CISL MEDICI – TRENTINO * MANCANZA PERSONALE MEDICO NEI PRONTO SOCCORSO: ” LA PROVINCIA DI TRENTO IMPOVERISCE LA QUALITÀ DEL NOSTRO TERRITORIO ED IL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO “

In riferimento alle notizie apparse oggi sui quotidiani locali, riferenti la mancanza di personale medico nei pronto soccorso trentini per 12 mila ore lavorative all’anno, ci corre l’obbligo segnalare che, secondo l’art.92 Acn 2005, in ogni regione comprese le due province autonome, andavano e devono essere assegnati e/o retribuiti tutt’ora i posti vacanti e non vacanti degli organici in dotazione ai servizi di emergenza sanitaria territoriale, con idoneità all’attività anche sui mezzi di soccorso.

Ciò che è stato controfirmato da Rossi nell’accordo provinciale del 2013, ma mai messo in pratica, unicum nel firmamento nazionale, dalla Provincia autonoma di Trento, ad oggi lo riteniamo una bizzarra forma di autolesionismo, in riferimento a quanto sta accadendo.

Passi la forma non giuridicamente corretta compiuta sul nostro contratto di lavoro, ma se, come strumentalmente e pervicacemente portato a compimento negli anni, il sistema trentino non prevede tutt’ora la formazione obbligatoria per diplomare provincialmente queste figure fondamentali oggi nei Pronto soccorso periferici (ai sensi anche del nuovo art.91,comma 22), si può comunque bandire concorsi pubblici con trasferimento dalle altre regioni, dove tale figura è in esubero rispetto alle necessità locali.

Invece la Provincia Autonoma di Trento, carente di programmazione in previsione della mancanza di professionisti ospedalieri che appare oggi eclatante, dichiara di cercare liberi professionisti che verranno retribuiti fino a 67,16 euro l’ora, quanto l’accordo nazionale e provinciale della categoria convenzionata prevede un esborso di parte pubblica di soli 22,90 euro per ora lavorata per medici fidelizzati al territorio a tempo indeterminato o determinato.

Ecco un esempio di come impoverire di qualità, al contrario, il nostro territorio, il servizio sanitario pubblico ai nostri cittadini, la fidelizzazione dei nostri professionisti al sistema trentino, aumentando i costi immotivatamente.

Congetture che passiamo tranquillamente alla Corte dei Conti.

 

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Dottor Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino