Consiglio provinciale Trento * Terza Commissione: « l’assessore agli enti locali ha illustrato il ddl 18 proposto dalla Giunta per la semplificazione e la competitività »

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Presentato in III Commissione il ddl di Giunta su semplificazione e competitività. Appalti: escluso il massimo ribasso se vi è alta intensità di manodopera per evitare danni ai lavoratori. Prime impressioni dei consiglieri: per il Patt si va nella giusta direzione. Dubbi di Futura e Pd. Audizioni il 9 maggio.

Assente per impegni il presidente della Provincia, è stato l’assessore agli enti locali titolare anche della delega per i rapporti con il Consiglio, ad illustrare ieri mattina alla Terza Commissione gli articoli del disegno di legge “Misure di semplificazione e potenziamento della competitività”, firmato dal governatore. Il provvedimento – una legge omnibus che punta a modificare diverse normative provinciali in materia di appalti e lavori pubblici, artigianato, agricoltura, turismo, energia, ambiente, finanza e personale –, dopo aver ottenuto dalla conferenza dei capigruppo l’esame con procedura d’urgenza chiesto dalla Giunta, ha così iniziato l’iter istruttorio a palazzo Trentini. Obiettivo: approdare in Aula a fine maggio per l’ultimo voto del Consiglio provinciale. L’assessore ha previsto emendamenti e per “smorzare le polemiche” dei giorni scorsi sull’applicazione del criterio al massimo ribasso per l’aggiudicazione degli appalti, ne ha escluso l’utilizzo per non danneggiare i lavoratori “quando si tratta di servizi ad alta intensità di manodopera”. Nella successiva discussione sono intervenuti tre consiglieri di minoranza che si sono riservati di entrare nel merito del provvedimento nelle prossime sedute per approfondire meglio le novità e dopo le audizioni. L’esponente del Patt ha espresso una prima valutazione favorevole, mentre i rappresentanti di Futura 2018 e Pd hanno manifestato dei dubbi che l’assessore ha cercato di fugare. Prossima seduta giovedì 9 maggio. In programma le audizioni.

Il calendario dei lavori di maggio con le audizioni e i pareri.
Questo, in tal senso, il calendario fornito ai consiglieri dal presidente della Terza Commissione: giovedì 9 maggio audizioni (con il Coordinamento imprenditori, il Consiglio delle autonomie locali, le principali Organizzazioni sindacali, la Federazione allevatori, tutte le sigle del mondo agricolo, gli ordini e collegi professionali, l’Istituto nazionale di urbanistica ed eventuali ulteriori soggetti); il 13 e il 16 maggio discussione generale seguita dall’esame dei 27 articoli e delle relative proposte di emendamento. Poi il voto. Anche a giudizio dell’assessore intervenuto oggi, sul testo depositato emergeranno sicuramente proposte emendative sia dalle audizioni sia dal confronto “ufficiale” con le categorie che la Giunta effettuerà a breve. Vista la molteplicità dei temi toccati dal disegno di legge, nei prossimi giorni la Terza Commissione raccoglierà anche i pareri di altre due Commissioni, la Seconda e la Prima, in merito agli articoli di competenza di ciascuna (economia, finanza e personale).

L’introduzione dell’assessore.
Prima di presentare il contenuto dei 25 articoli “di sostanza” del ddl, che ne conta in tutto 27, l’assessore ha spiegato l’urgenza della procedura chiesta per esaminare il provvedimento come frutto della fase di ascolto delle categorie avuta dagli assessori sul territorio. Ecco perché, ha anticipato, anche il presidente e gli altri assessori interessati interverranno in Commissione per approfondire gli articoli di loro competenza.

