CIVETTINI * BASSO SARCA E PERGINE: SISTEMI DELLA RIABILITAZIONE, SPECIALIZZAZIONI E OPPORTUNITÀ MESSI IN CRISI DALLE SCELTE POLITICHE

Basso Sarca e Pergine sistemi della riabilitazione, specializzazioni e opportunità messi in crisi dalle scelte politiche. Assessore “offeso” da una interrogazione, ma la vera offesa sono i tagli indiscriminati contro i territori.

Prendiamo atto dell’inconcludente risposta assessorile alla Interrogazione n. 4897/XV, che riguardava i percorsi della riabilitazione che in modo particolare penalizzano, per scelta ideologica, la specificità del Basso Sarca. Per quanto riguarda i numeri contenuti nella risposta, essi sarebbero frutto semplicemente di alchimie politiche basate su dati statistici che poi, nei fatti, non rispecchierebbero l’orientamento reale della situazione.

Per quanto riguarda la prima parte della risposta in questione, laddove si parla di «toni offensivi per le istituzioni» con riferimento alla nostra presa di posizione sulla Deliberazione giuntale n. 1117/XV, credo che se qualcosa di realmente offensivo vi sia, siano le scelte politiche in temi di punti nascita, di promesse mancate, di adeguamenti del Pronto Soccorso e della mancanza di una politica sanitaria che rincorre ideologicamente i percorsi riabilitativi penalizzandoli in modo inaccettabile.

Scelte che hanno toccato la «Busa», ma anche Cavalese e tutti i territori, per quanto riguarda – ad esempio – il servizio di Guardia medica, tagliato, centralizzato e non sostituito da servizi concreti, come quanto successo, ad esempio, nella vituperata valle di Ledro. Tutto ciò con la grave colpa politica di aver messo i territori, le valli, in una impari lotta fra centri urbani e periferie, così contribuendo allo spopolamento, allo svilimento territoriale e alla svalutazione stessa dei luoghi.

Uno scenario determinato da scelte politiche riguardanti esclusivamente tagli alla spesa pubblica, per quanto riguarda la sanità. Ebbene, noi crediamo che per non offendere i cittadini sarebbe ora e tempo di tagliare burocrazia e burocrati, essi sì responsabili ideologici di costi e scelte offensive, in favore di percorsi sanitari seri, coerenti e condivisivi ma soprattutto rispettosi di quei territori troppo spesso, finora, sprezzantemente considerati null’altro che «periferie».

 

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Consiglire Claudio Civettini