CIA * OMISSIONI E OCCULTAMENTI SULLE OPERAZIONI CONSEGUENTI ALL’INCIDENTE DELL’ELICOTTERO AW139 PRECIPITATO IN VAL NAMBINO: PERCHÉ?

Omissioni e occultamenti sulle operazioni conseguenti all’incidente dell’elicottero AW139 precipitato in val Nambino: perché? Interrogazione provinciale.

 

 

Recentemente sono venuto a conoscenza dei sorprendenti contenuti, finora a quanto pare noti solo a una ristrettissima cerchia di persone, della relazione del funzionario di guardia, pi. Mario Borzaga, (Servizio Antincendi e Protezione Civile – Corpo permanente Provinciale Vigili del Fuoco – Ufficio Operativo Interventistico) datata 7 marzo 2017, avente per oggetto: “Annotazione sull’incidente dell’AW139 verificatosi alle ore 13.18 circa dd 05/03/2017 sul Monte Nambino a Madonna di Campiglio”. In essa si riportano le “annotazioni significative dell’attività svolta dalla Centrale 115” inerente l’incidente in oggetto, fortunatamente senza alcuna vittima. Dalla lettura dell’analisi dell’evento ora per ora, minuto per minuto, appare in maniera tanto limpida, quanto sconcertante, come la Pat abbia scientemente nascosto all’opinione pubblica la reale dinamica degli eventi avvenuti in quella giornata.

La relazione di cui sopra, con riferimento ai soccorsi conseguenti all’incidente dell’AW139 I-TNCC, annota tre gravi criticità, spiegandole con queste testuali parole:

«1. Nella fase successiva all’incidente del I-TNCC il personale del Nucleo Elicotteri ha inspiegabilmente omesso le dovute comunicazioni alla Centrale 115 ed alla Torre di controllo dell’aeroporto, promuovendo azioni e comportamenti autonomi che danno evidenza, almeno inizialmente, ad un tentativo di nascondere o limitare le conseguenze dell’evento.

2. Di fronte ad un incidente aereo, con persone coinvolte in ambiente ostile ed apparecchi in condizioni di potenziale pericolo, non si spiega la scelta di utilizzare l’elicottero I-TNLD, unico mezzo di trasferimento aereo disponibile in aeroporto, per effettuare un precipitoso tentativo di sopralluogo con personale privo di qualsiasi strumento di soccorso, finanche degli essenziali Dpi per affrontare uno scenario tanto complesso. […]

3. È oltremodo evidente la necessità di definire le condizioni della presenza di Ferrari Fulgido sul I-TNCC intervenuto per la valanga sul monte Nambino. Per tutto il pomeriggio del 5 marzo, nelle fasi successive all’incidente, si è fatto riferimento alla presenza del pilota Giacomoni Andrea, con un equipaggio di 5 persone […]. Della presenza di Ferrari Fulgido in qualità di “copilota” si è avuta notizia solo dalle cronache locali in serata. Solo a seguito specifico riscontro, il C.sq. Merz Alessandro ha confermato che Ferrari Fulgido (operaio Nucleo Elicotteri) è salito a bordo dell’elicottero, al posto del secondo pilota, nel corso delle operazioni di rifornimento effettuate dal I-TNCC all’Aeroporto Caproni prima di partire per l‘intervento di soccorso».

Dal documento sopracitato emerge fin troppo evidentemente la prassi, diffusa su più livelli, di nascondere la verità inerente l’incidente ed il soccorso dei feriti, probabilmente con la speranza di riuscire ad occultare quanto più possibile, forse con la volontà istintiva di non inficiare l’immagine di efficienza del Nucleo Elicotteri della Pat, ritenuto l’eccellenza e perno del soccorso di emergenza primaria del servizio sanitario trentino. È ormai evidente che viviamo in una Provincia in cui si nasconde la verità, sostituita con bugie che si diffondono alla luce del sole per confondere la realtà; una volta che queste bugie si stratificano creano un castello di carte talmente grande che non si riesce più a comprendere cosa è vero e cos’è falso.

