CONSIGLIO PROVINCIALE PAT * CONSULTA PER LO STATUTO SPECIALE PER IL TRENTINO – ALTO ADIGE/SÜDTIROL: PRESENTATI I VOLUMI ‘VERSO IL TERZO STATUTO ‘

Presentati i due volumi “Verso il terzo Statuto”, frutto del lavoro della Consulta, utili per non ripartire da zero sulla strada della riforma.

 

 

I due volumi “Verso il terzo Statuto – contributi della Consulta per lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol” non prefigurano la riforma ma costituiscono “un lascito”, fissano le tappe e i risultati di un percorso, offrono un contributo di idee, indicazioni e suggerimenti scientificamente significativi perché nella prossima legislatura lo sforzo da compiere in vista dell’aggiornamento della “magna carta” dell’autonomia regionale non riparta da zero.

Anche se su questo terreno non sarà facile arrivare ad un’intesa con la Provincia di Bolzano. Ad associare questo valore prospettico all’opera presentata oggi a palazzo Trentini, che raccoglie in due testi un anno e mezzo di lavoro, riflessioni, incontri e partecipazione realizzati dalla Consulta per lo Statuto speciale, sono stati i presidenti del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti e della Giunta Ugo Rossi, il vicepresidente della Consulta Jens Woelk e Paolo Piffer, giornalista e curatore della pubblicazione.

 

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Dorigatti: la Consulta ha dimostrato il coraggio di “fare il possibile”.
“L’autonomia – ha esordito Dorigatti – è indispensabile alla nostra regione come l’aria che respiriamo, e proprio per questo, tanto più nella difficile fase attuale, è necessario rinnovarne e soprattutto diffonderne la consapevolezza con uno strumento come questo”. Dopo aver ringraziato la struttura del Consiglio provinciale dell’impegno profuso nell’ultimo anno e mezzo a servizio della Consulta e per la pubblicazione dell’opera, il presidente ha evidenziato che queste pagine “raccontano la storia e la percezione attuale dell’autonomia, ma offrono anche alcune proposte di rinnovamento statutario”.

Proposte contenute nel “Documento conclusivo” della Consulta, condiviso all’unanimità nonostante le diverse sensibilità presenti nell’organismo. Questo ha dimostrato secondo il presidente “il coraggio di fare il possibile” (l’espressione – ha ricordato Dorigatti – è di Silvius Magnago), valorizzando al massimo i soggetti intermedi della società civile.

“Andare oltre avrebbe significato la rottura”. Certo, ha precisato, il lavoro documentato da questi volumi è solo l’inizio di un percorso. “Si vedrà nella prossima legislatura – ha aggiunto Dorigatti – se sarà possibile arrivare a condividere in Consiglio regionale una proposta di riforma statutaria con la Provincia di Bolzano da sottoporre infine a Roma”.

È noto infatti che la Convenzione, l’organismo altoatesino/sudtirolese analogo alla Consulta incaricato di studiare l’aggiornamento dello Statuto, è emersa l’ipotesi, diametralmente opposta a quella trentina, dell’autodeterminazione e quindi dell’affossamento della Regione. “Resta il fatto – ha concluso Dorigatti – che alcune regioni italiane a statuto ordinario hanno chiesto l’autonomia speciale e che anche per la riforma statutaria sarà decisivo cercare una condivisione all’interno del Parlamento”.

 

 

 

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Rossi: per la riforma sarà decisiva una mediazione franca e leale con Bolzano.

Il presidente della Provincia ha identificato nei due volumi che “fissano” i lavori della Consulta il “lascito” condiviso della legislatura al di là dei diversi schieramenti politici. “Con questi testi – ha aggiunto – la Consulta consegna alla comunità trentina uno strumento utile alla costruzione di modifiche virtuose dello Statuto, frutto di una mediazione positiva.

Anche se – ha proseguito Rossi – per arrivare alla riforma occorre un quadro politico stabile e favorevole che oggi non c’è”.

A questo scopo per il presidente sarà fondamentale “avviare un confronto franco, leale e trasparente con la Provincia di Bolzano. L’autonomia ha fatto passi avanti solo quando questa mediazione virtuosa con Bolzano è avvenuta, mentre ha conosciuto difficoltà e battute di arresto quando non c’è stata”.

