Civettini – INTERROGAZIONE * EX MANGIMIFICIO SAV DI SANT’ILARIO: “SI ABBATTA UN OBBROBRIO EDILIZIO, ROVERETO MERITA ATTENZIONE”

L’ex mangimificio di Sant’Ilario ha avuto una storia che ormai è fin troppo lunga e già una decina di anni fa si parlava addirittura dell’ipotesi che Itea dovesse realizzare un insieme di alloggi che peraltro sono stati contestati proprio per l’assurda allocazione che vedeva l’eventuale edificazione, su un budello di strada e sull’entrata di Rovereto, rendendo la viabilità esistente, ancora più problematica di quanto sia già nella zona di Sant’Ilario.

Una ipotesi assurda, poi cassata, poiché la storia recente, ci ha raccontato che Itea, come dichiarato dall’allora presidente nel 2014, non aveva più le disponibilità sufficienti, con la stampa che titolava: “Itea senza soldi: l’ex Sav resta com’è”.

Bene, oggi siamo nel 2017 e non solo la situazione circa la fatiscenza dell’immobile ma anche della viabilità in entrata a Rovereto, risultano ancora tali, mentre, nel frattempo, si è dato corpo ad una rotonda anomala, dove, per la transitabilità dei mezzi pesanti, si è dovuto ricorrere ad una tardiva correzione, espropriando una parte del giardino antistante una storica struttura alberghiera.

Scelte, che hanno penalizzato la transitabilità, rendendo decisamente inadeguata, la porta a nord di Rovereto, ma dove-soprattutto-non si sono portate soluzioni viabilistiche in grado di rispondere alle esigenze di Sant’Ilario, vero e proprio tappo del traffico in entrata e in uscita a nord della città.

Di qui la proposta – che non è certo una novità, ma la via concreta per addivenire alla decisione – che è quella, inevitabile, di chiedere che l’ex mangimificio venga catalogato tra gli immobili che devono essere abbattuti, mettendoli e dandoli in disposizione al Comune di Rovereto

L’ex mangimificio di Sant’Ilario ha avuto una storia che ormai è fin troppo lunga e già una decina di anni fa si parlava addirittura dell’ipotesi che Itea dovesse realizzare un insieme di alloggi che peraltro sono stati contestati proprio per l’assurda allocazione che vedeva l’eventuale edificazione, su un budello di strada e sull’entrata di Rovereto, rendendo la viabilità esistente, ancora più problematica di quanto sia già nella zona di Sant’Ilario.
Una ipotesi assurda, poi cassata, poiché la storia recente, ci ha raccontato che Itea, come dichiarato dall’allora presidente nel 2014, non aveva più le disponibilità sufficienti, con la stampa che titolava:

“Itea senza soldi: l’ex Sav resta com’è”.
Bene, oggi siamo nel 2017 e non solo la situazione circa la fatiscenza dell’immobile ma anche della viabilità in entrata a Rovereto, risultano ancora tali, mentre, nel frattempo, si è dato corpo ad una rotonda anomala, dove, per la transitabilità dei mezzi pesanti, si è dovuto ricorrere ad una tardiva correzione, espropriando una parte del giardino antistante una storica struttura alberghiera.

Scelte, che hanno penalizzato la transitabilità, rendendo decisamente inadeguata, la porta a nord di Rovereto, ma dove-soprattutto-non si sono portate soluzioni viabilistiche in grado di rispondere alle esigenze di Sant’Ilario, vero e proprio tappo del traffico in entrata e in uscita a nord della città.
Di qui la proposta – che non è certo una novità, ma la via concreta per addivenire alla decisione – che è quella, inevitabile, di chiedere che l’ex mangimificio venga catalogato tra gli immobili che devono essere abbattuti, mettendoli e dandoli in disposizione al Comune di Rovereto

perché, insieme, alla Provincia e a Itea, possa poi pianificare un percorso di adattamento di quella entrata, visto e considerato peraltro che nelle vicinanze vi è, oltre che un’attività alberghiera, anche un’importante scuola, l’istituto Marconi, ragion per cui una simile scelta creerebbe una normalizzazione di quella viabilità, tanto predicata, tanto attesa , dove però per decenni è resistito l’immobilismo più totale, condito da una indifferenza istituzionale .

Perciò si chiede se sia ragionevole valutare con Itea la possibilità di abbattere come scelta politica l’area dell’mangimificio Sav di Sant’Ilario ed eventualmente rendere disponibili per Itea quei volumi affinché possa, appena ragionevolmente possibile, rinvestire in altra zona ottenendo così la possibilità di avere nuovi alloggi, con allocazioni più consone al contesto generale.

 

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Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

 

-Se si ritenga ragionevole, alla luce di quanto esposto in premessa, valutare con Itea la possibilità di abbattere, come scelta politica l’area dell’ex mangimificio Sav di Sant’Ilario rendendo eventualmente disponibili per Itea, quei volumi affinché possa, appena ragionevolmente possibile, rinvestire in altra zona ottenendo così la possibilità di avere nuovi alloggi, con allocazioni più consone al contesto generale;

-Se si condivida uno scenario di questo tipo, in considerazione anche dei trascorsi – fatti di progetti annunciati ma mai realizzati – che hanno interessato l’immobile in questione e che, nel concreto, hanno paralizzato per decenni, scelte urbanistiche e viabilistiche nell’importante snodo di Sant’Ilario, nella zona a nord della città;

-Se si intenda concertare con l’Amministrazione comunale e con Itea Spa, un piano preciso di abbattimento e recupero ambientale della zona, con adeguati eventuali finanziamenti che trovano ragione, proprio per l’adeguamento di una viabilità provinciale, che andrebbe a sanare, nella zona specifica, un vuoto operativo che dura da decenni e che riguarderebbe anche lo snodo che porta all’entrata del casello autostradale A 22 di Rovereto Nord.

 

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

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Cons. Claudio Civettini