Perché tentare di insabbiare un’incidente che avrebbe potuto rivelarsi ben più drammatico? Perché non riconoscere le difficoltà organizzative emerse in seguito all’intervento? Dopotutto le lacune dimostrate, avrebbero potuto costituire una base per il miglioramento continuo del servizio stesso, nell’interesse primario degli operatori stessi.

Invece la Provincia ha volutamente proseguito con l’occultamento della verità, anche di fronte alle verifiche dell’Enac, l’autorità italiana di regolamentazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione civile, che in un’ulteriore documento (anche questo tenuto nascosto all’opinione pubblica) comunica “l’avvio del procedimento di limitazioni delle operazioni di volo” per criticità tanto rilevanti da essere classificate di livello 1. «Dalle verifiche condotte – scrive l’Enac al Nucleo Elicotteri della Pat – è emersa una sensibile carenza di supervisione e controllo sullo svolgimento delle operazioni all’interno dell’organizzazione. In particolare le missioni di elisoccorso risultano eseguite in difformità alle procedure condotte nel Manuale delle Operazioni, il cui rispetto è vincolante per la validità della certificazione Coa. […] Risultano peraltro verificarsi deviazioni dagli standard normativi per la sicurezza delle operazioni…».

Eppure, di fronte alla gravità dei rilievi dell’Enac, la Provincia sceglie di proseguire nel diffondere e nel crearsi una realtà parallela, arrivando a giustificare il recente cambio al vertice del Nucleo Elicotteri raccontando, tramite comunicato stampa ufficiale, che «La complessità e l’articolazione del servizio reso alla comunità trentina, cresciuta notevolmente nel corso del tempo, con oltre 3.000 voli all’anno, rende necessario un aggiornamento del modello organizzativo, che permetta di confermare e migliorare i già notevoli standard qualitativi». Quindi il cambio di vertice non sarebbe stato la conseguenza delle criticità rilevate dall’Enac nell’organizzazione, e tali da mettere addirittura a rischio la possibilità di volare, bensì per confermare e migliorare “i già notevoli standard qualitativi”. Una narrazione del tutto creativa, per non dire mistificatoria e irrispettosa di chiunque sia stato portato a darvi credito.

È forse superfluo precisare che di tutto questo non si imputa alcunché a piloti e membri del Nucleo Elicotteri, la cui unica missione, peraltro sempre svolta con encomiabile dedizione, è quella di salvare vite e garantire un pronto intervento in casi di emergenza; certo che alla luce dei documenti ufficiali che danno il quadro completo della vicenda, finora tenuti il più possibile nascosti, non si può non chiedere conto ai vertici e alla politica provinciale per il percorso deliberatamente intrapreso di occultare ai cittadini trentini prima le omissioni e le gravi inadempienze all’interno dell’organizzazione, poi scegliendo di occultare i veri motivi che hanno portato alla riorganizzazione interna del Nucleo Elicotteri.

 

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Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta Rossi per sapere:

L’Assessore competente e il Presidente della Giunta provinciale erano a conoscenza del documento?

Della relazione del Servizio Antincendi e Protezione Civile di cui sopra è stata informata Procura della Repubblica, Ansv ed Enac?

In caso di risposta negativa, per quale motivo e chi ha scelto di non trasmettere tale documento agli organi sopra citati?

Se in quanto descritto nella relazione del Servizio Antincendi e Protezione Civile di cui sopra si configurano difformità dei requisiti previsti o inadempienze ai regolamenti applicabili, tali da indurre l’Enac alla sospensione o revoca del Coa (Certificato di Operatore Aereo). Come mai l’operatore 118 comunica all’elicottero I-TNBB di “contattare urgentemente via cavo la Centrale 118”? A che titolo l’operatore del 118, contattando la centrale 115, raccomanda che “questa notizia deve rimanere intanto qui”? È questa la procedura usuale?