Il massimo ribasso non si applica quando può danneggiare i lavoratori.
Passando alle nuove norme, l’assessore ha precisato in particolare che l’articolo 1 prevede che, mentre oggi tutti gli appalti sono aggiudicati con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, si ricorra al criterio del prezzo più basso come regola generale nel caso di affidamenti di importo inferiore alla soglia europea (221.000 euro). Ma – ha aggiunto l’assessore per smorzare la polemica emersa nei giorni scorsi contro il criterio del massimo ribasso –, quando “si tratta di servizi ad alta intensità di manodopera” resta l’obbligo di ricorrere al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Lo stesso vale nell’affidamento di incarichi tecnici, tenuto conto della particolare natura di queste prestazioni. Tutto ciò per semplificare e snellire lo svolgimento delle procedure di gara, riducendo in particolare i tempi di aggiudicazione.
L’assessore ha poi riassunto le novità introdotte con le altre norme, che fino all’articolo 8 riguardano semplificazioni e snellimenti procedurali nei contratti pubblici, nell’affidamento dei lavori e nelle modalità di partecipazione alle gare di appalto per servizi e forniture.

Alcune novità per urbanistica, edilizia e turismo.
Gli articoli dal 9 al 13 modificano alcune norme dell’ultima legge urbanistica provinciale (15 del 2015: la cosiddetta “riforma Gilmozzi”) e relative all’edilizia, introducendo la digitalizzazione delle pratiche e misure per la semplificazione dei titoli edilizi e della riqualificazione edilizia, ma anche dell’autorizzazione paesaggistica. In particolare, il titolo edilizio necessario per alcuni interventi (demolizione delle linee elettriche aeree, demolizione delle attrezzature nelle aree sciabili, realizzazione di impianti fonti rinnovabili collocati negli edifici o nelle relative pertinenze) viene declassato e per l’intervento basterà la mera comunicazione. Inoltre potranno essere realizzati senza alcuna autorizzazione i nuovi impianti tecnologici funzionali alle infrastrutture autostradali, stradali e ferroviarie esistenti o in progetto. Si elimina poi la necessità di acquisire l’autorizzazione paesaggistica per la demolizione di linee elettriche aeree e per la demolizione degli impianti sciistici dismessi. Ancora, si specificano alcuni interventi ammessi, anche senza specifica previsione urbanistica, nelle aree destinate a interporto, al fine di integrare le attività connesse con la movimentazione e la lavorazione delle merci (commercio all’ingrosso, centri terziari e direzionali, ecc.). Un altro comma prevede per le strutture alberghiere la facoltà di recuperare gli alberghi dismessi e utilizzarli per camere per il personale.
L’assessore ha ricordato che l’articolo 14, trattando pur sempre di urbanistica, si riferisce al turismo, perché riguarda gli alloggi per il tempo libero e vacanze. La norma prevede che il Comune possa autorizzare temporaneamente l’utilizzazione di un alloggio destinato a residenza ordinaria come alloggio per il tempo libero e vacanze da parte del proprietario dell’alloggio o di suoi parenti entro il secondo grado e affini entro il primo grado in alcuni casi: per l’acquisto a titolo oneroso o gratuito se il proprietario si impegna ad utilizzarlo come residenza ordinario entro il termine massimo di tre anni; per trasferimento del domicilio del proprietario dovuto a motivi di lavoro o di studio provati in maniera adeguata; in caso di acquisto per successione mortis causa, per un periodo massimo di tre anni; e infine in caso di mancato utilizzo da parte del proprietario per motivi di salute, debitamente certificati, per il periodo di cura o ricovero presso istituti di cura e assistenza.

