PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

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Grazie alla miope politica leghista 250 richiedenti asilo politico e una quindicina di rifugiati vivono presso la residenza Fersina. Queste persone sono compresse in uno spazio non adeguato ad ospitare un numero così elevato di ospiti. Inoltre, la Giunta ha tagliato loro i corsi di lingua necessari per l’integrazione, le strutture provinciali necessarie e non garantisce un numero adeguato di operatori a sostegno.
Una costrizione e stato di abbandono che sta creando gravi ripercussioni sullo stato psicofisico delle persone residenti, che non usufruiscono di un supporto psicologico adeguato.
L’Assemblea antirazzista di Trento, con una nota durissima, denuncia le condizioni di vita di queste persone costrette a vivere nella struttura Fersina: bagni malfunzionanti, scarichi delle docce otturati, materassi sporchi, scarse condizioni igienico sanitarie.

Nel frattempo nella struttura di accoglienza a Marco di Rovereto sono rimasti vestiti, oggetti di uso quotidiano, biciclette e quant’altro che i circa 80 richiedenti asilo hanno dovuto lasciare quando sono stati trasferiti a Trento. Ci sono anche coperte e materassi in buono stato che potrebbero essere utili presso la residenza Fersina. Invece tutto rimane nella struttura di Marco, in attesa di essere portati al macero.
Cinformi replica che la situazione è monitorata con interventi “quanto possibili risolutivi”. Dichiarazione laconica che non tranquillizza.

Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia di Trento per sapere:
se sia consapevole degli enormi rischi sociali legati alla creazione di un unico centro di accoglienza con 265 ospiti, la maggior parte dei quali dovranno rimanervi a lungo, senza prospettive di vita e di inserimento sociale;
se non ritiene degradante concentrare più di 250 persone in un’unica residenza, lasciando quella di Marco vuota, senza aver deciso la sua futura destinazione e mandando al macero tutti gli oggetti lì contenuti che alla residenza Fersina potrebbero essere utili;
quante persone può realisticamente accogliere in condizioni umane la residenza Fersina;
quali sono le condizioni reali della struttura;
ogni quanto tempo vengono monitorate le condizioni igienico sanitarie e da chi;
cosa intende Cinformi quando sostiene che “i problemi vengano costantemente monitorati con interventi per quanto possibile risolutivi”; nel dettaglio quali interventi non si è riusciti a risolvere e quali sono in attesa di risoluzione;
quali sono le condizioni psico-fisiche dei residenti e da chi sono monitorate e con quale frequenza;
se si intende procedere con celerità affinché vengano garantiti all’interno della struttura di accoglienza Fersina buoni livelli di vivibilità e salubrità;
se vi sia una struttura psicologica di supporto e in caso di risposta affermativa se sia sufficiente a sostenere le problematiche che si presentano;
se intenda sollecitare la Questura di Trento allo scopo di accelerare le pratiche burocratiche per ottenere il permesso di soggiorno dalla Questura, che prevede tempi lunghi.

 

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Lucia Coppola, consigliera provinciale Futura 2018

Paolo Ghezzi, consigliere provinciale Futura 2018