CIVETTINI * APSP BENEDETTI E GESTIONE PASTI PER GLI ANZIANI OSPITI: QUALI I CONTROLLI QUALITATIVI E QUALI LE RISPOSTE AI FAMILIARI?

Interrogazione. Fin troppo spesso il mondo dell’assistenza agli anziani è stato oggetto di sperimentazioni non sempre mirare alla soddisfazione dell’utente ma all’obbiettivo del risparmio

Qui serve chiarezza!

È risaputo come il mondo degli anziani e dei servizi alle persone in genere, siano, da una parte un grosso costo sociale, dall’altra, un’arena dove le amministrazioni pubbliche si cimentano in sistemi che puntino a razionalizzare e ridurre la spesa, qualche volta dimenticandosi che, a rimetterci è la qualità dei servizi erogati.

Un costo sociale, cui le Famiglie compartecipano in base al reddito o contribuiscono attraverso le tasse, a pagare, poiché le risorse pubbliche stanziate, sono proprio il frutto di queste ultime.

Tutto quanto segue-sia chiaro-è richiesto in termini di gestione e di scelte strategiche volute e impartite, non certo come critica o altro, nei confronti degli operatori e operatrici tutti, che con grande dedizione e professionalità, si arrabattano per attuare piani di servizi, spesso al limite della loro possibilità, visto l’alto e stringenti carichi di lavoro cui gli addetti/e sono sottoposti e che rendono con tanta passione e disponibilità.

Ora, detto ciò, quello che sarebbe successo all’ Apsp “Benedetti” a Mori, potrebbe essere inquadrato proprio in questa fattispecie, se è vero come asseriscono i familiari degli ospiti della Casa di Riposo, passando dal servizio di refettorio al servizio ai piani per la distribuzione delle vivande, si sarebbe perso in qualità e in socialità e di questo, gli stessi familiari, lamentano che non vi sarebbe stato-come promesso-il promesso punto valutativo sulla situazione, visto che dette famiglie, ritengono fallimentare, la sperimentazione adottata.

Ciò detto, oltre a dimostrare-se la circostanza dovesse essere confermata-il fallimento di una gestione partecipata alla conduzione della Casa stessa, emergerebbe un piano che punterebbe a risparmiare su un servizio –quello dei pasti-che sarebbe visto come un centro di costo, se trattato in modo familiare e collettivo ma di più, va acclarato, quale sia il sistema di confezionamento dei vassoi oggi distribuiti e se la preparazione sia in loco o remota, visto le vicende che hanno reso protagonisti la casa dei riposo stessa, negli anni scorsi, sul tema cuochi e gestione cucina.

Tutto ciò detto, ci parrebbe opportuno investire le Autorità provinciali sul tema, non tanto per interferire sulle competenze gestionali della APSP “Benedetti” di Mori, quanto per capire quali siano i problemi evidenziati dai familiari e parenti degli ospiti, quali i metodi attuativi di una riorganizzazione nella gestione dei pasti che a dir loro “sarebbe fallimentare”, affinché l’Assessore possa sentire le parti, ma soprattutto trovare soluzioni che siano di vantaggio qualitativo per il servizio erogato,ancorprima che per le casse della gestione stessa.

 

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Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere interroga Il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

 

  • Se, vista la segnalazione dei familiari della Apsp “Benedetti” di Mori, si siano attivati confronti sul tema sollevato che sarebbe la “situazione fallimentare” della riorganizzazione della distribuzione pasti agli ospiti e nel caso, quali siano i riscontri evidenziati tra le parti;
  • Quale sia il sistema organizzativo che la Casa di riposo di Mori abbia adottato per la procedura di confezionamento dei pasti e attraverso quale strutturazione o scelta, è garantito il servizio stesso, ma soprattutto, cosa sia cambiato nella sostanza qualitativa tra la distribuzione in refettorio del pasto e quello ai piani;
  • Se la scelta riorganizzativa, in termini di gestione, sia stata mirata per una gestione al risparmio del servizio e quali siano, in ogni modo, le ragioni all’origine della stessa, visto che la gestione collettiva, oltre alla socializzazione, portava verosimilmente anche al reciproco controllo di quegli ospiti che devono essere assistiti durante l’assunzione del pasto stesso;
  • Se nella gestione della struttura, vi siano contribuzioni o partecipazioni provinciali, a qualsiasi titolo erogate e nel caso, a quanto ammontino dal 2013per ogni anno, ad oggi;

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

Claudio Civettini

Civica Trentina