Rossi ha poi detto di apprezzare per due motivi il lavoro documentato dall’opera: lo sforzo di immaginare istituzioni nuove per promuovere le relazioni con i cittadini anche in termini di democrazia diretta e partecipazione alle decisioni; e la sottolineatura della necessaria dimensione internazionale dell’autonomia, “perché oggi non possiamo pensare di poter risolvere da soli i nostri problemi”.

Il presidente ha infine segnalato che alcuni importanti giuristi europei, per approfondire insieme il tema delle autonomie locali nei rapporti con gli Stati e l’Ue, hanno scelto come sede l’università di Trento. “La speranza – ha concluso – è che anche con questi contributi possa arrivare in porto la riforma del nostro Statuto”.

 

 

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Woelk: fondamentale il consenso sul ruolo della Regione.
“Quest’opera offre una base di partenza da utilizzare per definire una futura proposta di riforma che potrà prendere forma quando il contesto e le condizioni lo permetteranno”, ha poi evidenziato Jens Woelk, vicepresidente della Consulta.

A suo avviso i due volumi possono quindi aiutare a coltivare fin d’ora l’autonomia simboleggiata dalla pianticella da innaffiare sempre che appare nella copertura dei due testi.

Non a caso i volumi intitolati entrambi “Verso il terzo Statuto” danno conto di una sperimentazione dell’autonomia positivamente in atto nella nostra regione, “mentre non sempre ha successo in altre regioni europee”.

Determinante per Woelk è il consenso raggiunto in Trentino dalla Consulta sull’idea che per l’autonomia si debba mantenere viva la Regione assegnando ad essa un ruolo significativo. E in questo senso – ha spiegato – uno elemento innovativo di rilievo emerso dai lavori riguarda la possibile collaborazione con Bolzano riguardante la tutela, che ha una dimensione regionale, della minoranza linguistica ladina.

 

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Piffer: opera accessibile anche ad un pubblico di non addetti ai lavori.
A concludere la presentazione è stato Paolo Piffer, il giornalista da cui l’opera è stata curata. Piffer ha spiegato di aver voluto rivolgere il primo volume al pubblico più ampio e non di addetti ai lavori proponendo con un linguaggio giornalistico una breve storia dell’autonomia e il racconto dei lavori della Consulta.

Proprio per questo il testo comprende anche il Documento conclusivo, la legge istitutiva e la relazione sulla partecipazione dei cittadini. Il secondo volume è più corposo e per specialisti perché raccoglie gli atti e i resoconti di tutti gli incontri, i commenti e le proposte.

 

 

SCHEDA

I contenuti dell’opera, gratuitamente disponibili presso il Consiglio.

Freschi di stampa, i due volumi di “Verso il terzo Statuto – Contributi della Consulta per lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol”, editi dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento, sono dedicati, il primo alla storia dell’autonomia, ai lavori della Consulta stessa e al “Documento conclusivo”, il secondo a tutti i documenti frutto del percorso biennale di approfondimento, dando conto specialmente del processo partecipativo promosso dall’organismo.

In particolare il primo volume (243 pagine), ha un taglio divulgativo e giornalistico, è introdotto dai presidenti del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti, della Giunta Ugo Rossi e della Consulta Giandomenico Falcon, e si apre infatti con un “Racconto minimo dell’autonomia da Degasperi ai giorni nostri”.

Il testo ripercorre poi i lavori della Consulta, presenta la legge 1 del 2016 da cui l’organismo era stato istituito, il Documento conclusivo del percorso di studio, approfondimento e confronto, e termina con la relazione e i dati sulla partecipazione.

Il secondo volume (459 pagine) raccoglie in sostanza “gli atti” del lavoro della Consulta e ha perciò un carattere più specialistico: presenta il Documento preliminare che era stato messo a punto per stimolare la partecipazione dei cittadini, illustra il procedimento di nomina della Consulta e riporta le sintesi degli incontri effettuati sul territorio.

Offre poi alcuni esempi di articolato di riforma dello Statuto e riporta le proposte e i commenti registrati su “iopartecipo”, la piattaforma appositamente creata per raccogliere i contributi di tutti i cittadini interessati al dibattito.

Il testo mette infine a disposizione tutti i documenti ricevuti dalla Consulta via email o consegnati in occasione delle consultazioni, le audizioni della Commissione dei 12, dei parlamentari trentini e della Giunta provinciale e i resoconti degli incontri con la “società civile organizzata”.