PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

"Giornata dell'Autonomia" - video Tv integrale -

Si è riunita la Conferenza dei capigruppo, pianificati i lavori d’aula. Ddl semplificazione, in aula il 5 giugno.

Si è riunita oggi la Conferenza dei capigruppo consiliari, per concordare i lavori previsti nelle prossime sedute d’aula. Il calendario è stato rivisitato: il Consiglio provinciale si riunirà martedì 28 e mercoledì 29 maggio, mentre è stata soppressa la seduta di giovedì 30 maggio. Per converso, è stata invece introdotta la giornata d’aula di mercoledì 5 giugno.

I conti (positivi) dell’ente Consiglio.
Dopo il consueto question time, nelle due giornate consiliari di fine maggio il Consiglio discuterà e voterà il rendiconto 2018 e l’assestamento del bilancio 2019-2021 dell’ente consiliare. I documenti contabili sono già stati approvati dall’Ufficio di Presidenza e dai revisori dei conti. Il presidente del Consiglio provinciale ha anticipato i dati salienti: la gestione dell’anno scorso si è chiusa con un avanzo di amministrazione di 2,5 milioni di euro (di cui 129 mila euro si riferiscono ai conti del Corecom e ai risparmi da esso conseguiti sulle somme messegli a disposizione dall’Agcom nazionale).
I fondi non utilizzati dal Consiglio ammontano a 218.991 euro: verranno restituiti nel 2019 alle casse della Provincia, da cui derivano quasi per intero le entrate del Consiglio. L’ente è complessivamente costato 9.462.536 euro, con un calo di 137.419 euro (-1,43%) rispetto al 2017. Le spese di personale assorbono il 53,4% del costo totale.

Gli altri punti in discussione il 28-29 maggio.
Torna il pacchetto di nomine consiliari che devono essere decise dall’aula: Difensore civico, garante dei diritti dei detenuti, nuovo garante dei minori, due esperti per la Commissione dei 12, 1 membro del cda di Opera universitaria (la designazione spetta alle minoranze, che indicano Massimo Garbari), 1 revisore dei conti dell’ente parco Adamello-Brenta (le minoranze indicano Mauro Angeli), 1 sindaco per l’Apss.

A seguire l’ordine del giorno consiliare prevede il parere sul progetto di modificazione dello Statuto di autonomia, ossia il testo Durnwalder-Steger-Unterberger depositato nel 2018 in Senato, allo scopo di proporre che per tutte le future modifiche della carta statutaria sia introdotto il presupposto necessario della “intesa” tra Stato e Province di Trento e di Bolzano. Vi sono in realtà altri 3 progetti di riforma statutaria all’attenzione del Senato, che vertono sulla rivendicazione di nuove competenze legislative per l’autonomia delle due province: su questi testi il Consiglio si esprimerà più avanti, una volta definita la posizione della maggioranza al governo provinciale.

A chiudere il programma di lavoro per il 28-29 maggio è stato inserito un disegno di legge d’iniziativa consiliare e un pacchetto di mozioni (una per gruppo consiliare). Il ddl in questione è il numero 9/XVI di Claudio Cia (per agevolare la formazione dei medici specialisti da inserire nel sistema sanitario trentino).

Il ddl semplificazione va al 5 giugno.
Slitta di qualche giorno il tema forte del disegno di legge urgente Fugatti sulla semplificazione degli appalti pubblici. Il vicepresidente della Giunta provinciale stamane ha spiegato che sono in arrivo nuovi emendamenti del governo provinciale al proprio testo: alcuni derivano dagli esiti del Tavolo appalti riunitosi ieri, un ulteriore emendamento intende proporre i primi paletti normativi necessari per andare verso il rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche in scadenza nel 2022. A fronte dei rilievi di tutte le opposizioni consiliari per il deposito in extremis di correzioni così rilevanti al ddl 18/XVI, i capigruppo hanno concordato con il presidente dell’aula il rinvio appunto al 5 giugno, per dare il tempo alla III Commissione di riunirsi una volta di più ed analizzare la versione finale del disegno di legge.
Nella giornata del 5 giugno si discuterà anche il ddl 4/XVI di Dallapiccola e altri, sul recupero del legname schiantato in occasione della tempesta di ottobre 2018.

Prima di arrivare a questa soluzione operativa, c’è stata ampia discussione tra capigruppo attorno al ddl 18/XVI, per il quale inizialmente è stata invocata la discussione senza contingentamento dei tempi. Le minoranze – in particolare Patt, Pd e 5 Stelle e poi anche Futura 2018 – hanno lamentato il carattere omnibus di questo testo, caricato di troppi temi diversi da quello principale, a danno peraltro della possibilità per i consiglieri di sviscerare la materia e sviluppare il dibattito. E’ stata anche contestata l’opportunità di attivare la procedura d’urgenza, a fronte di un disegno di legge laboriosamente corretto più volte dagli stessi proponenti. Infine si è voluto sottolineare che non sarà pacificamente ammesso il principio – assente nei regolamenti consiliari – per cui in presenza di procedura d’urgenza, decade la possibilità per i capigruppo di chiedere la discussione senza contingentamento dei tempi.

Il contenzioso Bezzi-Savoi.
Il presidente del Consiglio provinciale ha confermato che l’intera vertenza tra i due esponenti politici, da cui dipende l’assegnazione di un seggio consiliare in seguito al voto 2018, sarà definita dal Consiglio di Stato giovedì 27 giugno prossimo. Fino a quel giorno Alessandro Savoi siederà legittimamente in aula nei banchi della Lega Salvini Trentino.