CIVETTINI * INTERROGAZIONE: “ITEA OLTRE 1.000 MOROSI, NEO POVERTÀ DI MOLTI RESIDENTI E CRESCENTE ‘BULLISMO’ DI MOLTI ‘NUOVI TRENTINI'”?

Dopo gli strilli che hanno evidenziato gli oltre 1.000 “morosi” negli alloggi Itea, emerge la chiarissima necessità di comprendere quali siano le cause di questa situazione perché noi crediamo fermamente – e di casi ne conosciamo abbastanza – che non sia vero trattarsi solamente di furbetti, quali normalmente vengono apostrofati.

O meglio, sicuramente vi saranno sicuramente delle situazioni delle quali dei furbetti approfittano, ma ci sono anche tanti casi di trentini che sono disperati. Noi abbiamo, infatti, sottoposto ripetutamente all’attenzione delle Istituzioni numerose situazioni che sono drammatiche.

L’ultima, in ordine di tempo, è quello di una signora – ragazza madre con dei figli – che, per motivi di salute ha perso il lavoro e dopo un paio di anni di peripezie all’interno dei vari ospedali per numerose patologie, si è vista recapitare una lettera di sfratto proprio per morosità, in questo caso non chiaramente originata da cattiva volontà bensì dall’impossibilità di onorare i propri impegni.

Di qui la necessità di comprendere se il fenomeno, residenti a trentini residenti sia un nuovo indicatore del disagio e della povertà che si impone per fatti legati alla crisi economica stagnante e quante invece siano le situazioni – e attraverso quali strumenti misurabili – riconducibili, ad esempio, ad un nutrito gruppo-non certo tutti- di “nuovi trentini”, per usare un eufemismo, che come già ripetutamente denunciato – abusano di un sistema di welfare della casa fregandosene letteralmente delle regole che vigono in una realtà sociale quale è quella trentina.

Proprio per questo crediamo sia opportuno entrare nei numeri di queste situazioni per capire quale sia il peso della disperazione dei trentini e quale sia, invece, quello dell’abuso dei furbetti del sistema, lo si ripete, del welfare.

Proprio per questo siamo a chiedere, visti i dati resi pubblici sulla morosità di realtà riconducibili a persone che vivono in Trentino e che a qualche titolo, hanno in utilizzo un appartamento Itea, quali siano le situazioni relative a trentini residenti da almeno cinque anni e in difficoltà e quali, invece, i casi riconducibili dai “nuovi trentini” con alle spalle tutta un’altra storia e situazione.

Inoltre chiedendo se vi sia uno studio approfondito su questi numeri, attraverso il quale intervenire per sostenere quelle situazioni legate a difficoltà reali, quei trentini in difficoltà, in piena soglia di povertà e come invece si intenda perseguire altre situazioni che parrebbero più da “bullismo profittatore” della disponibilità di uno stato di welfare generoso, che ha visto in ripetuti esempi, stranieri che avrebbero addirittura sub-affittato l’alloggio Itea.

 

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Tutto ciò premesso Il sottoscritto Consigliere interroga Il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

 

• Quante e quali siano – visti i dati resi pubblici sulla morosità di realtà riconducibili a persone che vivono in Trentino e che a qualche titolo, hanno in utilizzo un appartamento Itea – le situazioni di inadempienze e morosità, relative a trentini residenti da almeno cinque anni;

• Quante e quali siano – sempre con riferimento ai casi di morosità – le situazioni riconducibili ai cosiddetti “nuovi trentini” con alle spalle tutta un’altra storia e situazione, rispetto ai nati qui o ai residenti nella provincia da almeno cinque anni;

• Se vi sia la conoscenza di quali siano le cause dell’aumento, certificato dagli ultimi dati, degli inquilini Itea in morosità e se, in relazione alla morosità o inadempienze di residenti in Trentino da almeno 5 anni, si imponga un nuovo misuratore dell’indice di povertà delle Famiglie che, per vivere, non riescono ad onorare gli impegni della pigione e delle spese con Itea spa;

• Se non ritenga, invece grave, l’accertato fenomeno di inadempienze generate da una sorta di “bullismo profittatore” verso la disponibilità di uno stato di welfare generoso in tema
abitativo, che ha visto in ripetuti esempi, stranieri che avrebbero addirittura sub-affittato l’alloggio Itea o non onorato i versamenti, nella certezza dell’impunità;

• Quanti siano gli sfratti esecutivi per morosità accertata, quanti relativi a Famiglie trentine in piena difficoltà economica e quante nei confronti di stranieri neo residenti;

• Quanti siano invece gli interventi di Comuni, Comunità di Valle o altri organi pubblici che pagano puntualmente affitti, bollette dei consumi e altro, a neo residenti da meno di 5 anni.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

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Cons. Claudio Civettini