COMUNITÀ DELLA VALLAGARINA (TN) * PARCO NATURALE DEL MONTE BALDO: UN POOL DI ENTI È IMPEGNATO NELLA SUA CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE

Ci sono le orchidee di Manzano, le 5 specie di chirotteri di Talpina a Brentonico, i relitti glaciali del Baldo, le specie migratrici di Corna Piana…

Uno scrigno di tesori naturalistici compone il patrimonio del Parco Naturale del Monte Baldo. Argomento che è stato al centro del Consiglio della Comunità della Vallagarina per l’approvazione dell’accordo di programma che avrà durata di tre anni e che ha come obiettivo la tutela e la valorizzazione del parco.

Stiamo parlando di un sito che a partire dal 1400, fin dagli albori quindi della botanica intesa come moderna disciplina scientifica, gli speziali-farmacisti, i naturalisti e gli studiosi delle piante officinali e dei rimedi che esse potevano offrire alla cura di tante malattie, hanno individuato nel Monte Baldo e nella sua straordinaria biodiversità il luogo ideale non solo per la raccolta di preziose specie botaniche officinali ma anche per condurre ricerche e studi sulle piante, sui fiori, sui minerali e sulle scienze naturali in genere.

Un pool di enti è impegnato nella sua conservazione e valorizzazione; dalla Provincia Autonoma di Trento ai Comuni di Ala, Avio, Brentonico, Mori, Nago -Torbole, la Comunità della Vallagarina, quella dell’alto Garda e Ledro, il Consorzio dei Comuni del B.I.M. Adige e del Bimsarca –Mincio – Garda.

L’Accordo di programma approvato dalla Comunità della Vallagarina è finalizzato a una serie di obiettivi, come ha spiegato il Presidente della Comunità Stefano Bisoffi e l’assessore di merito Mauro Mazzucchi.

In primis: la salvaguardia, il sostegno e la promozione delle tradizionali attività che fanno riferimento all’uso civico, alla selvicoltura, all’allevamento zootecnico, al pascolo, all’agricoltura di montagna, al taglio del fieno, alla raccolta del legnatico, alla caccia, alla pesca, alla raccolta dei funghi e dei frutti del bosco e all’apicoltura, nonché le attività ricreative, turistiche e sportive compatibili, come elementi costitutivi fondamentali per la presenza antropica nelle aree di montagna; poi il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat dei siti Natura 2000 di cui alle direttive europee Uccelli e Habitat , diffonderne la conoscenza e promuoverne il rispetto tra cittadini e ospiti con campagne di sensibilizzazione, attività didattiche mirate, e la costituzione di percorsi didattico-fruitivi.

Ci sarà anche la promozione del Parco in un’ottica di valorizzazione del turismo sostenibile inteso come “qualsiasi forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo economico e alla piena realizzazione delle persone che vivono, lavorano o soggiornano nelle aree protette” e la promozione della partecipazione di cittadini e portatori di interesse e la diffusione di tutte le informazioni e i dati relativi al Parco.

Le risorse per la salvaguardia del Parco sono così ripartire: 255 mila euro dalla Provincia autonoma di Trento; 460 mila dal Consorzio Bim Adige con cofinanziamento da parte del Consorzio B.I.M. Sarca Mincio Garda di 15 mila euro, 30 mila euro dalla Comunità della Vallagarina e 32 mila da quella del Garda e Ledro mentre i Comuni partecipano con 43 mila euro.

La seduta del Consiglio di Comunità della Vallagarina ha anche approvato il fondo per morosità incolpevole in contratti di locazione immobiliare a fini abitativi con alcuni emendamenti che saranno presentati a breve e ha rinnovato per altri 5 anni la convenzione con il Comune di Volano per la gestione dell’immobile di via 3 Novembre a Volano composto dal Centro servizi per anziani e 11 appartamenti per persone in difficoltà.