COOPERAZIONE TRENTINA * SONO 631 I NUOVI SOCI DELLA CASSA RURALE DI TRENTO, IL NUMERO SALE COSÌ A QUOTA 18.039

Cassa Rurale di Trento conta 631 soci in più. La sala della Cooperazione ha ospitato l’incontro dei nuovi soci dell’istituto di credito cooperativo della città capoluogo. Durante la serata è stato consegnato il Premio Zanlucchi alla Stazione di Vermiglio del Corpo Nazionale Soccorso Alpino.

Sono seicentotrentuno i nuovi soci della Cassa Rurale di Trento. Il numero irrobustisce la base sociale dell’istituto di credito cooperativo del capoluogo che sale così a quota 18.039.

La sala della Cooperazione è stata il teatro dell’incontro tra i vertici della Cassa Rurale e i nuovi soci. Un’occasione di conoscenza utile anche a rendere consapevoli i “nuovi arrivati” sul significato di essere socio di una cooperativa di credito.

Il benvenuto è stato dato dal presidente Giorgio Fracalossi. Le sue parole hanno messo in evidenza il valore e l’identità della Cassa Rurale, il valore di essere socio (diritti e doveri), i vantaggi e le iniziative che, ogni anno, la banca della città dedica ai soci, i principali portatori di interesse della banca.

I numeri principali sono invece stati ricordati da Franco Dapor, responsabile dell’ufficio soci e comunicazione. Un intervento breve ma esaustivo che ha presentato un quadro completo non solo legato ai dati patrimoniali della banca e alla sua solidità espressa dai numeri ma indirizzato anche a presentare molti altri aspetti della presenza della Cassa sul territorio, dalle filiali ai prodotti al molto altro che ne caratterizza la quotidianità.

Tra i presenti alla serata Mauro Fezzi, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione. Il suo intervento è stato apprezzato.

A fine serata è stato consegnato il Premio Zanlucchi alla Stazione di Vermiglio del Corpo Nazionale Soccorso Alpino. La consegna è stata affidata a Rossana Gramegna, presidente della Fondazione Cassa Rurale di Trento.

Il premio è nato dalla collaborazione tra la Fondazione e la famiglia Zanlucchi rappresentata ieri dalla signora Emma, figlia di Ernesto Zanlucchi che era socio della Cassa Rurale di Trento e impegnato nel servizio di elisoccorso (è stato il primo pilota di elicottero impegnato nel servizio di soccorso in montagna) della realtà creata da Scipio Stenico nei primi anni Cinquanta.

Per ricordarne la figura e l’opera sua moglie, la signora Lidia Gius, d’intesa con la Fondazione Cassa Rurale di Trento, ha voluto mettere a disposizione una cifra in denaro per istituire un premio destinato a chi si è distinto in attività a sfondo sociale.

L’intervento che ha meritato il premio è stato compiuto la scorsa estate quando “siamo stati chiamati – viene spiegato – a prestare soccorso in un intervento particolarmente complesso sulla via normale verso Cima Presanella che ha coinvolto nove alpinisti. Fin dalle fasi di avvio la situazione si è dimostrata complessa.

I primi soccorritori si sono trovati di fronte a una scena drammatica: nove persone da soccorrere. Tra loro alcune senza vita, situate in diversi punti del ghiacciaio. Da subito le operazioni di soccorso sono sembrate complesse per il numero di persone coinvolte e per la distribuzione in tre diversi punti tanti quanti le tre cordate scivolate si erano fermate.

Anche la movimentazione in sicurezza del personale sanitario è risultata difficoltosa considerata la tipologia di ambiente che ha obbligato operatori e tecnici del Soccorso Alpino a una doppia funzione: prestare soccorso alle persone ferite e garantire la sicurezza nella movimentazione all’equipe sanitaria”.

Questo intervento “ha segnato in modo particolare e differente ogni soccorritore intervenuto – viene aggiunto – Chi per aver fatto assistenza ai familiari con a fianco persone decedute, chi per aver soccorso bambini e chi per aver portato a valle le salme. Resta comunque saldo il desiderio di aiutare gli altri con spirito di abnegazione, disponibilità e passione per il Soccorso Alpino”.