Quanti elicotteri e di che tipo erano a disposizione del Nucleo Elicotteri Pat il 5 marzo 2017?

È da ritenersi fatto grave l’aver utilizzato l’unico altro elicottero di soccorso al momento disponibile, I-Tnld, con la presenza a bordo di “personale privo di qualsiasi strumento di soccorso, finanche degli essenziali dispositivi di protezione individuali (Dpi) per affrontare uno scenario tanto complesso” per effettuare un precipitoso tentativo di sopralluogo? Quale ruolo e funzione aveva il personale imbarcato privo di qualsiasi strumento di soccorso ed altro?

Sulla base di quali informazioni e a che titolo il pilota dell’elicottero I-Tnld, al momento del decollo, riferisce che “la squadra Saf non serve”, recandosi però a recuperare a Vezzano “in prossimità dell’abitazione” il responsabile tecnico? Si è consapevoli che tali scelte hanno comportato che la squadra Saf, attivata alle 13:27, è potuta salire su un elicottero solo alle 15:21 per raggiungere Madonna di Campiglio alle ore 15:38 (cioè 2 ore e 11 minuti dopo l’attivazione della squadra, 2 ore e 20 minuti dall’incidente) con lo stesso elicottero I-Tnld appena rientrato e parte della squadra abbia raggiunto il posto con mezzi propri. Che operazioni di soccorso sono state svolte dalla squadra Saf una volta giunta sul luogo dell’incidente? È ipotizzabile che la squadra Saf sia arrivata a Madonna di Campiglio quando le operazioni di recupero dei superstiti erano già avvenute?

Perché la centrare 115 è risultata “nell’impossibilità di avere un contatto con la sede del Nucleo Elicotteri”?

Come si giustifica che la torre di controllo dell’Aeroporto Caproni sia venuta a conoscenza dell’incidente quasi per caso ad ore 13:41, ovvero ben 23 minuti dopo l’incidente, solo dopo segnalazione della centrale 115 dichiarando “di non saper nulla di quanto in atto”?

Se è normale che il Funzionario Ansv apprenda solo ad ore 14:00 (oltre 40 minuti dopo l’incidente) attraverso comunicazione della Centrale 115, “di avere appena appreso la prima notizia”. È questa la procedura prevista in caso di incidente di aeromobile?

Perché l’elicottero I-TNCC, incidentato per la caduta, trasportava un operaio del Nucleo Elicotteri “salito a bordo dell’elicottero, al posto del secondo pilota”? Quale ruolo rivestiva l’operaio del Nucleo Elicotteri a bordo dell’elicottero caduto?

È possibile ipotizzare che la stessa persona sia stata fuori servizio al momento della partenza dell’elicottero di soccorso e quindi presente a bordo in modo anomalo rispetto alla normativa di volo?

Dalla relazione del Servizio Antincendi e Protezione Civile di cui sopra, si evince infatti che ad ore 17:08, la Centrale 115 riferisce alla Stazione Carabinieri di Madonna di Campiglio i nominativi delle persone a bordo del I-TNCC non comunicando il nominativo di F.F. “perché la sua presenza a bordo del I-TNCC non è nota alla Centrale 115 ed alla Centrale 118, fino a notizie di stampa apprese dai notiziari della sera”.

Se quanto riportato nella relazione del Servizio Antincendi e Protezione Civile di cui sopra e finora occultato, influisce sulle valutazioni da parte della compagnia di assicurazione che dovrebbe definire il danno rimborsabile in seguito all’incidente del 5 marzo 2017.

Perché la Pat ha volutamente nascosto quanto realmente accaduto nell’iter gestionale del soccorso dell’elicottero in val Nambino?

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

 

 

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Claudio Cia

Agire per il Trentino

 

 

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