CONZATTI * ISPAT: ” RISCHIO POVERTÀ IN TRENTINO, DIFFICILE CONTINUARE A DIRE CHE TUTTO VA BENE “

L’Ispat segnala rischio povertà e mette in allerta il Trentino. Conzatti: “Difficile continuare a dire che tutto va bene e che non c’è da preoccuparsi.

Quando furono svelati in anteprima i dati Eurostat sulla povertà, la Provincia li aveva contestati tacciandoli d’infondatezza e adducendo errori nei calcoli. Ma oggi lo stesso Ispat (l’Istituto di statistica provinciale che si basa su dati Eurostat) li conferma, purtroppo, evidenziando un forte aumento delle famiglie a rischio di povertà o esclusione sociale in quella che una volta era una Provincia in cui si viveva bene.
Ecco i dati.

Dal 2004, ben prima della crisi economica, al 2016 la percentuale di trentini a rischio povertà o esclusione sociale è passato dall’11,4% al al 23,5%. Dati che evidenziano come il centro sinistra autonomista lasci dietro di sè un Trentino con problemi sociali ed economici.

Secondo i dati Eurostat, il 23,5% dei trentini è a rischio di esclusione sociale, il 15,7% è a rischio di povertà (mentre nel 2004 erano il 9,3%), il 9,9% è a rischio di deprivazione materiale grave (nel 2004 erano appena lo 0,5%) e, infine, il 9% delle persone ha un’intensità lavorativa molto bassa, ovvero lavora meno del 60% delle ore (nel 2004 erano il 2,9%).

In 12 anni si è assistito ad un peggioramento impressionante della qualità della vita dei Trentini.

E se si guarda ai cugini dell’Alto Adige, con uguale Autonoma speciale, ma con assai diversa classe di governo rispetto a quella trentina uscente, il raffronto è ancora più drammatico: nel 2013, la percentuale della popolazione a rischio povertà nelle due province era simile: il 12,4% a Bolzano e il 13,2% a Trento.

Quattro anni dopo la distanza minima si è trasformata in un mezzo abisso: a Bolzano la quota di popolazione a rischio di esclusione sociale e povertà è scesa ancora, arrivando al 9,6%, uno dei risultati migliori d’Europa, mentre a Trento la popolazione a rischio povertà è arrivata a quota 23,5%.

Difficile continuare a dire che tutto va bene e che non c’è da preoccuparsi.

Per questo lavoriamo ad una coalizione di centrodestra civica e autonomista che possa ricreare le condizioni di vivibilità e sviluppo in Trentino.