CIA – GIACOMO BEZZI – SAVOI * RINNOVO PATENTI SPECIALI: ” LE SCELTE DELL’AZIENDA SANITARIA SVANTAGGIANO PORTATORI DI HANDICAP, INVALIDI E MUTILATI “

Commissione medica locale per il rinnovo delle patenti speciali: le scelte dell’Azienda Sanitaria svantaggiano portatori di handicap, invalidi e mutilati.

 

 

 

I titolari di patente speciale sono soggetti alla visita di rinnovo di validità della patente di guida presso la Commissione Medica Locale istituita ai sensi dell’art. 330 del Regolamento del Codice della Strada. Tale Commissione è presieduta dal responsabile dell’ufficio medico locale ed è composta da due membri effettivi e due supplenti ed è integrata da un ingegnere appartenente alla Motorizzazione Civile qualora l’accertamento medico sia richiesto da mutilati o minorati fisici per i quali vengono prescritti in genere adattamenti da apportare al veicolo tali da superare le menomazioni presenti e consentire la guida.

Ai componenti di tale Commissione il Codice della Strada riconosce un gettone di presenza il cui importo è stabilito a livello

nazionale ed è compreso nel ticket pagato dall’utenza che serve a coprire le spese di funzionamento della Commissione e al pagamento degli emolumenti dovuti per legge ai componenti.
Eccezione a livello nazionale è il comportamento della Provincia Autonoma di Trento che, unica su tutto il territorio nazionale, non riconosce alcun compenso ai membri interni all’amministrazione provinciale pur continuando ad integrare la commissione con membri esterni, solitamente medici militari, ai quali vengono regolarmente pagati i compensi previsti dal Codice della Strada.

Singolare risulta infatti la situazione che vede una stessa Commissione composta da membri pagati ed altri no e il comportamento dell’Azienda Sanitaria che anziché attingere alle professionalità al suo interno, che opererebbero gratuitamente, continua ad avvalersi di medici esterni, solitamente oculisti, pagati regolarmente a visita e per i quali stranamente si applica il Codice della Strada senza eccezione alcuna. Ancora più singolare risulta il fatto che il ticket pagato dagli utenti è il medesimo delle altre province quando dovrebbe risultare inferiore posto che all’interno della Commissione operano gratuitamente i membri interni all’Amministrazione, Motorizzazione Civile compresa, per cui nasce legittima la richiesta di capire dove affluiscono tali introiti.

Al di la del comportamento ingiustificato dell’Azienda Sanitaria di ricorrere a medici militari in seno alla Commissione, sono da registrare ritardi cronici negli appuntamenti delle visite che risultano da anni sempre cospicui, soprattutto per quelli per il rinnovo della patente per i mutilati e minorati fisici. Attualmente, infatti, viene dato l’appuntamento nel mese di novembre.
Per tali tipologie di visite è previsto un solo giorno al mese solitamente il primo giovedì del mese. Le visite vengono effettuate solo a Trento, nei locali dell’Azienda in viale Verona. I pazienti visitati nella giornata distribuiti fra mattino e pomeriggio non sono mai inferiori a 60, con punte fino ad 80 con evidente condizione di lavoro sotto stress per la Commissione.

Va poi sottolineato il risvolto negativo che il ritardo negli appuntamenti per il rinnovo delle patenti speciali comporta per la sicurezza della circolazione stradale e per l’utenza stessa. E’ infatti previsto che in attesa della visita medica l’utente possa ottenere un permesso provvisorio di guida, rilasciato dalla Motorizzazione Civile, che consente di circolare dopo la scadenza della patente fino al giorno della visita. Il permesso costa 16 euro, ossia il costo della marca da bollo che va ad aggiungersi, a quelli della visita oltre al disagio della necessità di recarsi in motorizzazione o rivolgersi ad una agenzia di pratiche automobilistiche che non opera ovviamente gratuitamente.

A metà luglio i permessi rilasciati dalla Motorizzazione Civile per sopperire alle carenze dell’Azienda Sanitaria hanno superato le 1700 unità. L’anno scorso gli stessi sono stati circa 2200 a testimonianza che i ritardi negli appuntamenti sono cronici e che al problema, sollevato da anni, non è mai stato dato una soluzione. Con tali ritardi nel fissare gli appuntamenti può capitare che un automobilista, portatore di handicap o patologie particolari, possa continuare a guidare per mesi dopo la scadenza della patente, per poi vedersi revocata la patente in sede di visita per mancanza del requisiti psico-fisici.

E’ indubbio che occorre programmare in maniera diversa il settore, distribuendo sul territorio provinciale le visite eliminando le cause che fino ad ora hanno comportato tali ritardi e la limitazione dei giorni programmati per le visite anche in considerazione del fatto che nelle province limitrofe i tempi di attesa per la visita si riducono spesso a pochi giorni.

 

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Consiglieri provinciali Claudio Cia, Giacomo Bezzi, Alessandro Savoi