Competitività, imprese e pubblica amministrazione: nasce il Nucleo di controllo delle autocertificazioni delle imprese e il Registro unico dei controlli provinciali.
Quanto alla competitività di cui parla il titolo del ddl, l’articolo 15 prevede l’istituzione del Nucleo di controllo di verifica delle autocertificazioni. Il nuovo organismo dovrà effettuare i controlli sulle autocertificazioni rese dai legali rappresentanti delle imprese, per conto delle strutture provinciali che le acquisiscono con la loro attività. Il Nucleo lavorerà a favore di tutte le strutture provinciali che la Giunta individuerà con delibera. Strutture provinciali che potranno essere supportate dal Nucleo nello svolgimento di alcuni controlli individuati nell’ambito delle attività istruttorie di propria competenza. Questo quando l’accentramento dei controlli potrà migliorarne l’efficienza. Il Nucleo renderà disponibile l’esito della propria attività nell’ambito del Registro Unico dei Controlli Provinciali (Rucp) sulle imprese. Il Registro è l’altra novità introdotta dalla norma. Obiettivo: semplificare le procedure amministrative di controllo affidando progressivamente al Nucleo compiti di verifica in ordine alla veridicità delle dichiarazioni rese alle strutture provinciali, assicurare il raggiungimento di economie di scala e specializzazione del personale dedicato, centralizzare le risorse a vantaggio dell’efficienza e della produttività. Per quanto riguarda l’attività amministrativa, l’articolo 16 rende obbligatoria lo strumento delle conferenze dei servizi per acquisire pareri, intese, nulla osta o altri atti di competenza della Provincia, con sanzioni in caso di mancata partecipazione.

Cambia anche la legge sugli incentivi alle imprese.
Da segnalare l’articolo 18, che modifica la legge provinciale 6 del 1999 (Legge unica sull’economia) in materia di incentivi alle imprese, per semplificare la procedura valutativa delle istruttorie di domande di aiuto o di intervento. Come? Rendendo necessario l’adempimento amministrativo dell’esame di validità ed idoneità dell’iniziativa dal punto di vista economico-finanziario, solo nei casi stabiliti dalla Giunta provinciale, in particolare per iniziative più complesse o incentivi che prevedono un’intensità di aiuto particolarmente elevata (esempio progetti di ricerca). In materia di aree produttive si prevede poi, in caso di trasferimento delle aree ad altri operatori economici ad un prezzo non superiore a quello di acquisto al netto dell’agevolazione, che il cedente non sia tenuto a restituire alla Provincia l’agevolazione percepita. La nuova normativa permette inoltre alle imprese di trasferire la proprietà delle aree entro il 31 dicembre 2020 senza il pagamento di sanzioni, ancorché risultino inadempienti rispetto agli obblighi contrattuali assunti. Questo per rilanciare l’effettivo utilizzo industriale di queste aree promuovendone il passaggio a soggetti interessati alla realizzazione di interventi industriali.

Artigianato: ecco il nuovo titolo di “Maestro professionale”.
L’unica norma riferita all’artigianato è l’articolo 20, riguardante la figura del maestro professionale. Il dispositivo modifica la legge provinciale sull’artigianato del 2002 introducendo la nuova figura del Maestro professionale accanto alla figura del Maestro artigiano. Si consentirà insomma a soggetti non iscritti all’albo delle imprese artigiane, purché svolgano un’attività assimilabile a quella artigiana, di partecipare ai percorsi formativi e conseguire il nuovo titolo di maestro professionale. Questo per aumentare le capacità professionali ed imprenditoriali del settore. Per far fronte alla potenziale perdita di professionalità dei maestri artigiani e dei maestri professionali, successiva al conseguimento del titolo (i primi maestri artigiani sono stati nominati nel 2006), il ddl prevede la possibilità di realizzare corsi di aggiornamento successivi al conferimento del titolo di maestro artigiano o professionale.

Agricoltura: agevolazioni ai giovani imprenditori del settore che iniziano l’attività.
Il ddl mira a istituire un pacchetto di misure di aiuto specifiche per favorire l’ingresso di nuovi giovani imprenditori in agricoltura, attivando un supporto che accompagni le scelte imprenditoriali dal punto di vista tecnico ed economico, organizzando modalità che rendano più agevole e semplificato l’accesso ed il sostegno al credito e migliorando le potenzialità offerte dalla Banca della terra per reperire terreni da recuperare alle pratiche agricole. Si punta inoltre a favorire e sostenere forme di cooperazione tra attori diversi per lo sviluppo di prodotti, processi, tecniche e tecnologie innovative applicate al settore agricolo, agroalimentare e forestale, i cui risultati abbinino ricadute economiche, ambientali e sociali, e abbiano finalità analoghe a quelle previste dalle misure del Partenariato Europeo per l’Innovazione già inserite nel Psr. Le modalità di creazione e di gestione di tali gruppi saranno peraltro semplificati dal punto di vista procedurale rispetto a quelli previsti dal Psr, per promuovere e sviluppare questo strumento di innovazione e competitività per le imprese.

