Interrogazione a risposta orale presentata dal gruppo consigliare comunale M5S. Oggetto: Quando il rispetto della quiete pubblica? Di poco tempo fa l’ordinanza di limitazione dell’orario di chiusura anticipata del locale “Alla Scaletta”.

Di pochi giorni fa l’autoconvocazione di “movida” nella stessa area da parte di alcuni movimenti studenteschi del gruppo “Collettivo Refresh” pubblicata sui social e sui quotidiani.
Di ieri, venerdì 15 febbraio, il disturbo alla quiete pubblica, la violazione della zonizzazione acustica, le richieste di intervento alla polizia locale, l’assoluta impotenza dell’amministrazione comunale.

Certo è questo il modo di rispettare gli altri. Chi grida ai diritti ne calpesta sistematicamente altri. Ma la ragione sta sempre da una parte.

Più di cento persone, musica ad alto volume, uso di alcol, richiesta di tutela per iscritto da parte di una cinquantina di residenti, polizia locale intervenuta dopo numerose chiamate… fermato l’evento? Neanche parlarne… lasciato fare…

Caro Sindaco se davvero “’l’ordinanza non è lo strumento adatto per garantire la convivenza civile”, mi domando se il solo fatto di dirlo non possa essere interpretato come un ammissione di colpa. Lei dice che non è lo strumento giusto ma non dice che non bisogna fare qualcosa.

È anche vero che da molto tempo alcuni cittadini trentini le chiedono aiuto e se questo aiuto è riferito alla “convivenza civile” se ne deduce che Lei ha fallito. Si perché la necessità di rendere la convivenza “civile” non credo possa essere additata al residente che deve la mattina fare slalom tra bottiglie, bicchieri, urina ed escrementi. Neanche credo alla bambina che viene tenuta sveglia fino a tarda notte o alla madre di famiglia che non riesce a riposare la notte.

Non credo si possa parlare di inciviltà da parte del commerciante che deve pulite il suo fronte strada prima di poter lavorare in modo adeguato. Ebbene signor sindaco Le chiedo quale sia lo strumento immediato e rapido per rendere “civili” quella parte di giovani che hanno diritto al divertimento in sfregio di ogni tipo di rispetto dell’educazione e del buon vivere.

Quella “parte”, sottolineo, non tutti evidentemente. Certo in questa fase non si sta ricevendo alcun aiuto da coloro che si dichiarano nel pieno diritto di divertirsi. Forse basterebbe un po di buon senso e aiutarsi reciprocamente ma ciò sembra non avvenire.

Ieri sera in un confronto costruttivo con alcuni studenti mi sono sentito dire da una ragazza “noi portiamo soldi quindi voi fatevelo andare bene e pulite la domenica mattina”.

C’è stato chi invece pensa che debbano essere coinvolti loro stessi nella pulizia e per tutta risposta questa studentessa ha risposto: “Non credo opportuno che dobbiamo partecipare noi, il Comune si arrangi a pulire”.

Ecco che sarebbe opportuno dialogare con coloro che si dimostrano costruttivi e magari insegnare una corretta educazione a coloro che ritengo tutto in diritto senza alcun dovere.

Quindi signor Sindaco se l’ordinanza non è lo strumento, in attesa dei tempi sicuramente lunghi per la redazione del nuovo regolamento, mi dica quale è lo strumento rapido ed efficace per permettere ai residenti id risposare. Noi lo abbiamo proposto e messo sul piatto ora ci aspettiamo una risposta.

si chiede pertanto al Sindaco ed alla Giunta:

1. Quante chiamate siano state effettuate alla polizia locale;
2. Quanto sia passato per intervenire dopo le chiamate (le prime, non le ultime) e a che ora si è intervenuto;
3. Quale sia il motivo percui non è stata fermata la festa;
4. Se sia questo il metodo alternativo all’ordinanza che intende mettere in atto il Sindaco per garantire i diritti e le esasperate richieste di aiuto da parte dei suoi concittadini residenti.

 


Consiglieri comunali M5S
Andrea Maschio
Paolo Negroni
Marco Santini