Cna Trentino-AA * Legge di bilancio: inviato il documento di proposte ai parlamentari della regione

Legge di bilancio, Cna dice basta alle chiacchiere. Parte la campagna #bastablabla: richieste delle imprese da inserire in Finanziaria. Cna Trentino Alto Adige invia il documento di proposte ai parlamentari della regione.

Parte oggi la campagna della Cna sul tema della Legge di Bilancio. Al motto di #bastablabla, la Confederazione dà il via a una forte campagna di comunicazione su radio, stampa e attraverso i social per richiamare l’attenzione delle istituzioni e della politica su un provvedimento così importante per l’economia, tanto atteso da artigiani, micro e piccoli imprenditori.

Cna-Shv dell’Alto Adige e Cna del Trentino hanno inviato il documento con le proposte della Cna ai parlamentari del Trentino Alto Adige, rivolgendo loro l’invito a correggere la Legge di bilancio tenendo conto delle richieste delle piccole e medie imprese.

“Giovedì scorso – afferma Claudio Corrarati, presidente regionale della Cna Trentino Alto Adige – il Senato ha concluso in prima lettura l’esame della Legge, sulla quale Cna ha chiesto correzioni importanti che ci attendiamo che Governo e Parlamento vogliano introdurre nel corso del prossimo passaggio della Camera dei Deputati. Siamo delusi e arrabbiati. Questa Legge di Bilancio dimentica gli artigiani e le piccole imprese, che rappresentano una parte fondamentale del Paese, già gravata pesantemente da una delle più alte pressioni fiscali al mondo.

La Legge di Bilancio, infatti, pur impedendo il previsto aumento dell’Iva e confermando il complesso delle incentivazioni sugli investimenti e il lavoro collegate a Impresa 4.0, non persegue l’ineludibile processo di riduzione della pressione fiscale su artigiani e piccole imprese.

Rimangono disattese le nostre richieste in materia di deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali, di esclusione dall’Irap per le attività di minore dimensione, di ripristino dell’aliquota al 65 per cento per gli interventi di efficientamento energetico. Per di più, si fa retromarcia su importanti provvedimenti come l’Imposta sui redditi d’impresa e il regime per cassa con la previsione del riporto delle perdite, già introdotti opportunamente lo scorso anno. La massiccia campagna partita oggi è solo la nostra prima iniziativa. Diciamo #bastablabla sui temi che ci stanno più a cuore”.

 

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-Deducibilità dell’Imu per le imprese

I laboratori artigiani, i negozi, i capannoni industriali di proprietà, utilizzati per lo svolgimento delle attività d’impresa, pagano la tassa comunale (IMU) come se fossero seconde case. È un tributo che può essere dedotto dal reddito d’impresa solo per il 20%. Sul restante 80% si pagano le tasse come se fosse reddito. È una tassa sulla tassa. Bisogna arrivare gradualmente alla deducibilità totale dell’Imu.
La completa attuazione del regime per cassa: no alle tasse sulle perdite

La scorsa Legge di Bilancio ha previsto che dal 2017 le imprese in contabilità semplificata paghino Irpef ed Irap solo sui redditi effettivamente incassati. Nel regime di cassa, però, non è consentito far transitare le perdite da un anno all’altro.

Per questo motivo oltre un milione di imprese sono costrette a rinunciare a questa opportunità e a subire i maggiori oneri amministrativi della contabilità ordinaria, per non pagare tasse sulle perdite. Bisogna consentire anche alle imprese personali il riporto delle perdite da un anno all’atro come ora avviene per le società di capitali.
La conferma dell’ecobonus al 65% su caldaie e serramenti

L’ecobonus si è dimostrato l’incentivo più efficace per il risparmio energetico, stimolando investimenti e occupazione. La legge di Bilancio prevede un taglio dal 65% al 50% dell’agevolazione per l’installazione di caldaie e infissi destinato a rallentare il percorso virtuoso che ha portato in questi anni a risultati importanti. È necessario mantenere la percentuale di detrazione al 65%.

 

-L’esenzione dell’Irap per le imprese minori
L’Irap è un’imposta regionale, introdotta nel 1998, che colpisce la ricchezza generata dall’organizzazione dall’impresa e distribuita a chi contribuisce a produrla: dipendenti, finanziatori, imprenditore. Nonostante le sentenze della Corte costituzionale e della Cassazione, che hanno sancito inequivocabilmente come artigiani e piccole imprese senza un’autonoma organizzazione dei fattori della produzione non debbano pagare l’Irap, continua a mancare un provvedimento di legge che li escluda definitivamente dall’applicazione, evitando gli attuali contenziosi. In attesa di arrivare alla definizione chiara di autonoma organizzazione è necessario portare l’esenzione Irap da 13.000 a 30.000 euro di valore annuo della produzione.

 

-La garanzia dell’entrata in vigore dell’iri dal 2018
L’Imposta sul reddito d’impresa (Iri) è un regime fiscale che consente anche alle ditte individuali o alle società di persone di pagare un’aliquota ridotta al 24% sui redditi che sono lasciati in azienda, come avviene per le società di capitali. La Legge di Bilancio ha rinviato la partenza dell’IRI da quest’anno all’anno prossimo.

Così facendo 250mila imprese, che avevano già impostato i bilanci e gli investimenti facendo affidamento sulle nuove norme, sono rimaste spiazzate e dovranno sostenere un aumento medio di pressione fiscale di 8mila euro. In totale circa 2 miliardi. Cna chiede di garantirne l’entrata in vigore dal 2018, consentendo alle imprese di optare per il nuovo tributo in via anticipata entro il 30 settembre 2018.

“Sono tutte correzioni importanti – conclude Corrarati – che ci attendiamo che Governo e Parlamento vogliano introdurre nel corso del prossimo passaggio della Camera dei Deputati”.