MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

In questi giorni si è tornato a discutere del Rapporto ISPRA 2018, che raccoglie informazioni circa le indagini svolte nel biennio 2015-2016 sulla contaminazione dei corsi d’acqua da pesticidi. Il Rapporto è stato realizzato sulla base dei dati forniti da Regioni e Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, con l’obiettivo di informare sulla qualità della risorsa idrica in relazione ai rischi derivanti dall’uso dei pesticidi.

I pesticidi sono sostanze utilizzate per combattere organismi ritenuti dannosi, ma possono comportare effetti negativi per tutte le forme di vita. In seguito all’uso possono lasciare residui nell’ambiente, con un elevato rischio per l’uomo e per l’ecosistema.
I pesticidi, da un punto di vista normativo, comprendono i prodotti fitosanitari utilizzati per la protezione delle piante e per la conservazione dei prodotti vegetali, e i biocidi impiegati in vari campi di attività.
Il monitoraggio svolto sul territorio italiano evidenzia una presenza diffusa di pesticidi nelle acque, con un aumento delle sostanze trovate e delle aree interessate. Nel 2016, in particolare, si sono trovati pesticidi nel 67,0% dei punti delle acque superficiali e nel 33,5% di quelle sotterranee. Sempre più evidente è la presenza di miscele, con un numero medio di circa 5 sostanze e un massimo di 55 sostanze in un singolo campione
Dal Rapporto risulta che il 70% dei bacini superficiali trentini sono contaminati dai pesticidi e sono 45 le diverse sostanze individuate. Proprio questo alto numero di sostanze combinate rappresenta una preoccupante incognita sui reali effetti dei pesticidi sulla salute e sull’ambiente nel lungo termine. Infatti, la tossicità di una miscela è sempre più alta di quella dei singoli componenti.

Ciò premesso si interroga il presidente della provincia di Trento e l’assessora competente per sapere:

quali controlli vengano effettuati dall’Appa sulla contaminazione delle acque e dei terreni trentini e con quale frequenza;

quali sostanze vengano comunemente ricercate, quali rilevate e quindi quali siano i risultati dei più recenti controlli, divisi per valle;

quali siano i pesticidi, rilevati negli ultimi cinque anni, più tossici sia per l’uomo che per i pesci e a quali coltivazioni sono riconducibili;

quali ritengano siano le motivazioni per le quali i corsi d’acqua del Trentino presentino una così alta concentrazione di contaminanti, nonostante l’impegno profuso in questi anni per il loro contenimento;

se siano state elevate negli ultimi cinque anni delle sanzioni in relazione all’impiego di pesticidi in agricoltura e in caso di risposta affermativa il numero e in quali zone specifiche;

se si intenda implementare ulteriori strumenti concreti di riduzione e eliminazione dei pesticidi al fine di rendere le nostre acque e i nostri terreni più salubri, a tutela della salute nostra e di tutto l’ecosistema trentino;

quali siano i progetti di ricerca in atto alla Fondazione Mach e/o all’Università di Trento per trovare alternative sostenibili all’uso dei pesticidi;

cosa si intenda fare di più e meglio sul fronte dell’informazione e della formazione degli operatori agricoli, in un’ottica di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

 

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Lucia Coppola
consigliera provinciale Futura 2018

Paolo Ghezzi
consigliere provinciale Futura 2018