CONFESERCENTI TRENTINO * ELEZIONI 2018: LA POLITICA NON DIMENTICHI LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Il 4 marzo ci si recherà alle urne per eleggere i componenti di Camera e Senato della XVIII Legislatura e Confesercenti guarda ai contenuti dei programmi. Ebbene, se è vero che la partecipazione al voto rappresenta un dovere civico per ogni cittadino, similmente non va dimenticato che il voto si configura, allo stesso tempo, come un vero e proprio diritto: a tal proposito cogliamo l’occasione per scoraggiare l’astensionismo, vera e unica rappresentazione di voto inutile e sbagliato.

Dall’altra parte, non possiamo dimenticare la nostra “duplice” natura (imprese e cittadini), che contestualmente ci porta ad occuparci dei bisogni, degli interessi e delle preoccupazioni delle imprese: partendo dalla nostra esperienza quotidiana e consci del percorso positivo intrapreso negli ultimi anni, intendiamo ora riportare problematiche e indicare possibili soluzioni, per rilanciare la nostra economia e confermare il percorso che, ci si auspica, riporterà consumi e qualità della vita a livelli pre-crisi.

“L’invito – dice il presidente di Confesercenti del Trentino, Renato Villotti – è che non ci si dimentichi delle piccole e medie imprese”. Villotti evidenzia che le idee dei vari schieramenti si dimostrano chiare soprattutto per quanto riguarda fisco e pensioni; mentre diverso è il discorso in merito all’impresa, in riferimento a incentivi, produttività e occupazione giovanile (che peraltro rappresentano i fronti su cui, quotidianamente, Confesercenti combatte a fianco delle Pmi).

 

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Commercianti in sede fissa – Presidente Massimo Gallo

La preoccupazione principale riguarda l’assenza di regole comuni di concorrenza tra commercio in sede fissa e commercio online: è chiaro che un regime fiscale più favorevole consente alle imprese che operano online di praticare prezzi inferiori, in questo modo però vi è il serio rischio di alterare la concorrenza. Proseguendo, si insiste per l’estensione del meccanismo della cedolare secca anche per l’affitto degli immobili utilizzati a fini commerciali, oltre che abitativi: i vantaggi sono tangibili, anche nel senso di una lotta all’evasione fiscale, e così facendo si darebbe nuova linfa al mercato immobiliare. Per concludere si “denuncia” l’assenza di un adeguato sistema di welfare per i lavoratori autonomi.

 

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Agenti e rappresentanti di commercio – Presidente Claudio Cappelletti

La figura dell’agente monomandatario ormai si dimostra non più al passo con i tempi: non pare equo e attuale obbligare l’agente a essere legato a una sola casa mandante e in questo senso è conveniente intervenire a livello di Codice Civile e Accordi Economici Collettivi per adeguare la disciplina alle esigenze attuali.

In merito alla deducibilità dei costi merita attenzione uno dei beni maggiormente utilizzati e rappresentativi della categoria: l’automobile. Si propone di innalzare il limite massimo deducibile (a oggi di 25.822,84 Euro), per ampliare la fascia di auto che possono usufruire di tale sgravio, senza permettere però speculazioni su quelli che si atteggiano più come beni di lusso che di servizio.
Commercio ambulante – Presidente Nicola Campagnolo

Non si può non partire dalla manovra finanziaria 2018 che è intervenuta direttamente sulla direttiva Bolkestein con l’art.1, commi 1180 e 1181. Una manovra che difatti ha cancellato l’essere impresa delle aziende ambulanti, legandole all’aspetto di strumento sociale per “occupare” persone senza pensare alla conseguenze di una mancata professionalità.

Tale questione è stata totalmente ignorata dalla campagna elettorale. La manovra di bilancio (che modifica la direttiva di provenienza europea) viene definita “salva ambulanti”: di fatto differenziando in primis tra concessioni rinnovate (e con scadenza nel 2030) e da rinnovare, non va assolutamente a vantaggio della categoria degli ambulanti. Ma vi è di più. Bisogna allontanare l’idea della contrapposizione tra commercio ambulante e commercio in sede fissa: entrambe le forme devono vivere e convivere.
Commercio all’ingrosso – Presidente Edoardo Eberhard

In primo luogo, la direzione verso cui muoversi è quella di una politica liberale, collegata alla previsione di un’importante serie di incentivi alle imprese. In particolare, i finanziamenti vengano effettuati non mediante piccoli aiuti a fondo perduto, bensì in autofinanziamento con utili non distribuiti e non tassati per minimo 10 anni.

