CIA * CIVICI: “SPETTACOLINO TRITO E RITRITO, COMINCINO AD ESSERE INCISIVI AL CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE”

Leggo con piacere che prosegue l’organizzazione dei partiti territoriali in Trentino, come i continui spettacolini triti e ritriti della politica locale. Da ultimo è stata annunciata, per l’ennesima volta, la nascita di quello che è stato presentato come il “Partito dei sindaci” e che ora pare non si voglia più definire tale.

Tale proposta vanta amministratori locali provenienti da tanti percorsi politici diversi tra loro (populisti compresi, oggi tanto denigrati dagli stessi artefici di questa iniziativa politica), alleanze con nessuno ma dialogo con tutti e il superamento degli schieramenti anche se nessuno dimentica che in più occasioni si era volto lo sguardo al centro-sinistra pseudo autonomista (come appunto fece a suo tempo il loro leader Francesco Valduga, sindaco di Rovereto).

In passato una cosa del genere si era vista con la nascita della “Civica-Margherita” di Lorenzo Dellai, nata dalle ceneri di quello che rimaneva della DC, come partito non schierato degli amministratori locali ma che successivamente è finito per ritrovarsi con il centro-sinistra.

Anche allora si diceva che la “Civica-Margherita” era nata per il bene del territorio e che era sganciata dalle logiche dei partiti e abbiamo visto com’è andata a finire.

Oggi a proporre un simile progetto sono i nuovi “civici” ai quali ovviamente, piaccia o non piaccia, non si può riconoscere né la capacità organizzativa né lo spessore politico di Lorenzo Dellai.

Infatti li sentiamo parlare di nuove proposte, ma nessuno dei pseudo civici prende mai una posizione chiara sui temi valoriali e su altri temi importanti come la viabilità nei loro territori, la mancanza di sicurezza, l’imposizione fiscale, il taglio delle politiche sociali, … si parla solo di sviluppo, ma di quale?

Fa sorridere poi sentirsi proporre “rinnovamento” ed “incisività”, due caratteristiche che non si vedono mai al Consiglio delle autonomie locali in cui tutte le decisioni, espressioni della politica della Giunta provinciale di Ugo Rossi, vengono sempre avallate senza batter ciglio; evidentemente per questi sindaci la politica del centro-sinistra è condivisa e perpetuata.

L’impressione è che si voglia proporre una politica tanto contraddittoria, sfuggente e ambigua da sottrarsi a ogni definizione nella pia illusione per garantirsi il maggior numero di adesioni. Ma la gente comune è stufa di questa doppiezza ed è per questo che non va più a votare.

Non sfugge inoltre il fatto che molti di questi membri del “Partito dei sindaci” siano appoggiati nei rispettivi consigli comunali da uomini e forze politiche del centro-sinistra come succede a Storo, a Rovereto e a Tione di Trento, proprio nel Comune amministrato dal loro nuovo portavoce Mattia Gottardi alleato col vice segretario del Patt Simone Marchiori.

Sono questi alcuni dei motivi che hanno indotto molti amministratori a non riconoscersi in questo progetto proprio perché, a differenza dei cortigiani di turno, hanno una chiara identità e senza ipocrisia si riconoscono e si dichiarano nel centro-destra autonomista, cioè l’unica vera alternativa alla maggioranza di governo provinciale che fra le altre cose non mancherà di valorizzare e tutelare tutte le realtà locali della nostra Provincia a cominciare dalle Valli e dai Comuni.