Favorire la trasformazione dei boschi in aree agricole.
Con l’articolo 21 del ddl la Giunta vuole anche in questo caso semplificare le procedure modificando la legge provinciale 11 del 2007 sulla protezione della natura. Obiettivo: agevolare la trasformazione di coltura da bosco ad area agricola. La modifica riguarda quelle aree boschive che, non ricadendo in aree ad elevata o media pericolosità, sono state ricomprese in un’apposita cartografia del piano forestale e montano. In particolare, si prevede che la procedura semplificata, già esistente per le trasformazioni di coltura volte a recuperare prati e pascoli su superfici tra 0,5 e 1 ettaro, sia applicabile anche a quelle trasformazioni di coltura necessarie per bonifiche agrarie fino a 5 ettari di superficie (soglia per la verifica di assoggettabilità alla VIA) e che non comportano movimenti di terra superiori ad un metro di altezza, se esse sono state ricomprese in una specifica cartografia del piano forestale e montano, essendo quindi stata operata nell’ambito della redazione del piano stesso una valutazione preliminare circa la trasformabilità delle aree.

Ambiente. Procedure semplificate per il rinnovo delle autorizzazioni di scarichi di reflui civili.
L’articolo 22 modifica il Testo unico provinciale del 1987 sulla tutela dell’ambiente dagli inquinamenti 1987 semplificando il procedimento di rinnovo delle autorizzazioni di scarichi non recapitanti in fognatura di reflui civili (solo civili e non produttivi o assimilabili), prevedendo il rinnovo tacito in luogo del rinnovo espresso (ogni 4 anni), finché non intervengano modifiche sostanziali in termini quantitativi e/o qualitativi.

Gas naturale. Trasferimento gratuito ai Comuni delle reti di distribuzione.
Modificando la legge provinciale 20 del 2012 sull’energia, in materia di impianti di distribuzione del gas naturale, l’articolo 23 riferito alla proprietà delle reti di distribuzione del gas naturale, introduce una disciplina speciale per quanto riguarda i casi in cui le convenzioni tra il Comune e il gestore per la distribuzione del gas prevedano la devoluzione gratuita delle reti gas al comune alla scadenza naturale della concessione in essere. L’articolo prevede che il nuovo gestore d’ambito provinciale, dopo esser subentrato nella proprietà delle reti alla data di affidamento del servizio d’ambito tramite l’acquisto dal gestore uscente in base alle disposizioni della norma nazionale sia obbligato a trasferire a scadenza del contratto d’ambito la rete a titolo gratuito a quei comuni che in questa prima fase hanno perso il diritto al riscatto gratuito, a fronte dunque di nuove precise previsioni contrattuali che potranno esser previste nel bando di gara.

Contributi post-tempesta Vaia anche ad altri soggetti con personalità giuridica.
L’articolo 23 modifica la recente legge sulla variazione al bilancio di previsione della Provincia per il biennio 2019-2021 in materia di interventi di protezione civile. In sostanza, dopo l’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito il Trentino il 29 ottobre scorso, le misure di sostegno messe in campo dalla Provincia – che ha previsto contributi fino al 100 per cento della spesa ammissibile per i danni causati dall’evento calamitoso – si ricomprendono tra i potenziali beneficiari non solo le amministrazioni separate dei beni frazionali di uso civico, delle Regole di Spinale e Manez, della Magnifica Comunità di Fiemme e alle aziende pubbliche di servizi alla persona, società cooperative ed altri enti, associazioni e comitati aventi finalità di pubblica utilità, purché in possesso del requisito della personalità giuridica. La nuova norma estende inoltre l’ambito delle disposizioni provinciali vigenti, prevedendone l’applicazione per garantire la realizzabilità degli interventi post evento, oltre che alle opere danneggiate o distrutte, anche a nuove opere o interventi indispensabili per la stabilità e messa in sicurezza, idraulica e idrogeologica, nonché per la difesa fitosanitaria delle aree territoriali colpite dall’evento calamitoso.