Discorso IVA, in cui l’imprenditore di fatto si comporta come intermediario nella raccolta e relativo versamento: complesso l’iter del recupero dallo Stato nel caso di clienti insolventi, dove oltre al fatto di aver perso l’imponibile, è pure necessario aspettare anni per recuperare quanto indebitamente versato.
Gestori e distributori carburante – Presidente Federico Corsi

L’analisi che riguarda i gestori delle stazioni di servizio è particolare: si condivide la destinazione verso cui il Legislatore vuole muoversi; non si condividono però le modalità scelte per arrivarci. L’abolizione della carta carburante e la previsione dell’utilizzo della fattura elettronica sono iniziative apprezzabilissime che dimostrano la volontà di aggiornarsi e non rimanere fermi a impostazioni ormai datate: non è però accettabile che i costi per tali aggiornamenti incidano così pesantemente sui gestori, i quali hanno un margine lordo che si aggira attorno al 2% dell’erogato e, rebus sic stantibus, sembra si riducano a semplici “versatori di accise”, senza godere di alcun riconoscimento imprenditoriale.
Imprese del settore turistico – Referente Massimiliano Peterlana

Quello che proponiamo al prossimo Governo è un concreto Patto di sviluppo del Turismo, attraverso una serie di provvedimenti finalizzati a un allungamento della stagione turistica, sfruttando il clima favorevole del nostro Paese e la capacità ricettiva, di accoglienza e di servizi al turista che le nostre imprese del settore (ristoranti, pubblici esercizi, alberghi, b&b, campeggi) sono in grado di assicurare durante tutto l’anno.

Ovviamente iniziativa che andrebbe co-condotta assieme al Ministero per il turismo, attraverso una politica unitaria e una promozione coordinata del brand Italia. Si auspica la creazione di uno specifico Fondo nazionale per le piccole e medio imprese turistiche impegnate a mantenere e realizzare concretamente il progetto di allungamento del periodo di apertura delle proprie attività turistiche, con investimenti mirati all’innovazione e alla riqualificazione della propria offerta.
Pubblici esercizi – Presidente Massimiliano Peterlana

I pubblici esercizi necessitano di percorsi di formazione del personale. E a tal proposito, due sono i caratteri indispensabili di questa attività: la qualità e la deducibilità. In questo senso lo strumento degli incentivi si dimostra perfetto, andando a creare un circolo virtuoso che stimola il soggetto a investire nella propria attività, certo di ottenere un risultato sia sul piano formativo, che su quello economico.

Ciò che si chiede però è chiarezza e trasparenza, vi è una netta differenza di disciplina tra i pubblici esercizi (bar e ristoranti) e tutte quelle altre realtà (come circoli e club privati ed anche B&b) che di fatto svolgono più o meno la stessa attività dei primi, ma godono di una serie di agevolazioni, e dal punto di vista fiscale, e soprattutto dal punto di vista burocratico. Un altro punto dolente dell’attuale sistema riguarda i buoni pasto.

Ad oggi, con commissioni che arrivano anche attorno al 12%, con i vari episodi di modifiche unilaterali da parte dei gestori e con rapporti caratterizzati da sempre più diffusi ritardi dei pagamenti, il meccanismo dei buon pasto sembra non essere più conveniente per le imprese.

L’ultima rimostranza riguarda l’eccessiva onerosità degli affitti che i gestori si trovano a pagare, e qui ci si limita a richiamare quanto già affermato parlando della categoria dei commercianti in sede fissa: l’istituto della cedolare secca potrebbe rappresentare, dal punto di vista fiscale, un correttivo da considerare, stante l’aliquota fissa e la tassazione separata.
Aziende di Servizi alle Imprese – Presidente Mauro Paissan

Senz’altro il progresso tecnologico ha determinato anche il sorgere di nuove tipologie di occupazione, una volta impossibili addirittura da immaginare, e ricomprese anche nello sconfinato settore dei servizi: ne sono un esempio le figure del web designer, del blogger, del social media manager et similia.

E’ improrogabile una presa di coscienza anche da parte del Legislatore dell’assenza di regolamentazione e che provveda, in tempo celere ma non per questo inadeguato, a disciplinare tali settori, per tutelare queste nuove forme di interesse e portata sempre più crescente nell’attale mondo del lavoro.
Amministratori di condominio – Presidente Arturo Mazzacca

E’ imprescindibile non operare un riferimento alla riforma della disciplina del condominio operata nel 2013 considerata dagli addetti ai lavori come una riforma incompiuta, che ha lasciato irrisolti molti problemi. Si rileva la necessità di modificare altri aspetti del codice civile che riguardano a titolo esemplificativo: la gestione delle sofferenze nei confronti dei condomini inadempienti, i fallimenti delle imprese che vedono gli oneri condominiali esclusi da ogni privilegio.

 

 

Proposte Confesercenti Nazionale