PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

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Negli ultimi tempi assistendo alle vicende che riguardano Trentino Digitale, risultano abbastanza riconoscibili gli «effetti collaterali» del conflitto in atto tra i poteri politici e i vertici della Società. Tra la Giunta provinciale e il board di Trentino Digitale è ormai spaccatura totale. La Giunta ha manifestato in modo molto chiaro la mancanza di fiducia nella dirigenza della Società, rivendicando, secondo la migliore pratica di spoil system, il diritto ad designare propri affiliati alla dirigenza della Società di cui la Provincia detiene la maggior parte delle quote societarie; il Consiglio di Amministrazione dopo essersi comunque messo a disposizione per fornire i chiarimenti e le delucidazioni richieste in merito alle critiche sollevate ha deciso di dimettersi.

Ora, fin qui ciò che sta accadendo rimane abbastanza in linea con una normale controversia che può verificarsi in una qualsiasi realtà produttiva in cui le parti siano portatrici di interessi diversi o vi sia comunque una divergenza di idee in merito alle strategie. Ciò che però si tende a non considerare, sono proprio gli “effetti collaterali” di cui sopra.

Non si ravvisa alcun tipo di considerazione o di forma di tutela di ciò che costituisce veramente il capitale da difendere e da promuovere della Società, costituito, è bene ricordarlo, dal capitale umano; inteso come l’insieme di competenze e di professionalità che sono sempre state a disposizione del sistema pubblico. Un capitale costituito da 317 dipendenti, i quali garantiscono il mantenimento di altrettante famiglie e per i quali non si riconosce alcuna attenzione alla tutela del loro lavoro.

E’ per questo che la Fim del Trentino ora decide di esternare la propria posizione, denunciando la forte preoccupazione derivante dalle vicende di cui sopra, in particolare, dal totale disinteresse delle parti in conflitto, in merito alle sorti dei lavoratori della società.

In un momento così delicato in cui la proprietà e i vertici della Società dovrebbero concentrarsi a definire un piano strategico di intervento per fare proseguire le attività e garantire alla pubblica amministrazione -e quindi ai cittadini- i servizi di cui si sente sempre maggiore la necessità nella realtà si è arrivati ad una situazione che prevede il blocco dei finanziamenti ai progetti in corso, il blocco delle assunzioni (peraltro è stato imposto esclusivamente per Trentino Digitale a differenza di quanto disposto per le altre società “partecipate” della Provincia), che induce ad uno stato di paralisi della produttività aziendale; ciò purtroppo ben si presta a canalizzare eventuali critiche e perplessità sulle capacità che quest’azienda è, invece, certamente in grado di esprimere. La conseguenza più ovvia di tutto ciò è un indebolimento della posizione dei lavoratori.

A ciò si aggiunge la difficoltà generata dal rinnovo della rappresentanza sindacale che ha visto il configurarsi di un allontanamento di posizioni tra Fim, Fiom e Uilm (new entry grazie alla fusione avvenuta tra Trentino Network e Informatica Trentina) in merito all’opportunità di accogliere la presentazione di una lista di una nuova sigla sindacale che non è rappresentativa del settore e che cerca per volontà politica, di entrare per, verosimilmente, sostenere future scelte di riorganizzazione.

Tutti questi argomenti sono motivo di forte attenzione, di necessaria vigilanza e sostegno ai lavoratori da parte di Fim Trentino. Lavoratori i quali si trovano ad operare in un contesto di assoluta incertezza e totale trascuratezza da parte di chi ha la responsabilità di entrare nelle problematiche di merito -e non di convenienza politica- esprimendo un mandato chiaro che consenta al management di impostare al più presto le linee guida necessarie a garantire l’efficacia e l’efficienza di un asset così importante e strategico per tutta la società trentina.

Pertanto ci auguriamo ed auspichiamo di essere convocati al più presto come organizzazione/i sindacale/i dalla Giunta provinciale per condividere una soluzione che garantisca il lavoro di tutti gli attuali dipendenti dell’azienda e dia le indicazioni per i futuri sviluppi che vedranno necessariamente impiegate nuove risorse.