CIVETTINI – AUTONOMIA DINAMICA * RIFORMA MEPAT: ” UNO DEI PRIMI IMPEGNI SARÀ QUELLO DI BILANCIARE L’OFFERTA ECONOMICAMENTE PIÙ VANTAGGIOSA CON LA QUALITÀ DEL SERVIZIO ANNESSO “

MePat è la versione locale del Mercato elettronico della pubblica amministrazione, quello in cui tutti coloro che vogliono intrattenere contatti commerciali con la pubblica amministrazione sono tenuti ad iscriversi e a presentare le proprie offerte di fornitura di beni e servizi. E gli enti pubblici che abbisognano di un determinato prodotto e/o servizio prima devono tassativamente interfacciarsi con le offerte del mercato elettronico e solo dopo fare altrimenti se non riescono a soddisfare esigenze specifiche.

In Trentino al MePat può iscriversi chiunque e offrire qual si voglia bene e/o servizio. Se ciò è un bene per la concorrenza e la pluralità dell’offerta, è un male se non si prevedono il possesso di determinati criteri per potere operare, criteri senza i quali le amministrazioni locali trentine sono spesso in difficoltà, specie se si tratta di prestazioni che riguardano la fornitura di beni con annesso servizio di manutenzione.

Tra i criteri che l’attuale superficiale legislatore non ha previsto vi rientra sicuramente quello di avere una sede locale in provincia, oltre a conoscere la realtà locale e, magari, anche il dialetto locale.

Di fatto, il MePat è un landa dove i più furbi fanno scorrerie, mentre i più fessi si trovano a che fare con offerte forse economicamente più vantaggiose, ma di scarsa efficacia sul lato dei servizi connessi. Per non dire del fatto che sul MePat che privilegia l’offerta economicamente più vantaggiosa, vincono i grandi gruppi che con le economie di scala che riescono a produrre sopravanzano costantemente le piccole attività, finendo con lo strozzare economicamente per mancanza di ordini e di acquisti le aziende di prossimità, costrette a chiudere, con la conseguente desertificazione della montagna trentina. Per non dire della perdita di quel gettito fiscale che alimenta l’erario dell’Autonomia speciale.

Uno dei primi impegni per la nuova maggioranza sarà riformare il MePat, bilanciando l’offerta economicamente più vantaggiosa con la qualità del servizio annesso, prevedendo per tutti i fornitori iscritti il requisito indispensabile di avere almeno una sede operativa nel territorio provinciale e la conoscenza del dialetto locale per tutti gli operatori chiamati a svolgere servizio d’installazione e/o assistenza presso il cliente.

Non sarà più possibile che un comune dell’alta Valle di Sole o della Val di Fassa abbia a che fare con fornitori del profondo Sud Italia, che una volta venduto il prodotto latitano sull’assistenza e sulla manutenzione, mandando in crisi l’acquirente che non può contare su un servizio di assistenza puntuale e tempestivo. Inoltre, altro requisito fondamentale del nuovo MePat sarà privilegiare le forniture correnti in ambito locale, dando la priorità prima all’azienda con sede nel territorio della Comunità di valle dell’amministrazione richiedente, per poi allargarsi a quella delle Comunità confinanti, poi all’intero territorio provinciale e solo dopo a quelle con sede nelle regioni confinanti con il Trentino.

 

Cons. Claudio Civettini

Candidato Autonomia Dinamica