Personale pubblico. Utilizzare graduatoria per reperire coadiutori amministrativi.
Con l’articolo 25 che modifica ancora l’ultima variazione legislativa al bilancio di previsione della Provincia in materia di personale provinciale, il provvedimento si prefigge l’obiettivo di sopperire alla difficoltà nell’immediato a reperire figure di coadiutore amministrativo. L’utilizzo dell’unica graduatoria tuttora valida, non sarebbe consentito in quanto, contestualmente, si dovrebbe procedere ad assunzioni di un pari numero di unità di personale attinte da graduatoria formata in esito a pubblico concorso, attualmente non disponibile. Questa norma consente di anticipare le assunzioni, che verranno poi compensate una volta espletato il concorso pubblico.

GLI INTERVENTI DEI CONSIGLIERI.

Alla presentazione del ddl erano presenti consiglieri del Patt, di Civica Trentina, del Pd, della Lega, del Movimento 5 stelle e di Futura 2018. Tutti gli intervenuti si sono riservati di entrare nel merito del provvedimento nelle prossime sedute e dopo aver seguito le audizioni.
In attesa di questi approfondimenti, il rappresentante del Patt ha giudicato positivamente il dispositivo proposto, che a suo avviso va nella giusta direzione.
La consigliera di Futura ha espresso timori a proposito della norma sugli alloggi utilizzabili con deroga per vacanze (“mi auguro che dopo la legge Gilmozzi non aprano la strada ad altro consumo del territorio”), ma anche sulla semplificazione delle autorizzazione per il rinnovo degli scarichi dei rifiuti reflui, e sulla volontà di destinare ad attività agricole i boschi schiantati dalla tempesta. Boschi che a suo avviso andrebbero invece ripristinato per non perdere alberi di pregio come i pini.
L’esponente del Pd, ha manifestato dubbi sulla procedura negoziata di cui parla l’articolo 4 dedicato alla semplificazione delle procedure di affidamento dei lavori pubblici. Oggi infatti, per quelli di importo superiore a 40.000 euro ed inferiore a 150.000 euro, si può effettuare un affidamento diretto previa consultazione, “ove esistenti”, di tre operatori economici. Con la nuova norma la Giunta vuole rendere permanente questa procedura semplificata, precisando che si tratta di una procedura negoziata previa consultazione di tre operatori economici, ed innalzando la soglia di valore fino a 200.000.
L’assessore ha rassicurato la consigliera di Futura circa la legge Gilmozzi (per nuove costruzioni, la deroga alla residenzialità è prevista solo a determinate condizioni). Sulla trasformazione delle colture da boschive ad agricole ha precisato che interesseranno porzioni marginali di territorio. Quanto al rinnovo semplificato delle autorizzazioni fognarie ha chiarito che è previsto in forma tacita solo per uso civile a favore di privati residenti fuori da centri abitati. E che non sono comunque previste nuove autorizzazioni.

Infine rispondendo al consigliere del Pd l’assessore ha assicurato che la legge proposta dalla Giunta non prevede che scompaia la verifica ma si limita a semplificare la procedura senza escludere il confronto concorrenziale informale con almeno tre ditte.. In ogni caso i Comuni nel predisporre un appalto valuteranno la procedura negoziale di volta in volta.

 

 

 

Presentato ddl semplificazione
DDL n. 18_XVI - testo ddl distribuito
DDL n. 18_XVI - testo relazione illustrativa