrebbe causare problemi anche ad altri impollinatori, e non solo, con conseguenze catastrofiche più in generale per l’intero ecosistema e per la vita così come la conosciamo oggi.

Nelle campagne a sud di Trento ora i meleti sono in fiore e i frutticoltori della zona hanno chiesto agli apicoltori di non portare via le loro arnie perché il periodo è perfetto per l’impollinazione. E quindi, come da consiglio dei tecnici, si sono sparse le arnie a macchia di leopardo tra i frutteti, nei campi, nei meleti.

Alcuni giorni fa il Presidente degli Apicoltori trentini ha manifestato la forte preoccupazione conseguente ad un comunicato tecnico diffuso dalla Fondazione Mach ai contadini della zona sud di Trento, che ha dato l’ok ai trattamenti nel caso fosse terminata la fioritura e consigliava di sfalciare nei sottofilari. Questi ultimi in primavera sono pieni di tarassaco, il cui fiore è uno dei più importanti per le api.

Poi ci sono i trattamenti con Azadiractina autorizzati se la fioritura è terminata. Ma in alcune zone la fioritura può essere terminata e in altre no. In genere, spiega il Presidente degli Apicoltori, le indicazioni vengono date dopo che si è disposto lo spostamento degli alveari.

Di qui l’invito del Presidente degli Apicoltori ad aspettare di seguire le indicazioni della Fondazione pena il rischio di perdita di un enorme numero di api.
A breve giro è arrivata la risposta, tramite un comunicato, della Fondazione Mach di San Michele che spiega che le indicazioni contenute nell’avviso tecnico sono di per sé complete, chiare e dettagliate per evitare l’intossicazione delle api. “Anche in presenza di sollecitazioni da parte dei frutticoltori di lasciare le arnie ancora per alcuni giorni si sono prese tutte le precauzioni per evitare problemi di intossicazioni”.

Non si contesta la forma e la sostanza dell’avviso tecnico quanto la mancanza di comunicazione tra le parti che se non corretta può portare ad ingenti danni per un settore che vanta circa 20.000 alveari e quindi rappresenta un patrimonio da salvaguardare per l’economia e per la protezione e conservazione dell’ambiente naturale.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia di Trento e l’assessora competente per sapere:
· se non ritenga che le decisioni prese senza un preventivo confronto delle parti possano nuocere al rapporto di fiducia necessario per raggiungere l’obiettivo comune della salvaguardia dell’apicoltura;
· se non ritenga di incentivare la comunicazione tra le parti coinvolte per scongiurare la possibilità che eventuali malintesi possano nuocere a coltivazioni e api.

 

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Cons. Lucia Coppola