CNA TRENTINO ALTO ADIGE * EMIGRAZIONE: 112MILA PERSONE HANNO LASCIATO L’ITALIA NEL 2017

“Mentre la politica litiga e non riesce a dare vera attenzione ai cittadini, molti italiani vanno all’estero”. È la riflessione di Claudio Corrarati, presidente regionale della Cna Trentino Alto Adige, in relazione all’analisi del Centro Studi Cna sull’emigrazione.

“Anche se si tratta di un dato nel 2017 in parziale controtendenza – prosegue Corrarati – negli ultimi anni si sono viste andar via migliaia di persone. Dobbiamo dare credibilità al Paese con politiche sociali, economiche e di sostegno che non siano sogni da vendere in campagna elettorale, ma concrete azioni sostenibili”.

Secondo le prime stime dell’Istat – rileva il Centro Studi Cna – nel 2017 il flusso di Italiani che si trasferiscono all’estero ha registrato la prima contrazione dopo sei anni di aumenti consecutivi. Nei dodici mesi dello scorso anno, infatti, i nostri connazionali che hanno spostato la residenza oltre confine, pari a circa 112mila, sono diminuiti di circa 2.500 unità rispetto al 2016.

 

 

 

Il numero di italiani tornati in Italia dall’estero, pari a circa 45mila unità, è invece aumentato di circa 7mila unità, un incremento molto ampio e in valore assoluto simile a quello del 2016.

La crisi ha inciso fortemente sulle migrazioni con l’estero degli italiani. A partire dal 2008, infatti, il saldo migratorio tra rimpatri ed espatri è stato sempre negativo e si è ampliato progressivamente fino al 2016 esclusivamente a causa dell’aumento delle emigrazioni. Nel giro di dieci anni il saldo migratorio è cresciuta di quasi dieci volte passando da -7.418 unità nel 2008 a -76.618 unità nel 2016.

 

 

 

 

 

 

La diminuzione delle migrazioni dei nostri connazionali dall’Italia verso l’estero registrata nel 2017 (così come l’aumento dei rimpatri) è riconducibile al miglioramento del quadro macro economico e alla ripresa dell’occupazione.

Elementi utili per meglio comprendere il fenomeno delle migrazioni degli italiani – approfondisce il Centro Studi Cna – sono desumibili dall’analisi dei dati disaggregati per fasce di età. Nel 2016 (ultimo anno disponibile) il 53,1% degli italiani espatriati all’estero aveva tra i 18 e i 39 anni, una fascia di età che comprende, oltre a chi si muove per motivi di studio (universitario e post-universitario), chi si sposta per programmare una vita lavorativa all’estero.

Un fenomeno quasi fisiologico favorito dal processo di integrazione economica e culturale in atto dai primi anni Duemila.

 

 

 

 

Sorprendente è invece la quota di nostri connazionali di età compresa tra i 40 e i 64 anni trasferitisi all’estero nel 2016, pari al 23,2% del totale. È una parte importante del fenomeno migratorio determinata solo in parte dalla maggiore mobilità dei lavoratori.

Per molti italiani over 40 il trasferimento all’estero può aver rappresentato una scelta obbligata dettata dalla necessità di ricercare nuove occasioni lavorative tanto per i lavoratori dipendenti quanto per i lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori.

In molti casi, gli espatri hanno coinvolto intere famiglie: il 19,5% di coloro che si sono trasferiti all’estero nel 2016 erano infatti minorenni. Da ultimo, il 4,2% di coloro che hanno spostato la loro residenza all’estero sono persone in età pensionabile (65 anni e più).

 

 

 

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