CNA – FITA TRENTINO ALTO ADIGE * CAMPAGNA #STOPDUMPING: IL GOVERNO BLOCCHI LA CONCORRENZA SLEALE EFFETTUATA DAI VETTORI STRANIERI

Trasporti, Cna Fita lancia la campagna #stopdumping Cavallaro: “Il Governo blocchi la concorrenza sleale effettuata dai vettori stranieri”. In Trentino Alto Adige dal 2009 al 2015 ha chiuso i battenti un’azienda su cinque.

#stopdumping è il nome della campagna avviata da Cna Fita, la categoria dell’autotrasporto della Cna, anche in Trentino Alto Adige.

Il comparto lancia l’allarme: “Il Governo e la politica – afferma Piero Cavallaro, referente della Cna Fita in Trentino Alto Adige – blocchino il tentativo di apertura indiscriminata dei vettori esteri nel territorio nazionale che praticano forme di concorrenza sleale nei confronti degli autotrasportatori italiani”.

I dati allarmanti forniti da Cna Fita, esaminati a novembre nella due giorni in cui è stato analizzato il settore del trasporto merci conto terzi, parlano chiaro: negli ultimi anni l’autotrasporto Italiano ha perso importanti quote di mercato per colpa di una concorrenza con la quale è impensabile poter competere.

Le imprese sono scese da 70.573 nel 2009 a 54.622 nel 2015 (-22,6%). In Trentino Alto Adige le aziende di trasporto sono calate da 1.347 nel 2009 a 1.077 nel 2015 (-20%).

A farne le spese le sono state soprattutto le Piccole e Medie Imprese Artigiane dell’autotrasporto che dal 2009 sono diminuite di 25.587 unità (fonte Movimprese – elaborazione dati Cna Fita).

Secondo i dati Eurostat la percentuale di cabotaggio in Italia è pari al 7%, ma la percezione della Cna Fita è di una sempre più marcata presenza di veicoli dell’Est Europa superiore al dato statistico europeo.

“Le imprese di autotrasporto italiane, e quelle del Trentino Alto Adige attive in particolare sull’asse del Brennero, che fino al 2008 avevano un ruolo in Europa – prosegue Piero Cavallaro – in quasi dieci anni hanno visto perdere competitività e capacità di aggredire il mercato del trasporto internazionale, assistendo anno dopo anno ad una vera e propria invasione di operatori che stanno occupando importanti spazi nel mercato nazionale attraverso forme di cabotaggio non sempre regolare.

In questi giorni si discutono a Bruxelles le sorti e il futuro delle imprese con le norme contenute nel pacchetto mobilità, è necessario che per la sopravvivenza delle imprese di un settore strategico come quello del trasporto e della logistica si adottino urgentemente misure in grado di arginare fenomeni distorsivi della concorrenza”.

“Non intervenire – conclude Cavallaro – vuol dire spostare l’autotrasporto Italiano nelle mani di altri, non possiamo competere con chi in nome della libera circolazione delle merci esegue trasporti con un costo del lavoro di 8 € all’ora, con costi di gestione generalmente più bassi e una tassazione favorevole”.