CINFORMI * ” MIGRANTES 2″ : STUDENTI UNIVERSITARI E MIGRANTI INSIEME AL TEATRO DI GARDOLO (TN), LE EMOZIONI DEI RICHIEDENTI ASILO SUL PALCO

Studenti universitari e migranti insieme al Teatro di Gardolo. “Migrantes 2”, le emozioni dei richiedenti asilo sul palco.

Successo, dopo il “tutto esaurito” dello scorso anno, per “Migrantes”, spettacolo conclusivo del laboratorio teatrale interculturale nato dalla sinergia tra Cinformi ed Equipe Teatro della Cooperativa Sociale Progetto 92. “Migrantes 2”, frutto di un percorso avviato a Trento a fine ottobre 2017, è andato in scena venerdì scorso al Teatro di Gardolo.

Il laboratorio teatrale è stato realizzato con il coinvolgimento di quaranta partecipanti fra richiedenti asilo, migranti “tutor” alla seconda esperienza e giovani studenti volontari del progetto “SuXr” dell’Università di Trento.

Tutti i partecipanti si sono messi in gioco con grande motivazione, dimostrando fin dall’inizio del percorso come le differenze linguistiche, culturali e religiose possano costituire non necessariamente barriere, bensì fonti di arricchimento reciproco.

Lo scopo del laboratorio teatrale interculturale era proporre, nell’ambito delle molteplici attività di formazione e inclusione offerte dal progetto di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale coordinato dalla Provincia autonoma di Trento, una nuova esperienza che permettesse ai partecipanti di relazionarsi interculturalmente tramite la facilitazione di una metodologia come quella teatrale, quindi non necessariamente verbale.

Dopo una prima fase laboratoriale sviluppata puntando in particolar modo sulla dinamica interculturale di gruppo e sull’espressione corporea, pur senza tralasciare quella vocale, da gennaio si è lavorato tramite il montaggio di improvvisazioni sulle tematiche fondanti del percorso: dalle necessità di vita che hanno spinto i richiedenti asilo a partire dal proprio paese abbandonando i propri affetti tramite viaggi fisicamente ed emozionalmente provanti, passando per l’analisi “teatrale” dei vissuti dell’accoglienza, aprendo uno sguardo sui diversi futuri di vita sperati.

Il risultato scenico è stato intrecciato con quanto prodotto in due workshop che hanno permesso agli stessi partecipanti di rielaborare questi temi anche tramite la danza tradizionale e la creazione rap contemporanea, con la guida dei professionisti Samba Sagna e Nana Motobi.