COMUNITÀ DELLA VALLAGARINA * PRESENTATA A TERRAGNOLO LA BANCA DELLA TERRA PER PROMUOVERE UNA NUOVA AGRICOLTURA

Promuovere l’incontro tra chi possiede dei terreni ma non li coltiva e chi invece vorrebbe avviare una produzione agricola e magari è giovane e non ha fondi di proprietà da coltivare ma può affittarli. È la Banca della terra, strumento per creare nuovo lavoro e allo stesso tempo valorizzare i territori abbandonati.
Se ne è parlato nei giorni scorsi a Terragnolo in un incontro promosso dalla Comunità della Vallagarina, dal Comune di Terragnolo e dalla Provincia di Trento.

Folto il pubblico accorso alla serata a testimonianza che il tema è interessante, ancor più in un momento storico di crisi economica ma anche di giovani che stanno sperimentando un nuovo modo di riappropriarsi della terra. All’incontro erano presenti: l’Assessore all’Ambiente della Comunità della Vallagarina Mauro Mazzucchi, il Sindaco Lorenzo Galletti, Il consigliere provinciale Claudio Civettini, Laura Mover funzionaria provinciale Unità di Supporto al Dipartimento Ambiente e Agricoltura: il dott. Diego Bleggi, Direttore Ufficio Agricolo periferico di Rovereto e il dott. Gian Antonio Tonelli, Direttore Ufficio Tecnico per l’Agricoltura di Montagna.

Nell’introdurre l’argomento il Sindaco Galletti ha ricordato il lavoro fatto dall’Osservatorio del Paesaggio sui paesaggi rurali della Valle del Leno in cui si comprende quanto terreno si è perso negli ultimi 150 anni a favore del bosco. Il Sindaco ha plaudito alla banca della terra che potrà – ha detto- offrire nuove opportunità ai giovani.

L’assessore di Comunità Mazzucchi ha sottolineato la bontà del progetto messo in campo dalla provincia che punta a “valorizzare il patrimonio agricolo-forestale, promuovere i processi di ricomposizione e riordino fondiario, recuperare ad uso produttivo le superfici agricole e forestali abbandonate, incolte o sottoutilizzate, anche per incentivare l’insediamento dell’imprenditoria agricola e, in particolare dei giovani imprenditori, nonché favorire la salvaguardia del territorio e del paesaggio”, ovvero la Banca della Terra che è pensata per raccogliere non solo i terreni incolti di proprietà pubblica, ma anche quelli privati, i cui proprietari sono interessati a metterli temporaneamente a disposizione (affittandoli) di quanti ne facciano richiesta per rimetterli in produzione. Il consigliere provinciale Claudio Civettini ha rammentato come l’istituzione della banca sia nata da una sua sollecitazione.

 

*

COME FUNZIONA LA BANCA DELLA TERRA
L’inserimento di un terreno avviene a seguito della richiesta da parte del proprietario, che deve rivolgersi al Comune dove il terreno è situato. Chi è interessato a coltivare i terreni inseriti nella Banca, presa visione degli elenchi pubblicati, contatta direttamente il Comune competente, per acquisire i dati del proprietario delle particelle fondiarie interessate, al quale rivolgersi per un rapporto diretto fra le parti.

Per quanto riguarda il tipo di contratti possibili, nel caso di terreni privati saranno stipulati in base alle “Norme sui contratti agrari” (legge 203/1982), mentre nel caso di terreni di proprietà pubblica saranno stipulati nel rispetto della vigente normativa in materia di attività contrattuale
della Provincia.